ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 19 luglio 2017

Le stalle di Augia

CHIESA E MODERNISMO

Ripulire la Chiesa dal modernismo è come ripulire le stalle di Augia. E' penetrato dappertutto ma travestito da qualcosa d’altro: non viene percepito come tale anzi è diventato il nuovo modo di essere di questa Chiesa 
di Francesco Lamendola  


Ripulire la Chiesa cattolica dalle infiltrazioni moderniste che vi sono penetrate, e che l’hanno ormai permeata quasi ovunque, è un’impresa urgente e indispensabile, tuttavia ciclopica, immane, e, parlando in senso umano, letteralmente disperata: se fu cosa titanica, per Ercole, ripulire le stalle di Augia, sepolte sotto la sozzura che da anni vi si era accumulata, quest’altra impresa appare come qualcosa di ancor più difficile; praticamente impossibile. Il modernismo è penetrato dappertutto, ma quasi sempre travestito da qualcosa d’altro da sé: non viene percepito come tale, non fa scandalo, non solleva problemi; pian piano, anzi, è diventato il nuovo modo di essere di questa Chiesa visibile che, casta meretrice, cammina sulle gambe degli uomini: uomini deboli e conformisti, uomini avidi e sciocchi, uomini ambiziosi e narcisisti, uomini superbi e presuntuosi, convinti di sapere, essi più di chiunque altro, cosa sia bene e cosa sia male per la Chiesa, come si debba adorare Dio, come si debbano leggere le Scritture, come vada interpretata la sacra Tradizione (se pure l’ammettono ancora, e non la considerano, ormai, come i luterani, una indebita incrostazione di carattere puramente umano, e, come tale, meritevole d’essere eliminata dal piano della Rivelazione).

Non è la morte che fa il martire


Il nuovo Pantheon dei martiri di papa Francesco        


(di Roberto de Mattei) Tra i tanti “gruppi di lavoro” costituiti da papa Francesco c’è la Commissione mista di Esperti croati cattolici e serbi ortodossi per una rilettura in comune della figura del Cardinale Alojzije Stepinac, Arcivescovo di Zagabria che, nei giorni 12 e 13 luglio 2017, ha tenuto, presso la Domus Sanctae Marthae in Vaticano, la sua ultima riunione, sotto la presidenza del padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
Il comunicato congiunto della Commissione, pubblicato dalla Sala Stampa della Santa Sede il 13 luglio, afferma che «lo studio della vita del Cardinale Stepinac ha insegnato che nella storia tutte le Chiese hanno crudelmente sofferto diverse persecuzioni e hanno i loro martiri e confessori della fede. A tale riguardo, i membri della Commissione hanno convenuto sulla eventualità di una futura collaborazione, in vista di un’opera comune, per condividere la memoria dei martiri e dei confessori delle due Chiese».
Questa affermazione, che sintetizza sei incontri di lavoro svolti dalla Commissione, capovolge la concezione cattolica di martirio. Il martirio infatti, secondo la Chiesa cattolica, è la morte affrontata per testimoniare la Verità. Non una qualsiasi verità, ma una Verità di fede o di morale cattolica. Nella Chiesa si celebra, ad esempio, il martirio di san Giovanni Battista, che subì la morte per aver ripreso pubblicamente l’adulterio di Erode. Vale il detto di sant’Agostino: martyres non facit poena, sed causa (Enarrationes in Psalmos, 34, 13, col. 331). Non è la morte che fa il martire, ma la ragione della morte, inflitta in odio alla fede o alla morale cattolica.

