ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 25 luglio 2017

Pensano di aver già vinto


La Massoneria spiegata in Tv dal Gran Maestro Di Bernardo
(di P. Paolo M. Siano) L’11 aprile 2001 è andata in onda su Rai2 la dodicesima ed ultima puntata del programma Satyricon, nel corso della quale il conduttore Daniele Luttazzi ha intervistato, come «primo ospite», l’allora Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI), il Prof. Giuliano Di Bernardo. Dal 1990 al 1993 Di Bernardo è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani (GOI). Poi nel 1993 lascia il GOI e fonda la GLRI divenendone Gran Maestro.
La GLRI ottiene il riconoscimento da parte della Massoneria britannica e del circuito delle Grandi Logge anglofile. Tra il 1996 e il 1998 il Gran Maestro Di Bernardo partecipa alla fondazione della Gran Loggia di Ucraina e della Gran Loggia di Moldavia. Verso il 2002 Di Bernardo lascia ufficialmente la GLRI e la Massoneria per dedicarsi alla costituzione di altre realtà di tipo iniziatico. Vediamo alcuni punti di quell’intervista del Di Bernardo, il quale, nell’arco di circa 22 minuti, lascia intravedere l’essenza iniziatica ed esoterica della Massoneria.
Suo malgrado, il Prof. Di Bernardo ci aiuta a comprendere i motivi profondi dell’inconciliabilità tra Chiesa e Massoneria.

I «pastori poco illuminati»

Pasdaran e clero refrattario


Ogni rivoluzione che si rispetti ha i suoi pasdaran e il suo clero refrattario. La rivoluzione da qualche anno in atto nella Chiesa cattolica non poteva fare eccezione. Non meraviglia dunque che il pasdaran di turno, certo Giulio Cirignano, dalle colonne dell’Osservatore Romanose la prenda col clero refrattario che non solo non si entusiasma per lo «straordinario momento» che stiamo vivendo, ma addirittura assume un «atteggiamento, talvolta, di chiusura se non di ostilità».

Ci si potrebbe ritenere offesi al sentirsi definire «discepoli [che] dormono»; «pastori poco illuminati», che tengono i fedeli loro affidati «dentro un orizzonte vecchio, l’orizzonte delle pratiche abituali, del linguaggio fuori moda, del pensiero ripetitivo e senza vitalità»; «Sinedrio … ricco di devoto ossequio al passato … [ma] povero di profezia». Ma ormai ci siamo abituati; abbiamo le spalle grosse; svolgiamo il nostro lavoro non certo alla ricerca di lodi, ma solo per servire il Signore che ci ha scelti, con tutti i nostri limiti e imperfezioni, e ci ha inviati come pecore in mezzo ai lupi. Certo, dopo aver preso tante sberle per le strade del mondo, una volta rientrati in casa, farebbe piacere sentirsi dire una parola di incoraggiamento e di conforto. Da qualche tempo invece, anche dentro la Chiesa, lo sport preferito sembra essere diventato il tiro al piattello, dove il piattello sono i poveri preti che non ne fanno una giusta. Ma va bene cosí; un motivo in piú per non montarci la testa e prendere parte, nel nostro piccolo, alla passione del Maestro.


Il megafono disartrico

 Il papa tace e Schönborn parla per lui. Con argomenti qui criticati ad uno ad uno


Ricevo da un autorevole uomo di Chiesa e pubblico, acconsentendo alla richiesta di non rendere noto il suo nome.
*
TUTTI RISPONDONO AI "DUBIA" FUORCHÉ IL PAPA. QUESTA VOLTA È TOCCATO A SCHÖNBORN
di ***
Il 13 luglio 2017 il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, ha parlato per quattro ore, in due conferenze e una conversazione a domande e risposte, presso il Mary Immaculate College, a Limerick, in Irlanda.
Il porporato austriaco è intervenuto nel contesto dell'evento "Let's Talk Family: Let's Be Family" (Parliamo di famiglia, siamo famiglia), che fa parte di una serie di manifestazioni organizzate in preparazione dell'incontro mondiale delle famiglie (1), a cura del dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che si svolgerà a Dublino dal 21 al 28 agosto 2018.
Dopo aver letto i reportage dell'evento offerti dai principali media specializzati (2), non posso che constatare che ai "dubia" sottoposti al papa da quattro cardinali rispondono tutti fuorché lui; e che, in questo modo, al coro caotico dei commenti e delle interpretazioni più disparate di "Amoris laetitia" – che tutto fanno fuorché chiarire ai fedeli e ai confessori i problemi suscitati dal documento – si è aggiunta una nuova voce, o meglio, della nuova nebbia.
Questo perché gli argomenti offerti dall'arcivescovo di Vienna – almeno per come sono stati riportati dai media più affidabili – sono tutt'altro che convincenti. Vediamone i principali.

