ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 28 luglio 2017

E si vanta..

UN PAPA MODERNISTA

Il papa almeno è sincero si dichiara modernista. Cosa vuol dire rileggere il Vangelo alla luce della cultura contemporanea: il veleno modernista è ormai penetrato così a fondo nelle nostre coscienze da toglierci ogni raziocinio 
di Francesco Lamendola  



  
Nel corso della conversazione con il gesuita Antonio Spadaro, direttore della rivista La civiltà cattolica, da cui è stato poi tratto il libro: Papa Francesco, La mia porta è sempre aperta (Milano, Rizzoli Editore, 2013), il neoeletto Bergoglio, invitato a esprimere il suo giudizio sul significato del Concilio Vaticano II per la storia della Chiesa, testualmente ha affermato (op cit., p. 68):

Il Vaticano II è stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea. Ha prodotto un movimento di rinnovamento che semplicemente viene dallo stesso Vangelo. I frutti sono enormi. Basta ricordare la liturgia. Il lavoro della riforma liturgica è stato un servizio al popolo come rilettura del Vangelo a partire da una situazione storica concreta. Sì, ci sono linee di ermeneutica di continuità e discontinuità, tuttavia una cosa è chiara: la dinamica di lettura del Vangelo attualizzata nell’oggi che è stata proposta dal Concilio è assolutamente irreversibile. Poi ci sono questioni particolari come la liturgia secondo il “Vetus Ordo”. Penso che la scelta di Papa Benedetto [allusione alla lettera apostolica “Summorum pontificum” pubblicata in forma di “motu proprio” il 7 luglio 2007; nota nostra]  sia stata prudenziale, legata all’aiuto ad alcune persone che hanno questa particolar sensibilità. Considero invece preoccupante il rischio di ideologizzazione del “Vetus Ordo”, la sua strumentalizzazione.

Prendiamo buona nota di questa affermazione: Il Vaticano II è stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea.Se questa frase non ci fa saltare letteralmente sulla sedia, se non ha provocato alcuna reazione nella Chiesa e nel mondo cattolico, ciò si deve unicamente al fatto che il veleno modernista è ormai penetrato così a fondo nelle nostre coscienze, da toglierci, alla lettera, la facoltà del raziocinio. 

La verità tende ad affiorare

Il “tallone d’Achille” del pontificato di Francesco


 

Un cafè con Galat” è il nome del programma trasmesso dalla tv Teleamiga,  emittente di orientamento cattolico di Bogotà, che sta procurando qualche mal di testa all’episcopato colombiano.

Il programma prende nome dal suo conduttore, José Galat, accademico e presidente del canale televisivo e dell’Università La Gran Colombia, il quale ha deciso di mettersi contro il pontificato di Francesco.

Galat sostiene che il Papa argentino non sarebbe stato eletto legittimamente e che favorirebbe apertamente l’eresia nella Chiesa cattolica. E fin qui, nulla di nuovo.

Un talentino da spendere


Ecco alcuni modi per “reagire” alla crisi ecclesiale


Togliere l’8 PER MILLE alla CEI (assegnandolo persino ai buddisti italiani, purché nemmeno un euro finisca a mons. Galantino e compagni)
Smettere di frequentare (e di fare lì l’elemosina) le parrocchie più bergoglionizzate per andare in altre dove ci sono ancora preti che testimoniano fede cattolica, anche se questo costa il sacrificio di fare un po’ di strada.
Non rinnovare abbonamenti ad Avvenire, Famiglia Cristiana ed altri organi di regime.
Aiutare preti e suore perseguitate dal regime perché in coscienza non se la sentono di distribuire indiscriminatamente la comunione o di applaudire all’operazione “SVUOTA L’AFRICA” o di depenalizzare la sodomia o di applaudire acriticamente Fratel Enzo Bianchi quando viene a fare le catechesi in parrocchia. 
Fare qualche digiuno, rosario, processione in riparazione dei pubblici peccati (compresi quelli di cui stiamo qui commentando commessi da chierici ufficialmente cattolici).
Quando capita l’occasione, rispettosamente “mettere la pulce nell’orecchio” a parenti e amici che ancora frequentano le chiese e a cui non sono ancora cadute le fette di prosciutto dagli occhi.

Se ne ridon Brunello Forte e ciccio Tom

Lutero o dell’impossibilità della Dottrina sociale della Chiesa.

Pubblichiamo l’Editoriale a firma dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi del fascicolo 2 (2017) del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dedicato a “La Riforma luterana alla luce della Dottrina sociale della Chiesa”. Il numero contiene articoli di Miguel Ayuso, Samuele Cecotti, Omar Ebrahime, Stefano Fontana, Ermanno Pavesi, Guido Vignelli. Per informazioni, acquisti o abbonamenti:  http://www.vanthuanobservatory.org/ita/bollettino-dsc/come-abbonarsi/
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L’argomento di questo fascicolo del nostro “Bollettino” era in un certo senso imposto dal ricordo dei 500 anni della Riforma luterana, corrente in questo anno 2017. Della Riforma non parliamo qui per un “atto dovuto” data la ricorrenza, ma nella convinzione che attorno alla Riforma si ritrovino molti nodi della corretta o scorretta visione della società, della politica, del diritto. L’occasione è quindi propizia per un riesame non solo della Riforma in quanto tale, ma anche dei suoi rapporti con molti aspetti della vita sociale e politica ai quali è dedicata la Dottrina sociale della Chiesa, ambito centrale di impegno per il nostro Osservatorio. Mi riferisco al tema della modernità, della secolarizzazione, del rapporto tra la Chiesa e il mondo, oppure a quello dell’autorità o del ruolo della coscienza individuale nelle questioni della vita pubblica. Riconsiderare la Riforma richiede un sguardo ad ampio raggio, dato che essa stessa è collegata con molte dimensioni della vita pubblica ed anche a 500 anni di distanza questa influenza è ben presente, anzi forse più di prima dato che molte virtualità si sono manifestate solo in seguito a distanza di tempo. Qualche acuto osservatore le aveva viste già allora, ma oggi sono sotto gli occhi di tutti: basta volerle vedere.