L' agnellino coi candidi battiti di ciglia



don Ariel chiede soldi ed un prete-lettore lo “svergogna”


DALLA RETE:
(LINK DIRETTO ALL’URL: HTTP://ISOLADIPATMOS.COM/LISOLA-DI-PATMOS-IN-FESTA-SIAMO-POVERI-MA-SONO-GIUNTI-DIECI-MILIONI/ )
Ariel-foto-addormenanto
“Nel maggio 2012, sull’autostrada Roma-Napoli, ci fermammo a prendere un caffè in un autogrill, eravamo tre preti, tra cui padre Ariel, stavamo andando da Roma a Chiaia nella casa dei genitori di uno dei preti napoletani per un fine settimana.
alla nostra uscita dall’autogrill, c’erano sei camionisti, e, tra loro, uno, indicando noi, disse in tono molto spregiativo … ” guarda che bei frocetti “.

Altro che agnellino e candidi battiti di ciglia come l’estasi di santa Teresa! Padre Ariel scandalizzò quei poveri camionisti voltandosi come uno che pareva in parte un satanasso e in parte Jack lo squartatore, dicendo queste dolcissime parole al povero e quantomeno improvvido camionista

Sono tutti uomini d’onore?

MA QUANTE BELLE SMENTITE NEL MESE DI LUGLIO! UNA STORIA ESEMPLARE SEMPRE VALIDA…


Quante belle smentite ci porta questo mese di luglio! Abbiamo avuto il giallo dell’udienza in cui è stato non rinnovato il card. Müller; una ricostruzione forse difettosa in alcuni dettagli, ma ahimè solida nella sostanza, fatta da One Peter Five sulla base di diverse fonti tedesche, giunte in contatto con il Grande Licenziato nei giorni immediatamente successivi in un viaggio in patria, ha trovato prima una secca smentita del portavoce vaticano, Greg Burke. E poi un’altra smentita, forse un po’ più contorta dello stesso card. Müller. E in Germania, tanto per essere sicuri che non escano altre notizie di quei due giorni del cardinale in patria, sono stati messi di mezzo avvocati con diffide e minacce anche pecuniarie. Quanto impegno e lavoro per dei dettagli di notizia. Un bel coperchio sulla vicenda, rinforzato da centomila euro di chiavistelli.

Vaticans from Mars

I mulini a vento della “Civiltà Cattolica”



Sull’ultimo numero della Civiltà Cattolica è apparso un articolo, firmato dal Direttore della rivista Padre Antonio Spadaro e dal Direttore dell’edizione argentina dell’Osservatore Romano Marcelo Figueroa, dal titolo “Fondamentalismo evangelicale e integralismo cattolico. Un sorprendente ecumenismo”. Il fatto che il saggio sia accessibile a tutti sul sito della Civiltà Cattolica e che ne sia stata predisposta anche la traduzione in inglese fa capire che si vuole dare al testo la massima diffusione e che si vuole rivestire l’intervento di un’autorevolezza diversa rispetto a quella degli altri articoli di una rivista che, già di suo, non è una rivista qualsiasi, ma è sempre stata considerata un po’ come l’organo ufficioso della Santa Sede.

L’articolo desta una qualche meraviglia, perché interviene, oltretutto con un’insolita violenza verbale, in campi che non sono sotto l’immediata giurisdizione della Chiesa cattolica: la politica americana e un movimento religioso non-cattolico (il “fondamentalismo evangelicale”). L’unico settore sul quale La Civiltà Cattolica potrebbe rivendicare il diritto a pronunciarsi è quello del cosiddetto “integralismo cattolico” (un’espressione che ci eravamo illusi appartenesse ormai al passato; ma, a quanto pare, è tornata in auge col nuovo corso che ha intrapreso la Chiesa ai nostri giorni). Va detto però che le frange integraliste della Chiesa cattolica americana non sembrerebbero l’obiettivo principale dell’articolo: si parla di esse solo di striscio, nel contesto de “L’ecumenismo fondamentalista”. Il bersaglio dell’intervento sembra essere piuttosto il “fondamentalismo evangelicale” e i suoi influssi sulla politica americana. La meraviglia aumenta quando si considera che non sono stati fatti finora interventi analoghi nei confronti di altre realtà politiche e religiose.

Me alle coincidenze ci credo..