La guerra dei quarant'anni

Presentazione
Proponiamo la lettura di questo interessante articolo di don Philippe Toulza, sull'assistenza alla messa novus ordo, ma il discorso concerne anche la sua celebrazione. Esso è uno degli 11 articoli che compongono il dossier che la rivista francese Fideliter, n° 237, ha dedicato all'argomento.
E' un articolo che va certamente integrato non solo dal restante dossier, ma anche da tutta la bibliografia che ha caratterizzato la ormai quarantennale battaglia della Fraternità san Pio X per la santa Messa Tradizionale, contro il novus ordo; esso ha il vantaggio della sintesi e della chiarezza nel presentare la posizione della Fraternità: "Non possiamo né celebrare la messa di Paolo VI, né assistervi".

Come viene stravolta la cultura della vita


La Nuova Bussola Quotidiana ha firmato stamani un’ articolo drammatico, leggi qui, nel quale comprendiamo quella “resa” che avrebbe spinto i genitori del piccolo Charlie ad arrendersi, a gettare la spugna e noi non siamo certo qui a giudicare la loro scelta, anzi, queste nostre riflessioni desiderano far emergere la gravità di un certo grado culturale della morte, al quale siamo arrivati, continuando a sperare, a pregare per questi due genitori affranti e davvero esausti, ma anche ingannati!
Che cosa hanno in comune queste due Anime e la famosa enciclica di Giovanni Paolo II, la Salvificidoloris? Certamente sono due casi completamente diversi, eppure condividono una similitudine che faremo bene a meditare: in Don Dolindo Ruotolo, nonostante la grettezza dei suoi genitori, la ruvidezza dei comportamenti di un padre autoritario e manesco, prevale quel senso della vita che era la nostra cultura di un tempo, il valore che si dava alla sofferenza e di conseguenza il valore che si dava alla vita umana, a prescindere da…. Nel caso di Charlie, pur emergendo l’amore di due genitori pronti a fare ogni sacrificio per il loro unico figlio, alla fine prevale quel senso di scoraggiamento che è la “cultura della morte” non in quanto essa sia un fattore del tutto naturale nel momento in cui nasce una vita, ma una “cultura” ingannatrice atta a capovolgere il senso stesso della vita e del suo valore a prescindere dal fatto, appunto, se uno nasce “malato” o meno.

Chi sceglie la resa


UN UOMO PICCOLO PICCOLO…


Si può scegliere nella vita se essere eroici o prosaici. Se appartenere all’epos o alle cronache del quotidiano. Se combattere o arrendersi. Chi sceglie la resa è un perdente. Papa Bergoglio lo è. Su tanti aspetti di quest’uomo piccolo piccolo si potrebbe avere da ridire, su tante sue affermazioni più o meno deliranti, più o meno eretiche. Ma un Pontefice che decide di non proferire verbo in relazione al caso del piccolo Charlie Gard merita non il nostro sdegno o la nostra riprovazione, semplicemente merita indifferenza. Se c’è un momento nel quale quest’uomo ha perso definitivamente per me ogni residua dimensione di vicario di Cristo, ebbene quel momento si materializza oggi. Tacere dinanzi all’eutanasia di un bimbo di meno di un anno è un crimine altrettanto potente di chi quell’eutanasia la sta attuando. Il silenzio su questo tema, pur nella affollata confusione verbale su innumerevoli altre tematiche, dichiara l’uomo. Un uomo piccolo piccolo. Forse la giusta figura per una società di tanti uomini piccoli piccoli, nella quale non solo non esiste più l’epos, la narrazione esemplare ed eroica che supera i limiti del contingente e si riconnette ad una dimensione trascendente; una società che vive in stato di ateismo, nella quale la Chiesa stessa può dirsi in gran parte atea, ripiegata sulle istanze del materialismo marxista, dell’utopia sociale non più subordinata a Dio, ma alla divinità dell’Uomo al quale tutto è concesso, anche procurare la morte ad un innocente.
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http://www.fidesetforma.com/2017/06/28/un-uomo-piccolo-piccolo/




la satanica notte radicale


Noi non sappiamo che collegamento vi sia fra l’onorevole (già Ministro) Gaetano Quagliariello e il giornalista Giancarlo Loquenzi. Di certo vengono entrambi dal mondo radicale. Il politico dice d’essersi convertito (lui lo dice) il giornalista una volta in privato, piccato, sbottò d’essere fiero d’esser radicale. Piccole grandi miserie umane. Pazienza. Ce la vedremo tutti con Dio, giusto Giudice.
Risultati immagini per loquenzi indottrinamento mediatico
Potremo fare un parallelo fra la carriera politica di Quagliariello e quella giornalistica di Loquenzi (entrambi, lo ribadiamo, nati in quella fucina di “cultura di morte” che è il mondo attorno a Pannella, Bonino, Cappato e radio radicale) ma lo lasciamo fare a voi lettori.
Potremmo pure aggiungere che anche la “cattolica” Roccella viene da quel mondo. Anche lei dice di essere convertita. Anche Danilo Quinto viene da quel mondo: lui addirittura ha ricoperto incarichi molto prestigiosi dentro al partito radicale. E pure Danilo Quinto dice d’esser convertito a Cristo. Danilo Quinto è più credibile: la sua vita è cambiata ed ha messo, nero su bianco tutto questo travaglio interiore verso la Libertà -che è Cristo- in un libro. Ma questo post non è nè per demonizzare Loquenzi (e/o Quagliariello) nè per canonizzare Quinto.
CHARLIE (2)
In questa sera in cui persino i genitori -non si sa quanto liberamente- gettano la spugna e lasciano che il loro Charlie venga giustiziato (e sacrificato a satana: un perfetto innocente) dalla cultura di morte (radicale, massonica, libertaria) con una tristissima eutanasia -di questo si tratta- che sancisce la vittoria della cultura delloo scarto che Bergoglio, a parole, condanna.
Ecco, stanotte Charlie -vittima pura innocente- muore. Per una sentenza umana, dei tribunali umani. E stasera quel demonio di “cantante” compie un rito satanico di massa a Roma, e giorno 26 replica a Villafranca Veronese (nonostante il Vescovo ha chiesto l’annullamento del “concerto”).
SIT IN
E sempre giorno 26 luglio, in questa rovente estate che sa di inferno (in tutti i sensi) l’atea abortista mai pentita, bestemmiatrice, pro droga, pro eutanasia, va a parlare -invitata dalla Chiesa locale, in una parrocchia piemontese. Lei, abortista fiera mai pentita va sull’ambone, davanti al Santissimo Sacramento, a parlare!
Lei, la radicale, lei la “grande italiana”. Maledetta massoneria.
bonino-bergoglio