Il Papa ha il diritto di mutare un Rito?

Il Papa ha diritto di cambiare il Rito? Se nel corso del tempo un rito si evolve, è possibile e lecito un suo sempre ulteriore sviluppo?

In uno dei momenti più tragici per la Chiesa e  la  conservazione della Fede Cattolica nella sua integrità è comparso un articolo ( QUI titolato : Si può assistere alla messa di Paolo VI ? Non possiamo né celebrare la messa di Paolo VI, né assistervi. Questo è quello che pensano i sacerdoti della Fraternità San Pio X , di altre comunità, e di molti fedeli).
L'articolo è di una durezza tale che non si era mai vista neppure nei ruggenti anni '70 quando il nuovo rito di Paolo VI fu imposto fra lacrime, malumori e malesseri cardiaci, documentati, ai Sacerdoti e ai fedeli.
Non riusciamo tuttavia a percepire perché sia stato pubblicato  sul sito della FSSPX, di cui più volte abbiamo lodato l'indiscusso e fruttifico impegno pastorale, un articolo così pesante.
Pur tuttavia pur rimanendo ancorati con il cuore alla Santa Messa nell'antico rito della Chiesa ( che dalla pubblicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum caratterizza la spiritualità, soprattutto nei giorni festivi, di tanti fedeli ) nelle celebrazioni quotidiane settimanali o in mancanza di celebrazioni in  rito gregoriano-tridentino assistiamo altrettanto devotamente alla Santa Messa celebrata con il Messale di Paolo VI:  con quella "normalità" e "naturalezza" che dovrebbe albergare nel cuore di ogni fedele.
Tutto il resto costituisce un pericolosissimo distacco dal "sentire cum Ecclesia".

Fuera Argentina y los concubinos

     Miracolo dei pesci dal Cielo che dura da 150 anni!


Copertina della "Domenica del Corriere" del 2 luglio 1933
sulla pioggia di pesci a Porto Viro - Adria

Sebirblu, 27 luglio 2017

Sebbene il fenomeno stupefacente della caduta di pesci dal cielo, ma anche di rane, vermi e quant'altro, avvenga nel mondo più spesso di quanto non si pensi, in Honduras l'accadimento è veramente unico e speciale, in quanto si ripete senza discontinuità da poco più di un secolo e mezzo nella città di Yoro, situata nella omonima regione al centro-nord del Paese latino-americano.

Quest'anno la "pioggia" ittica, chiamata appunto "lluvia de Peces", si è reiterata addirittura per ben tre volte fra maggio e luglio, preceduta come al solito da dense nubi nere minacciose, tuoni e fulmini, vento forte e pioggia battente che sferza l'aria per due o tre ore lasciando al suolo una quantità impressionante di pesci ancora vivi,che prontamente vengono raccolti e cucinati dalla popolazione.

Al momento non esiste alcuna risposta scientifica ma soltanto delle ipotesi. È improbabile infatti che trombe marine riescano a risucchiare i pesci dal mar dei Caraibi, che tra l'altro dista 200 chilometri dal luogo, per depositarli sempre nella medesima zona. Per giunta, cosa non meno importante, si tratta di pesci d'acqua dolce quasi sempre della stessa specie.


Degni compari della concubina

"La gloria di Dio è l'uomo vivente." (S. Ireneo)


come avrai saputo dai media nelle ultime ore, l'Alta Corte di Londra ha deciso in modo definitivo che il piccolo Charlie Gard "merita" di esser lasciato morire, perché la sua malattia rende la "qualità" della sua vita "indegna" di essere vissuta.

Charlie, di 11 mesi, è affetto da una grave malattia genetica che colpisce il suo sistema muscolare. Ad oggi, tuttavia, non è stato dimostrato che questo gli provochi dolori che non possano essere calmierati coi più comuni metodi palliativi, mentre è stato senza dubbio chiarito che il piccolo non ha alcun danno cerebrale strutturale da considerarsi irreversibile.

Nonostante ciò, il Giudice ha confermato la sentenza con cui consente all'Ospedale dove il bimbo è stato in cura fino ad oggi di staccare gli apparecchi che lo aiutano a respirare. Come puoi capire, quindi, Charlie morirà soffocato. Dove? Quando? Il Giudice ha imposto il segreto su queste informazioni.

Ci sono delle riflessioni che voglio assolutamente condividere con te.

La concubina vaticana

                                                          https://www.youtube.com/watch?v=eLE7iwrijRs
Via Gesù dentro la Bonino. In chiesa "predica" sull'accoglienza la responsabile di 10mila aborti


L'evento in chiesa a Biella ospite la Bonino: vietato l'ingresso ai pro life e coperti tabernacolo e crocifisso. Arriva anche la polizia per chiedere i documenti a chi prega fuori sul sagrato. Ma mentre la leader radicale si contraddice sostenendo la "necessità di regolarizzare gli immigrati" a causa "del calo demografico", il ginecologo Aletti la incalza: "Pontifichi dopo aver contribuito alla morte di 6 milioni di italiani. Il pensiero maggioritario non cattolico sta prevalendo nella Chiesa".