ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 5 luglio 2017

Perché l’apostasia non sia troppo grande»…

Fatima e l”apostasia nella Chiesa



Dieci anni fa, nel 2007, su 30 Giorni, rivista mensile già allora vicina al cardinal Bergoglio, e sui cui scrivevano vari giornalisti di Comunione e Liberazione, tra cui Andrea Tornielli, esce un lungo articolo su Fatima.

Ne riporto alcuni passaggi:

Questa è guerra, non una pacifica migrazione


MIGRANTI: OCCORRE UN CAMBIO DI PARADIGMA


Naturalmente  –  ma cosa vi credevate? –   Spagna e Francia chiudono i loro porti ai “migranti” africani, solo noi li accogliamo senza limiti. Macron: l’80 per cento dei “migranti” sono migranti economici  (vero), vanno respinti o riportati indietro. Però il soccorso in mare è un obbligo assoluto,  non potete esimervi, voi italiani. Ve lo chiede, anzi ve lo ingiunge l’Europa.  Aggiunge un tocco di sapida demenza a questo  circolo vizioso il nostro Gentiloni. Il quale da giorni se la prende non con Spagna e Francia  o Germania, ma  – indovinate? –   con Ungheria  e Polonia perché non accettano la loro quota  di negri e musulmani estranei alla loro cultura  a loro modo unica,   ben conoscendo quel che accade in Germania e in Svezia. Pretende, il Gentiloni, che Varsavia e Budapest  che vengano punite  dalla UE con multe colossali.  E l’Austria  manda le truppe al Brennero per respingere  i  “migranti”…
Quando le cose sono così  attorcigliate nell’assurdo, è  segno che  sulla questione dei migranti si adotta un paradigma  erroneo. Urge un “cambio di paradigma”.  Il nuovo paradigma è lì, del  resto, con la  massima evidenza: solo che non lo si vuol vedere.

Un velo pietoso..?

VATICANO: COMPLIMENTI PER LA SELEZIONE DELLE ELITES.

Il  monsignore delle  orge  sodomitiche con cocaina in Vaticano, monsignor Luigi Capozzi  è un “ardente sostenitore di Papa Francesco”. E’ il segretario del cardinal Coccopalmerio, il difensore di “Amoris Laetitia” dai “Dubia”, ardente sostenitore anche  lui di  El Papa, in passato ha fatto dichiarazioni sugli “aspetti positivi” delle coppie omosessuali.  E aveva proposto un  segretario kulattone e drogato per la carriera vescovile.
Mi resta il dubbio se Capozzi sia lo stesso “prelato appartenente ad un importante ordine religioso”  il quale da mesi, hanno scritto i giornali,  “nel tardo pomeriggio  si mette a passeggiare avanti e indietro nei pressi di Sant’Anna, l’ingresso principale del Vaticano, ad adescare turisti e molestare militari, “come se una forza improvvisa, trascinante, irrefrenabile si impossessasse di lui fino ad indurlo a perdere ogni freno” .  Penso sia un  altro pervertito  impunito. Anche lui sicuramente sostenitore ardente di Papa Francesco.

L'etica della situazione

Cari cattolici : “Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”Vi dovete decidere,SI Si,NO NO

Risultati immagini per chiesa cattolica  immagine


Cari cattolici. Vi dovete decidere, secondo l’aut aut che pure nel Vangelo c’è:
sì sì, no no

«C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia». 
La situazione diventa pericolosa quando questo o quell'altro pastore, oppure arcipastore, cominciano a parlare della Parola di Dio come se esercitassero un potere su di Essa. Inginocchiati davanti al padrone di questo mondo, mettono disordine negli uomini. Subordinano la loro vita con Dio al proprio discernimento, come e fino a che punto li obblighi il Decalogo inciso dal dito di Dio nei loro cuori per la difesa dell'amore affidato al loro lavoro, come debbano comprendere la propria esperienza del bene e del male soprattutto alla luce dei loro condizionamenti storici.

Lo corrigeremo !?


Se la correzione la fa il popolo  


È cominciato tutto con i manifesti. Ricordate? Quelli comparsi improvvisamente nella notte tra il 3 e il 4 febbraio a Roma: « A France’, hai commissariato Congregazioni, rimosso sacerdoti, decapitato l’Ordine di Malta e i Francescani dell’Immacolata, ignorato Cardinali... ma n’do sta la tua misericordia? ». Niente più di una pasquinata, ovviamente; ma, col senno di poi, possiamo forse ritenerli un’avvisaglia di ciò che sarebbe accaduto in seguito.
Passano le settimane e scorre un po’ di acqua sotto i ponti. 

