ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 7 febbraio 2018

Cos’altro ancora permetterà il Buon Dio contro di noi?

FFI: ASSEMBLEA DELLE SUORE CON IL VATICANO PER “CONDIVIDERE, ASCOLTARE, COMPRENDERE…”. P. SIANO: DOVEVANO PENSARCI PRIMA…


Cari  Stilumcuriali, torniamo a parlare dello straordinario caso di commissariamento nei confronti dei Frati Francescani dell’Immacolata, che a oltre quattro anni dal suo inizio non è ancora concluso. A più riprese è stato osservato, sia da San Pietro e Dintorni, che da Stilum Curiae che da altre voci anche più autorevoli che un elemento veramente particolare è dato dalla non esposizione delle accuse verso il fondatore, padre Manelli. Abbiamo ricevuto una lettera da padre Paolo Siano, che già ci ha onorati della sua presenza qualche giorno fa. Questa volta si tratta del ramo femminile dell’ordine. Ecco quanto ci scrive padre Siano.

«Caro Dr. Tosatti,
Una fonte confidenziale mi ha riferito una novità interessante sul caso delle Suore Francescane dell’Immacolata (SFI). Mi permetto di condividerla non per mero gossip, bensì per difendere degli innocenti oppressi (i cui appelli e ricorsi canonici sono risultati praticamente vani in quanto ingiustamente e/o ideologicamente inascoltati e/o bloccati…) e per essere di aiuto e di stimolo (nonché di pungolo) a coloro che a vario livello sono e saranno chiamati a fare discernimento sul caso e/o a scriverne la storia.
Partiamo da un antefatto: la sera del 24 gennaio u.s. il sito Corrispondenza Romana pubblica un mio articolo-denuncia, una sorta di estremo ed accorato SOS, dato che le vie ecclesiastiche sembrano bloccate, impraticabili.
Ecco ora la notizia di cui Le dicevo: a mo’ di curiosa coincidenza, uno o due giorni dopo quel mio articolo (dunque tra il 25 e il 26), la Commissaria delle SFI invia alle Suore una lettera datata 25gennaio in cui annuncia un’Assemblea Generale per il… (ometto la data), a cui parteciperanno anche i vertici del Dicastero che si sta occupando delle SFI.
Lo scopo dell’assemblea sembra potersi riassumere in questi 3 verbi citati: «condividere, ascoltare, comprendere…». Ripeto: «condividere, ascoltare, comprendere…», con tanto di tre puntini sospensivi dopo «comprendere».
Caro Tosatti, alla luce di questi 4 anni e mezzo di Commissariamento dei FFI, e 2 anni e 3 mesi di Commissariamento delle SFI (Commissariamenti che, con la coscienza dinanzi a Dio, reputo ideologici, invasivi e devastanti), mi chiedo che cosa certi ambienti vaticani abbiano ormai da condividere, ascoltare e comprendere, dato che ci hanno trattato, ci stanno trattando (e forse ci tratteranno) come «spazzatura» (1Cor 4,13), avendo appunto ascoltato, compreso, condiviso (quindi avallato, “protetto” e/o “premiato”) i nostri accusatori, specialmente frati, i quali di fatto si sono serviti, e/o hanno avuto l’appoggio, anche di alcuni laici come killers o stalkers mediatici che hanno agito ed agiscono contro di noi ora sotto anonimato ora a “viso scoperto”…
Tra noi FFI, i frati più “premiati”, a cui molto probabilmente si vuol consegnare il futuro dei FFI, sono gli accusatori di fondatori e di noi FFI pro-fondatori: oltre ai golpisti ed acerrimi avversari dei fondatori, ci sono anche quelli apparentemente “mitigati” o “equilibrati”, poi gli “ignavi”, e poi quelli che tra i nostri sembrano aver contratto la “Sindrome di Stoccolma”… Insomma, in vario modo, in sostanza e in tutta verità, abbiamo per Superiori i nostri stessi accusatori, che molto difficilmente ci permetteranno di riabilitare P. Manelli e noi del governo e della formazione pre-commissariamento. Infatti riabilitare noi implica necessariamente che quelli – e non solo loro – debbano fare “mea culpa”… Pertanto dobbiamo essere condannati alla schiavitù, al silenzio perpetuo, ecc. ?