La guerra tra mondialismo e identità deflagra in Vaticano: sui migranti si sceglie l’ordine o il caos


Alle 12.45 di un caldo martedì di metà agosto, mentre l’Italia brucia tra roghi e polemiche, ecco che l’ANSA spara una notizia flash: “BERLINO, 18 LUG – Sono almeno 547 i bambini che, nel corso di decenni, hanno subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona. E’ il risultato emerso dal rapporto finale presentato dall’avvocato Ulrich Weber, e divulgato dai media tedeschi. Stando al documento, 500 bambini hanno subito violenze corporali, e 67 anche violenze sessuali. Secondo Weber 49 colpevoli sono stati identificati”. L’ennesima scandalo pedofilia, sembrerebbe a prima vista. Ma anche un non credente come me, sa che la Chiesa, finita la Guerra Fredda, rappresenta il nuovo Muro di Berlino, l’architrave che sta reggendo un equilibrio in divenire che ancora non ha un capo, né un ordine: è il ruolo di pontiere sommo e riconosciuto della Santa Sede, probabilmente, ad aver evitato finora che la corsa alla provocazione nel Baltico e, più in generale, ad Est, passasse dai war-games a qualcosa di più serio e irreparabile.

E, oggi più che mai, questo ruolo della Chiesa è riconosciuto e sottolineato in maniera molto politica. Cerco di spiegarmi, prima di tornare all’attualità. Sul finire di giugno, “La Stampa”, quotidiano molto vicino ai potenti corpi intermedi dell’amministrazione USA, pubblicava un cable dell’ambasciata USA in Vaticano, nel quale erano contenuti riferimenti alla Santa Sede molto ecumenici e rituali: “Nonostante la disparità delle dimensioni, le forme di governo, e le storie, noi siamo entrambe potenze globali, con interessi e influenza mondiale. Sotto molti punti di vista, la Santa Sede è unica al mondo nella sua capacità di perseguire la propria agenda. Ha relazioni diplomatiche con 180 paesi, seconda solo agli Usa”, si leggeva nella nota inviata al vice presidente Joe Biden, in vista della sua partecipazione all’ insediamento di Papa Francesco.

Gesù, il grande, il solo.

CHIESA: UN DENTRO E UN FUORI

Perché una cosa esista, devono esserci un dentro e un fuori: e ciò vale anche per la Chiesa. E ora vorremmo che qualcuno si prendesse la responsabilità di dire alla nostra generazione: Ragazzi, era tutto uno sbaglio 
di Francesco Lamendola  


Quella di abbattere muri e di gettare ponti è una mania, non solo verbale, purtroppo, che impazza nella Chiesa cattolica specialmente dopo l’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio pontificio; prima, questa formula assai popolare, di facile presa, ma incredibilmente sciocca e demagogica, che contraddice non solo e non tanto la teologia, ma il comune buon senso e la stessa logica (non esistono edifici senza muri e non sempre gettare ponti è una cosa utile e saggia), era adoperata assai raramente e, di certo, non era mai assurta a compendio, come sta avvenendo in questi ultimi anni, del Magistero ecclesiastico e del Vangelo stesso.

Il Concilio anticipò il '68

Ecco cosa c'è davvero dietro la "guerra" dei Pontefici

Bufera sulle parole di Benedetto XVI. Un'intervista di Pera spiega la crisi della Chiesa e il nuovo ruolo del pontificato di Bergoglio
"Ma la cosa che più mi ha commosso è che ha vissuto in questo ultimo periodo della sua vita…sempre di più la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita fino quasi a capovolgersi…".
Benedetto XVI saluta Francesco durante il concistoro del 22 febbraio


Così Joseph Ratzinger ha ricordato l'amico, da poco defunto, Joachim Meisner, uno dei quattro cardinali dei dubia. Queste parole, ovviamente, non sono passate inosservate e hanno scatenato diverse polemiche tra i vaticanisti, progressisti in testa, che hanno accusato Benedetto XVI di attaccare il Papa regnante.