Fuori uno.. due..tre.. etc

 Müller fuori. Ma il vero attacco è contro "Veritatis splendor"


Domenica 2 luglio, proprio nel giorno in cui papa Francesco ha rimosso il cardinale Gerhard L. Müller da prefetto della congregazione per la dottrina della fede, da tutte le chiese cattoliche di rito romano, all'inizio della messa, è salita a Dio la seguente preghiera, chiamata "colletta" nel messale:
"Deus, qui, per adoptionem gratiæ, lucis nos esse filios voluisti, præsta, quæsumus, ut errorum non involvamur tenebris, sed in splendore veritatissemper maneamus conspicui. Per Dominum nostrum…".
In italiano, nella traduzione ufficiale:
"O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore…".
La sorte – o la divina provvidenza? – ha quindi voluto che la cacciata del cardinale Müller sia stata accompagnata dalla corale invocazione liturgica che lo "splendore della verità" continui a illuminare la Chiesa.

Scrociati all'attacco

Comunione in ginocchio, la crociata del vescovo
Il vescovo di Imola vieta senza motivo la comunione in ginocchio appellandosi a non meglio precisati abusi. Ma è un'imposizione irricevibile, che non è normata da nessuna legge della Chiesa. Anzi è una pratica raccomandata, come dimostrano l'esempio di Benedetto XVI e il recente appello del prefetto del Culto divino Sarah.
Tempi duri per chi si accosta alla comunione senza conformarsi alle “mode” del momento. Mentre in moltissimi sono ormai abituati a riceverla direttamente in mano, succede che i fedeli che invece vogliono prenderla in bocca e in ginocchio questo venga rimproverato dai celebranti. E’ uno dei frutti della creatività liturgica moderna che è imperniata su uno svilimento del senso del sacro. Ma ora a fare uno scatto in più è addirittura un vescovo, che ha espressamente proibito i suoi sacerdoti dal comunicare i fedeli che si mettono in ginocchio. La misura nasce da una lettera scritta dal vescovo di Imola Tommaso Ghirelli, che “spinto da quanto il ministero episcopale mi chiede e da richieste di molti fedeli laici, disorientati per talune arbitrarie prassi liturgiche” ha richiamato “a tutti e singoli i presbiteri e membri della Chiesa di Imola, alcune norme liturgiche da rispettare nella celebrazione dei divini misteri”.

La nostra discesa etica e civile

Il miglior interesse di Charie? essere ucciso!



Tra alcune generazioni, quando i primi storici della civiltà post europea scriveranno sulle convulsioni finali della civilizzazione a noi contemporanea dedicheranno capitoli importanti alla vicenda del piccolo Charlie.  Ormai abbiamo imparato a conoscere Charlie Gard, il bimbo inglese di pochi mesi affetto da una malattia rarissima e finora incurabile, la cui terribile vicenda è diventata un simbolo di questa nostra discesa etica e civile. Attaccato, per sopravvivere, a macchine costose, il piccolo è stato oggetto di una spaventosa sentenza di un tribunale inglese, sostanzialmente approvata dai parrucconi della sedicente corte europea dei diritti dell’uomo, un nome che scriviamo rigorosamente in lettere minuscole.
Ecco un estratto della prosa giuridica frutto di 25 secoli di civiltà: “[è] pienamente lecito e nel miglior interesse di Charlie che si interrompa la ventilazione artificiale”. Hanno altresì dichiarato legittimo il rifiuto a trasferire altrove il povero malato per essere sottoposto a trattamenti sperimentali, le cui spese, tanto per essere chiari, sarebbero state affrontate dalle famiglia e dai tanti generosi che l’hanno sostenuta economicamente. Un magistrato italiano ha concluso amaramente che la decisione, “oltre a costituire una gravissima ingiustizia, ferisce nel profondo una civiltà millenaria e la sua cultura giuridica, religiosa, politica, creando un precedente incredibile. “
Non siamo in grado di addentrarci nel labirinto giuridico che ha destituito i genitori della potestà genitoriale, né vogliamo commentare il devastante totalitarismo di un mondo – il nostro- nel quale sono i cosiddetti “tecnici”, con la copertura dello Stato e delle sue leggi a decidere della vita e della morte. Ci sarà tempo, purtroppo, per le analisi sociologiche e per i cultori della filosofia del diritto. Ciò che a noi, semplici osservatori, uomini della strada, sembra davvero enorme è quella frase buttata lì da professionisti del diritto: staccare la macchina, ovvero uccidere Charlie, è “nel suo migliore interesse”. Lo hanno scritto senza arrossire, poi sono tornati a casa e magari hanno salutato i loro figli. E’ tutto legale, tutto tremendamente legale, non è un incubo da cui ci si risveglia in un bagno di sudore. Sembra un principiante quel malavitoso di un libro di Brecht che, ordinando un assassinio, raccomanda “tutto deve essere legale”. Quei delinquenti almeno rischiavano la galera, i nuovi Dottor Morte sono protetti dalla giurisprudenza e dobbiamo loro, oltreché l’obbedienza obbligata – loro sono “la legalità!”, anche il rispetto, la deferenza sempre pretesa dall’ autorità costituita. No, stavolta no. Oggi e senza tentennamenti “je suis Charlie”.