Coloro che si sono ribellati ai Fondatori infangandoli, ora si atteggiano come nostri maestri di obbedienza e spiritualità con parole-chiavi quali Volontà di Dio, Obbedienza, Comunione, Unità, ecc. ecc. Certo, quelle meravigliose parole potevano dirsele allo specchio prima di alzare mano e calcagno (per ora solo in senso figurato ma comunqure effettivo) contro di noi.
Costoro pretendono di zittirci, di obbligarci a consegnare loro la nostra anima (pensiero e volontà), di condividere il loro discernimento depistato e depistante ? Cos’altro ancora permetterà il Buon Dio contro di noi?
Tornando alla lettera inviata alle SFI, a parte l’ermeneutica da fare su quei tre verbi, mi inquietano i tre puntini «…» che seguono al verbo «comprendere». Lasciano intravedere altri verbi. Ma quali ? Alla luce dell’esperienza di questi 4 anni, sono alquanto pessimista. Mi permetto di esprimere piuttosto il mio augurio (ma è un sogno!), che gli altri verbi possano essere: “riparare” (ai mali fatti contro Fondatori, FFI e SFI), “riabilitare”, “ricostruire” (secondo gli intendimenti dei Fondatori). Ammetto che è un sogno… Mi consola il fatto che Papa Francesco ha detto tra l’altro ai giovani, parlando loro col “tu”: «non avere paura di sognare, sogna» e «Spera, sempre spera». Benissimo ! Allora ci provo anch’io, pur non essendo più tanto giovane.
Altro punto interessante di quell’annuncio: si propone alle SFI di non richiedere la dispensa dai voti prima di quell’Assemblea Generale. Con ciò, dunque, si sottintende che molte SFI stanno lasciando l’Istituto... Insomma mi sembra una oggettiva ammissione del fallimento del governo commissariale. Circa la condivisione, l’ascolto e la comprensione, bisognava pensarci bene molto prima, cioè prima di intervenire in modo invasivo sotto la spinta di presupposti ideologici… Le SFI, meglio di me, potrebbero raccontare tante esperienze e sofferenze patite in questi lunghi 4 anni durante i nostri rispettivi Commissariamenti.
Caro Tosatti, vedo la mia Famiglia Religiosa sfasciata e perseguitata da uomini e ambienti di Chiesa che forse ci detestano da anni (su questo ho già scritto qualcosa). Non posso restare indifferente o silenzioso dinanzi al male che si sta facendo a Fondatori, a Frati e Suore difensori dei Fondatori, e persino ad ex frati e ad ex suore (anch’essi monitorati)… Non voglio diventare complice di ciò, né voglio contrarre la “Sindrome di Stoccolma” ossia quella forma di sottomissione-simpatia-alleanza-immedesimazione (quasi amorosa ed unitiva) della vittima col suo carnefice o persecutore. Nel nome dell’Obbedienza non possiamo calpestare i Comandamenti di Dio, quali ad esempio il 4°, il 5°, l’8°… A buon intenditor poche parole.
La Madonna ci aiuti e ci ottenga Pastori secondo il Cuore di Cristo in cui troviamo vera Giustizia e Misericordia. Grazie dell’attenzione».
