ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 10 agosto 2017

Abbi pazienza, cara Madre.



Immaginaria preghiera di Papa Francesco

Vedevo in diretta la bianca figura del Papa in preghiera davanti alla statua della Madonna a Fatima e immaginavo che lui pregasse così:
«Cara Madre, eccomi, dopo aver riconosciuto l’indubitabile veracità dei bambini che trasmisero il tuo messaggio, carico dell’obbligo di risponderti con l’intera Chiesa.
Abbi compassione delle mie titubanze: Tu sai che quando il mio predecessore chiese a Mosca se fosse gradito l’atto di consacrazione si sentì rispondere male.
È vero che ora Cirillo a Cuba ha accettato di stare sotto il tuo mantello insieme a me, ma Tu sai bene che ha bisogno di proteggersi le spalle e rassicurare i suoi guardiani che stare sotto il tuo mantello non significa affatto unione delle Chiese. E se io consacrassi la Russia senza di lui, riemergerebbe subito la polemica con la Sede Apostolica e le sue presunzioni.
Bisognerebbe fare questa consacrazione insieme a lui, a nome di tutte le Chiese, possibilmente in Russia. Ma Tu sai bene che se io ho le mie spine cattoliche, Cirillo ha le sue spine russe.

Nuntereggae più

Medjugorje, Medjugorje, Medjugorje... ma non ce la faccio !


Ogni promessa è un debito.
Avevamo promesso ad alcuni fervidissimi "gospari" medjugoriani che, allentando  le nostre filiali posizioni, che debbono combaciare con quelle della  Santa Madre Chiesa, avremmo scritto qualcosa di positivo su quel grande evento estivo chiamato "Festival dei giovani".
Cosa c'è di meglio di prendere allora il testo da un qualificatissimo sito cattolico come La Nuova Bussola Quotidiana affidandoci alla saggezza di una giornalista che ci dona anche dei mirabili studi di arte e spiritualità cattolica?
Eppure.... non ne l'abbiamo fatta...
Non ce l'abbiamo fatta...
Neppure la Giornalista e studiosa Benedetta Frigerio è risultata del tutto immune dal virus propagato dalla potente organizzazione propagandistica dei gospari medjugoriani...
Per questo, continuando prudentemente e ostinatamente a seguire le indicazioni della Santa Madre Chiesa, ci siamo avvalsi della facoltà di postare solo alcuni passi  di un articolo della Dott.ssa Frigerio ( sotto linkato).
Sottolineiamo infine un aspetto positivo che ci è stato riferito: il miglioramento dello "stile" celebrativo e l'uso frequente della lingua liturgica del latino, divenuto alfiere e vessillifero della buona liturgia.
AC

Ma siamo veramente ridotti così?



https://www.youtube.com/watch?v=MdM4sIt_dk8

Il Puntatore. Alleluja delle lampadine



Ricordo molti anni fa, in una parrocchia di Moteverde Vecchio qui a Roma, che al tempo frequentavo. Ad un certo punto mi introducono l'Alleluia delle lampadine, titolo che al momento mi apparve arcano.

Poi cominciò la dimostrazione pratica del canto stesso e ricordo di aver provato una sensazione di agghiacciato imbarazzo. Ma siamo veramente ridotti così? E ricordo i vari preti che, per fare i "ggiovani", si dimenavano attirandosi la simpatia dei malaccorti e la commiserazione degli avveduti.

L' “angelo dei profughi”


Don Mussie Zeray e il network dei satellitari


Alarm Phone nasce, come una scatola cinese, nell’ottobre 2014. Alarm Phoneè un call center per i migranti organizzato da una coalizione di attivisti internazionali che da Tunisi a Chicago, da Tangeri e Melilla a Palermo, Berlino, Strasburgo, Barcellona, Bruxelles, Vienna, Zurigo, Amsterdam e Londra puntano lo sguardo direttamente sul Mar Mediterraneo. La coalizione vanta collaborazioni come WatchTheMed, Boats4People, Benvenuti in Europa, Africa Europe Interact, Borderline-Europe, No Borders Marocco, FFM e Voix des migrants. Ad ispirare Alarm Phone è stato il solito Don Mussie Zeray, per anni referente numero uno di chi era in pericolo in mare. Lui ha voluto condividere le sue esperienze e le sue competenze maturate in innumerevoli chiamate satellitari dal Mediterraneo.
Così Alarm Phone è partita con la partecipazione di 60 attivisti che nell’arco di un solo anno sono diventati 120. Molti di loro provengono dall’esperienza della campagna “Boats4people” del 2012. Sul loro sito c’è scritto: “Boats 4 People è una coalizione internazionale di organizzazioni della regione Mediterranea, dell’Africa e dell’Europa. È stata creata per impedire altre morti alle frontiere marittime e per difendere i diritti dei migranti in mare. Rivendica la libertà di movimento per tutti.”