Nella fase che precede il collasso


Togliamogli il Giocattolo (...e il Fiasco)

di Francesco Colafemmina

Fritz Wagner  (1896 - 1939)

L'articolo che segue è stato scritto da Francesco Colafemmina,  noto filologo saggistae scrittore pugliese, autore di alcuni libri e di diversi articoli pubblicati sul suo prestigioso blog «Fides et Forma», molto conosciuto ed apprezzato nell'ambito ecclesiale.

Nel 2014 fu sottoposto, insieme alla sua consorte, ad un'ingiusta quanto vergognosa convocazione dai carabinieri a seguito di una denuncia penale per diffamazione(QUI) inoltratagli da padre Alfonso Bruno, il braccio destro del Commissario dei Francescani dell'Immacolata – che sono tuttora perseguitati in modo incomprensibile da Bergoglio (cfr. QUI) – suscitando una vastissima indignazione in tutto il mondo tradizionalista legato agli antichi valori cristiani.

Molti come lui: Sandro Magister, Marco Tosatti, Roberto De Mattei e diversi altri hanno incontrato critiche feroci e a volte persino l'allontanamento dai microfoni di Radio Maria (Antonio Socci, Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro) per le loro dure prese di posizione contro questo papato, ma mai al punto da esserne denunciati all'autorità giudiziaria.

Ho già scritto e documentato parecchio su questo argomento e i post si possono trovare sotto le voci: Bergoglio, Antonio Socci, Francesco Lamendola, Maurizio Blondet, Don Elia e Profezie, e continuerò a farlo nella speranza che si riduca la massa degli "estasiati", ma sarebbe meglio dire "cloroformizzati", che insiste ciecamente a sostenere e a difendere gli "assalti" sempre più sfacciati che il Falso Profeta  assesta  alla Chiesa  ma  soprattutto  alle  anime  che  credono  in  lui.

Che ora é?

E’ ORA DI DIRE BASTA! [Pedofilia, Chiesa e Stato]



Accade fin troppo frequentemente che certi “zelanti” pastori facciano a gara per rivangare, a ritmi periodici, le solite questioni trite e ritrite della pedofilia di certa parte del Clero, come è apparso ultimamente a caratteri cubitali in prima pagina, non solo su Repubblica, ovviamente, ma perfino su “Avvenire” e su “Famiglia Cristiana” con una ostentazione disgustosa di chi si gloria di sputare nel piatto dove mangia.

E’ ora di chiarire una volta per tutte la questione e mettere a tacere, non solo i giornalisti laici, ma soprattutto certo clero fanatico di sapore “bergogliano” perché sembra che non perda occasione per infangare soprattutto la figura del grande Papa Benedetto, colpendo lui, suo fratello George e guarda un po’, perfino il coro della cappella di… Ratisbona, luogo dal quale l’eroico papa Benedetto tuonò contro il pericolo musulmano, citando fonti storiche ma tirandosi addosso quasi la lapidazione pubblica.
E sparano cifre assurde e infondate, 570 e più ragazzini coinvolti… con tanto di sevizie e violenze, tanto chi potrà controllare se nemmeno uno dei ragazzi è stato toccato? Calunniate calunniate, qualche cosa resterà, diceva Voltaire! Tanto, è ormai risaputo che i calunniatori e i corrotti non ci rimettono nulla perché protetti anche da eventuali denunce.
Insomma a quella macabra descrizione del coro di Ratisbona mancavano solo le streghe e gli orchi, forse qualche camera di tortura e poi… il quadro è al completo! Ma i genitori di questi ragazzini non si sono mai accorti di nulla a quel tempo? Tutto tranquillo? Nessun ragazzo che avesse subito qualche trauma e messo in luce fatti così terrificanti sui quali doveva indagare la polizia?  Nessuna denuncia alla Questura in modo da avviare a quel tempo e non adesso, una doverosa indagine?