MARCO TOSATTI
http://www.marcotosatti.com/2018/02/07/ffi-assemblea-delle-suore-con-il-vaticano-per-condividere-ascoltare-comprendere-p-siano-dovevano-pensarci-prima/
Un nuovo documento: la lettera al Visitatore dei FFI (2012)

(Padre Paolo Siano) Per non dimenticare la storia dei Frati Francescani dell’Immacolata (FFI), riporto quasi per intero la lettera che inviai per e-mail il 21 novembre 2012 (insieme con le mie risposte al Questionario) all’allora Visitatore Apostolico, il quale né mai mi rispose, né mai visitò il nostro Seminario Teologico “Immacolata Mediatrice” dei FFI, situato all’epoca in Sassoferrato (Ancona).  Ecco il mio testo: «[…] Nel Decreto della CIVCSVA del 5 luglio 2012 (Prot. 52741/2012) si parla di «un notevole disagio sorto tra i religiosi della Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata a motivo dello stile di governo e delle decisioni recentemente adottate dal Superiore Generale, il Reverendo Padre Stefano M. Manelli».  La CIVCSVA, «al fine di tutelare i valori dell’unità e della comunione fraterna» tra noi FI, ha decretato la Visita Apostolica in corso. Dal decreto sopra citato risultano i punti contestati al nostro Superiore Generale e Fondatore (punti che avrebbero determinato la presente Visita Apostolica): stile di governo; le sue decisioni in materia liturgica; formazione dei giovani religiosi e dei candidati al sacerdozio; i suoi rapporti con la Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata (SFI).
Ora, in coscienza e con «libertà di giudizio» [cf. Sua Lettera a tutti noi Professi solenni, 1 novembre 2012], mi permetto di porgere alcune osservazioni.
A) L’espressione «disagio notevole» menzionata nel suddetto Decreto, potrebbe indurre i frati (e gli esterni) a immaginare chissà quale “finimondo”, o chissà quali “gravissimi” problemi all’interno della nostra Famiglia Religiosa… Insomma, mi sembra un’espressione sproporzionata rispetto alla realtà fattuale.
Il sottoscritto, insieme ad altri Confratelli, ha l’impressione che, paradossalmente, sia proprio questa Visita Apostolica unita al Questionario ad aver creato un qualche “disagio” e ad aver forse “turbato” in qualche modo la pace della grande maggioranza dell’Istituto.  A questo proposito, mi preme farLe sapere (ma forse Lei lo sa già) che tra i Vescovi italiani (e anche nella Curia Romana, al di fuori della CIVCSVA) è già noto che noi F.I. siamo sotto Visita Apostolica… Sarei curioso di sapere attraverso quali canali è stata divulgata questa notizia “riservata” (ossia la Visita Apostolica a noi F.I.)…
Anche se non sono membro del Consiglio Generale FI, tuttavia (su incarico dei miei Superiori) ho seguito da vicino (come “perito” e come studioso di storia) il caso di 5 miei Confratelli […] i quali hanno accusato il nostro Superiore Generale presso la CIVCSVA. In un mio pro-memoria (del 25-4-2012), redatto su incarico del Consiglio Generale, ho illustrato e replicato alle accuse (calunnie) che i 5 Confratelli summenzionati hanno mosso contro il Superiore Generale e il suo Consiglio. […] Prima e dopo quell’incontro del 21-1-2012, quei 5 Padri “dissenzienti” hanno operato per coinvolgere nel loro “disagio” e “dissenso” anche altri confratelli e persino nostri amici laici (così almeno negli USA e in Inghilterra)… So che qualcuno di quei 5 ha tentato di fare opera di “propaganda” (presso nostri frati) anche dopo l’inizio della presente Visita Apostolica in corso. Duole constatare che il nostro amato e benemerito Padre Fondatore e Superiore Generale viene messo praticamente “sotto inchiesta” non solo, o non tanto, dalla CIVCSVA ma anzitutto da un gruppetto  di Frati (5 sono i “capi”) che pretendono di difendere Carisma e Costituzioni FI più del e contro il Superiore Generale e Fondatore e contro il Suo Consiglio Generale
B) […] È mia convinzione che noi frati F.I. possiamo tutelare l’autentica unità e comunione fraterna a patto che seguiamo il nostro Fondatore (P. Stefano Manelli) e Confondatore (P. Gabriele Pellettieri) come del resto ci indica anche il Diritto Canonico vigente [can. 578]. Non si tratta di fare calcoli numerici, “politici” o “referendari”, bensì di seguire con docilità soprannaturale i Padri Fondatori che esercitano legittimamente la loro potestà giuridica nell’Istituto.
C) In coscienza, dinanzi a Dio, sento il bisogno di difendere il Padre Fondatore e Generale, padre Stefano M. Manelli.