don Musie Zerai  sempre col telefono

Una calma e una compostezza sovrumane


LE FAUCI DEL DRAGO   
          
E adesso, chi chiuderà le fauci al drago? Per impedirgli di appestare tutta quanta l’opera di Dio, chi farà quel che fece san Silvestro, scendendo i gradini uno a uno, per legargli il muso e ridurlo all’impotenza? 
di Francesco Lamendola  



 
  
In un pomeriggio di primavera, quasi nell’ultima luce del giorno, un ragazzo molto giovane aveva “scoperto”, praticamente per caso, una delle basiliche più famose della cristianità, quella di Santa Croce a Firenze. Non ne aveva mai sentito parlare, e, nella sua ignoranza, scusabile in parte data l’età, non aveva letto neppure I sepolcri di Foscolo. Si era recato, da solo, nella città sull’Arno per abbeverarsi alla storia dell’arte e per vagare da un museo a una pinacoteca, inebriandosi davanti a quei tesori d’incomparabile bellezza, allora tanto più facilmente accessibili di oggi: non si doveva prenotare, né fare la fila per visitare le Gallerie degli Uffizi (e neppure per entrare nella Basilica di San Marco a Venezia, del resto) e, con pochissimi soldi in tasca, dormendo all’ostello e mangiando qualche tramezzino, aveva vagato estatico da un dipinto all’altro, da un affresco all’altro, da una scultura all’altra. Infine, scendendo da San Miniato al Monte anziché arrivando dal centro cittadino, dove pure aveva l’alloggio, si era imbattuto in quella grande chiesa e vi era entrato, senza sapere nemmeno che conteneva le tombe dei grandi italiani. Ben presto era giunto nella Cappella Bardi di Vernio, nel transetto dell’edificio, davanti agli affreschi eseguiti da Maso di Banco nel 1340, che il Vasari aveva erroneamente attribuito a Tommaso di Stefano detto il Giottino. La luce della sera entrava obliquamente dai finestroni e si posava su quelle antiche scene, creando un’atmosfera suggestiva, che aveva trasportato il ragazzo quasi fuori del tempo e dello spazio.

La qualità degli effetti


La Chiesa post-sessuale (II parte)


DAI FRUTTI RICONOSCERETE L’ALBERO

Per soppesare i fenomeni della storia, compresa la storia della Chiesa, vale sempre la Parola di Cristo il quale ci ha suggerito un metodo infallibile per valutare la bontà del decorso materiale e spirituale di una realtà: occorre osservare la qualità degli effetti per comprendere la qualità delle cause. Questo è il significato più trasparente della frase evangelica “dai loro frutti dunque li riconoscerete”.
Noi tentiamo qui di percorrere il medesimo itinerario proponendoci di osservare e valutare la qualità della causa a partire dagli effetti che ne sono scaturiti: ne risulta infine come l’iter di sterilizzazione indotta e spacciato da una parte della leadership cattolica come percorso di maturazione cristiana sia la causa scatenante dell’attuale impotenza e infecondità cattolica allo stesso modo in cui un albero infetto produce frutti atrofizzati.

L’analisi degli effetti prodotti dalla realtà cattolica attuale ci rivela dunque le seguenti evidenze tutte o quasi riconducibili a un cammino di depotenziamento in materia dottrinale, teologica, etica e devozionale:


La colpa non è loro, ma della Chiesa (o dei preti) ?..

Fai come se fossi a casa tua!


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Un paio di giorni fa il quotidiano Avvenire, tramite la sua pagina Facebook, ci ha regalato un’interessante notizia. Un parroco ha esposto fuori dalla sua chiesa il cartello di cui sopra. L’intento sembrerebbe essere chiaro: far sentire accolti tutti, in qualunque momento, in qualunque circostanza, in qualunque condizione. Meritevole l’intento, disastroso il metodo.