ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 22 luglio 2017

Una preghiera dalla gente ignorante.


Il Rosario. Ogni nostra preghiera passi dal Cuore Immacolato



Il santo rosario è stato per moltissimi decenni la preghiera per eccellenza.
Lo stesso P.PIO lo considerava la sua “arma” e ai suoi figli spirituali ne imponeva la recita tutti i giorni.
Tantissimi papi da Giovanni xxiii a Benedetto xvi, passando dall’indimenticabile Giovanni Paolo ii hanno trascorso il loro papato con il rosario in mano e insegnando al popolo di Dio quanto questa preghiera fosse importante.

Ma negli ultimi anni il Rosario viene sempre più messo da parte, considerato una preghiera antica principalmente usata dalla gente ignorante.

Tornare a Dio

CIVILTA' MODERNA E' L'INFERNO

La civiltà moderna è l’inferno perché nasce dal rifiuto di Dio e dall’odio dell’altro. E' il modello dello sfrenato edonismo individualista ma come si esce da un tale inferno? Solo facendo a ritroso la strada e ritornando a Dio 
                                                                                                                     di Francesco Lamendola  



In che cosa consiste l’inferno, in buona sostanza? Il Catechismo della Chiesa cattolica, fin da bambini - quello di san Pio X, per intenderci - ci ha insegnato che esso consiste essenzialmente nella lontananza da Dio: è la condizione di quelle anime che rifiutano ostinatamente, pervicacemente, l’amore di Dio; condizione che deriva dal cattivo uso della libertà umana, e che neppure Dio stesso, nella sua infinita bontà e misericordia, può modificare, perché, se lo facesse, andrebbe contro la volontà delle Sue creature. A questa prima risposta, adatta alle capacità di comprensione di un bambino di otto o nove anni, ma tutt’altro che sciocca o banale, raramente fa seguito, nel corso degli anni successivi, una riflessione personale e più matura, come se la questione avesse perso tutta a sua importanza. Sono ben poche, infatti, le persone adulte le quali ritengono che valga la pena di riprendere il discorso lasciato aperto allorché, generalmente subito dopo la Cresima, hanno interrotto, di fatto se non in via di principio, i rapporti con la Chiesa, riducendo al minimo la pratica religiosa, tralasciando la consuetudine della preghiera e restando anche per periodi lunghissimi, magari per parecchi anni, lontano dai sacramenti della Confessione e della santa Comunione.

Differenze colossali

Il Generale dei Gesuiti, il buddismo e il cristianesimo 


Sono rimasto alquanto perplesso quando ho recentissimamente visto una foto del generale dei Gesuiti, Padre Arturo Sosa Abascal che in Cambogia in un tempio pregava insieme ai monaci buddisti. Il gesto di Padre Sosa  alimenterà una grande confusione….
In Italia e in altri paesi di antica tradizione Cattolica, come la Francia e la Spagna, da qualche tempo sembra esserci un certo interesse da parte dei giovani e dei ceti colti verso il Buddismo. In certi ambienti “in” dichiararsi oggi buddisti è molto alla moda. Il film di Bernardo Bertolucci, “Piccolo Buddha”, di qualche anno fa ebbe un grande successo di pubblico e di critica, e ha ulteriormente moltiplicato le inchieste sul Buddismo occidentale.

«Finora ho sentito soltanto insulti».

IL FUMO DI SATANA – Il Foglio intervista il card. Muller: La Chiesa non può essere sostenuta dagli applausi del mondo


Matteo Matzuzzi, vaticanista de Il Foglio, intervista in esclusiva l’ormai ex prefetto della Congrazione per la Dottrina della Fede. «Sono leale al Papa, ma non sono un adulatore», afferma il porporato tedesco. Dice la sua anche sui dubia: «Non capisco perché non si avvii sui dubia un dialogo sereno. Finora ho sentito soltanto insulti».
di Matteo Matzuzzi (21-07-2017)
cardinale mullerRoma. La verità sull’ultima udienza tra l’ex prefetto della congregazione per la Dottrina della fede e Francesco, le divisioni nella Chiesa dopo il Sinodo. «Il Magistero non ha l’autorità di correggere Gesù Cristo, semmai è il contrario». Eminenza, si è fatto un’idea del perché il Papa abbia deciso di rimuoverla dalla guida della congregazione per la Dottrina della fede? «No, non lo so, perché il Santo Padre non me l’ha detto. Mi ha solo informato che il mandato non sarebbe stato rinnovato. Ci sono state molte speculazioni sui mass media negli ultimi tempi, e direi che la nomina del nuovo segretario della congregazione (mons. Giacomo Morandi, ndr) resa nota martedì scorso è un po’ la chiave per comprendere queste manovre».

Poteva scegliere peggio

Lettera di felicitazioni a padre Sosa.

(Non sghignazza nemmeno. Congratulazioni)

La nuova Compagnia delle Indie


ARIEL LEVI DI GUALDO: MARTINI SAREBBE USCITO DAL CONCLAVE PER NON VOTARE PER BERGOGLIO PAPA.


Ci ha scritto un vecchio e stimato amico sacerdote, Ariel Levi di Gualdo, in relazione all’ultimo articolo che abbiamo felicemente ospitato di Romana Vulneratus Curia (RVC per gli amici). È una lettera interessante, perché offre squarci di informazione, e spunti di riflessione, sulle vicende di Chiesa che stiamo vivendo in questi tempi. Ma non c’è bisogno di nostri commenti: lasciamo la parola ad Ariel.
Caro Marco,
dopo avere letto il tuo articolo «Martini non voleva Bergoglio Papa», ero tentato di chiamarti per fare due chiacchiere, che in ogni caso faremo comunque.
Tu ed io ci conosciamo da molti anni, siamo amici e ci leggiamo vicendevolmente, pertanto ti è noto quanto sia mia abitudine trattare la Compagnia di Gesù con estrema durezza da alcuni anni a questa parte. Forse perché ce l’ho fina con i gesuiti? No, non potrei avercela, perché verso i Gesuiti della vecchia scuola formatisi prima degli anni Sessanta e appartenenti alla vecchia Compagnia di Gesù, nutro invece profonda gratitudine, perché sono stato loro allievo. Non nutro invece alcuna stima verso i membri di quella che mi sono dilettato a chiamare la nuova Compagnia delle Indie, oggi capitanata da un eretico palese e manifesto: Padre Arturo Sosa.

Non fasciamoci la testa prima di averla rotta


Il programma di Bergoglio



La caratteristica dei manipolatori di tutte le sponde è la tendenza a sostituirsi alla coscienza delle persone e a limitare la loro autonomia di pensiero. Il risultato finale è che i manipolati non sono più in grado di prendere in considerazione neppure varianti appena divergenti dalla versione unica che è stata loro inculcata e che sanno soltanto ripetere meccanicamente secondo formule fisse mandate a memoria. I malcapitati non colgono più le evidenti distorsioni della sana dottrina, che pur sono convinti di difendere. Essi sono vittime di un procedimento settario, ben più fine – certo – di quello rozzamente praticato, per esempio, dai Testimoni di Geova, ma del tutto analogo nella sostanza. Se a mia volta fossi un manipolatore, per non scontentare gli adepti mi guarderei bene dal denunciare palesemente questi abusi, ma mi manterrei in una fumosa indeterminatezza che non desse fastidio a nessuno. Se invece lo faccio, anche a costo di perdere molti lettori, è perché non ho alcun interesse personale da difendere, ma ho a cuore esclusivamente il bene delle anime.