  • Circa il suo stile di governo (dal 1990 ad oggi), ritengo che le opere parlino chiaro e lo difendano. L’Istituto, le vocazioni, le varie Case in Italia e all’estero (missioni) nei 5 continenti, il seminario, le varie opere di apostolato… Tutte queste realtà non si ottengono con metodi umani, “politici” o oppressivi… In circa 20 anni di vita religiosa, ho sperimentato lo stile di governo paterno, prudente e soprannaturale del summenzionato Superiore Generale e Fondatore.
  • In materia liturgica (come ho già scritto nel Questionario), il Superiore Generale unitamente al suo Consiglio ha agito legittimamente con la potestà che gli compete in quanto Ordinario dei F.I., e – sottolineo – ha agito nel solco del Capitolo Generale del 2008 e secondo le indicazioni del Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI (2007) e dell’istruzione Universae Ecclesiae della Pontificia Commissione Ecclesia Dei (2011). Pertanto, nonostante la contestazione di quei 5 Confratelli animatori del “dissenso”, ribadisco che la “Normativa liturgica” del nostro Consiglio Generale del 21-11-2011 (Prot. 77/2011) è stata legittima; inoltre la Pontifica Commissione Ecclesia Dei, […], ha dichiarato con lettera datata 14 aprile 2012 (Prot. 39/2011L) che quella normativa liturgica risulta secondo la “mens” del Santo Padre espressa in Universae Ecclesiae n. 8a.
  • Sulla base della mia ventennale esperienza (prima come discente e poi come docente), ritengo che la qualità della formazione dei giovani religiosi e studenti F.I. al sacerdozio è molto buona ed è costante lo sforzo dei Padri Fondatori nella cura delle vocazioni, dei fratelli religiosi, degli studenti e anche dei sacerdoti F.I. Padre Stefano Manelli è anche il Fondatore dell’Istituto delle Suore Francescane dell’Immacolata ed è ovvio che egli abbia rapporti con tali suore, rapporti ispirati da motivi di carità soprannaturale (direzione spirituale, ritiri, esercizi spirituali, consigli).
Ora, passo al Questionario che, almeno in alcuni punti, mi ha sorpreso.  Analizzando l’insieme delle domande del Questionario, si ha l’impressione che chi le ha formulate abbia tenuto in gran conto (forse anche troppo?) il punto di vista dei Confratelli “dissenzienti” ovvero di quei 5 “capi” del “dissenso” […] i quali si pongono di fatto come un “para-consiglio” generale… Tra le varie domande, si chiede a noi F.I.: se la introduzione definitiva della Forma Extraordinaria tra noi FI sia richiesta  dal Concilio Vaticano II … Un’altra domanda “interessante”: Quale sia l’organo di Governo FI che può introdurre la forma Extraordinaria… 
Ribadisco che l’operato del Superiore Generale (che è anche il Fondatore) e del suo Consiglio è pienamente legittimo. Anche su questa materia, l’ultima parola spetta all’Autorità Ecclesiastica, non certo a un “referendum popolare” (come vorrebbero, in pratica, i 5 Confratelli “dissenzienti”). Alle 4 domande finali (quelle dove si deve barrare una sola casella), tra le risposte suggerite si parla addirittura di commissariamento dell’Istituto… 
Mi permetto di osservare che tale “opzione” è davvero sproporzionata e riflette (ancora una volta) la “mens” dei 5 animatori del “dissenso” summenzionati… Infine, mi permetto di osservare (è un mio parere) che un tale Questionario, unito al suddetto Decreto CIVCSVA Prot. 52741/2012 (che parla di «disagio notevole» tra i F.I.), forse potrebbe confondere le idee ad alcuni frati più “semplici” facendo credere loro chissà quali gravi problemi ci siano nell’Istituto… […] Con la grazia del Buon Dio, intendo continuare a vivere da frate francescano dell’Immacolata secondo gli insegnamenti e gli esempi dei nostri Padri Fondatori. Che Dio ci aiuti». (Padre Paolo Siano)