ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 4 luglio 2017

Chiedete e non ottenete perché chiedete male

San Giuda Taddeo Patrono dei casi difficili – Novena e Preghiera


Chi è cattolico – e si spera praticante – ben conosce la storia di San Giuda Taddeo, uno dei Dodici Apostoli chiamato da Gesù a seguirlo nella prima ora che la santa Tradizione ha sempre tenuto in altissima considerazione, tanto da essere stato proclamato Patrono dei casi difficili.
Che cosa significa il Patronato, dovremo saperlo bene. Riguardo ai nostri amati Patroni in Cielo, però, la potenza, la fedeltà e la magnificenza delle grazie non ha eguali sulla terra, perché Essi godono dei “Favori divini”. Infatti, come ben insegna la dottrina cattolica, non sono i Santi di testa loro a prodigare grazie e favori, Essi attingono da Dio, perché vivono in Dio. Ricordiamo le bellissime parole della Vergine Santissima ai tre Pastorelli di Fatima: “Dio vuole che si faccia la Consacrazione al mio Cuore Immacolato…. a chi la praticherà prometto la salvezza“, vediqui.

Il velo e gli anelli..

Uso del velo
Articolo tratto dal n. 1273 di Fides, bollettino domenicale del Priorato San Pio X di Buenos Aires


Per duemila anni le donne cattoliche hanno coperto il loro capo con un velo, prima di entrare in chiesa o sempre quando si trovavano in presenza del Santissimo Sacramento (come quando la Sacra Eucarestia è portata agli infermi). Il Codice di Diritto Canonico tradizionale – quello del 1917 – al canone 1262 obbligava le donne a coprirsi il capo “specialmente quando si accostano alla santa Messa”.


Durante il concilio Vaticano II, i giornalisti chiesero a Don Bugnini se le donne dovessero continuare a coprirsi il capo; e questi rispose che il tema non era stato discusso. I giornalisti interpretarono la sua risposta come un “no” e pubblicarono questa informazione erronea nei loro diversi giornali del mondo intero. Da allora, la maggioranza delle donne cattoliche abbandonarono la tradizione.

Sanctus Antonius in vinculiis


Gli indemoniati anonimi


Abbiamo evocato Satiricus e ora ve lo beccate!

Partiamo da una lieta notizia: c’è ancora spazio per la santità nella Chiesa. Si tratta in particolare della devozione a sant’Antonio e la forma è quella delle catene – sanctus Antonius in vinculiis – le catene di sant’Antonio, appunto.


La seconda fase dell’èra bergogliana?


Fedeli, obbedienti e flessibili. Così il Papa vuole i suoi collaboratori
Fase 2 del pontificato, tra manovre curiali e tensioni africane


Roma. Che il Papa argentino e il cardinale tedesco non fossero in sintonia significa ribadire un’ovvietà. Per Francesco, Gerhard Ludwig Müller – il prefetto della Dottrina della fede sostituito sabato scorso – scontava il peccato originale di essere “rigido” e la traduzione perfetta del pensiero papale la diede a mezzo intervista ben tre anni fa l’ascoltatissimo Oscar Rodríguez Maradiaga, il porporato honduregno che Bergoglio ha messo alla guida del C9 e che è tra i massimi consulenti del corrente pontificato: “E’ un tedesco, un professore di Teologia tedesco. Nella sua testa c’è solo il vero e il falso. Però io dico: fratello mio, il mondo non è così, tu dovresti essere un po’ flessibile quando ascolti altre voci. E quindi non solo ascoltare e dire no”.

Ossimori viventi


#Biggar e #Paglia gli abortisti prolife!

sia lecito, il che è probabilmente qualcosa di inaudito dal punto di vista cattolico”».
[Il professore e rabbino Avraham Steinberg, neo membro ordinario del Consiglio 
Pontificio per la Vita ]

Ho esaurito gli aggettivi per descrivere Paglia, che ogni volta che parla fa danni inenarrabili. Oggi, su Avvenire, vi è l’intervista di Moia (QUI), gran turiferario di regime. Attenzione alla domanda e soprattutto alla risposta di Paglia:

Al buon intenditor, poche parole bastano!?

«FULMINI E SAETTE → SULLA CROCE DI SAN PIO»

                                         
Arma le mani di folgori e le scaglia contro il bersaglio.
Lo annunzia il suo fragore, riserva d'ira contro l'iniquità. 


Giobbe 36,32-33
           
 "Arma le mani di folgori e le scaglia contro il bersaglio.
  Lo annunzia il suo fragore, riserva d'ira contro l'iniquità.”
  Giobbe 36,32-33

*

Tanta paura ieri pomeriggio a San Giovanni Rotondo.

Un violentissimo temporale ha rovesciato le sue abbondanti acque con fulmini e saette che hanno addirittura colpito la croce della nuova chiesa dedicata a San Pio da Pietrelcina.

Mai successo.

Dalla periferia del dialolgo

Edizione Straordinaria - Caso Don Minutella Palermo

Come volevasi dimostrare...


RADIO DOMINA NOSTRA: AVVISO URGENTE AI TANTI CHE HANNO SEGUITO LA VICENDA DEI PARROCCHIANI DI SAN GIOVANNI BOSCO

IL VESCOVO HA RISPOSTO!
Sì, HA RISPOSTO!
SEMBRA INCREDIBILE, EPPURE HA RISPOSTO!

La parola-totem

A che scopo dialogare con chi ignora il dialogo?



Dal Concilio Vaticano II, specialmente con la Gaudium et Spes, sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, e la Nostra Aetate, sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, una parola è venuta di gran moda fra i cattolici progressisti: “dialogo”; una parola passe-partout, che dovrebbe essere auto-evidente e far cadere tutti i muri, tutte le incomprensioni, aprire tutte le serrature, sciogliere tutti i cuori, anche i più induriti; una parola che, fino a quel momento, la Chiesa non aveva mai adoperato, o, se lo aveva fatto, l’aveva fatto in un senso completamente diverso, molto più generale, ma anche molto più spirituale: non un dialogo umano, fra soggetti umani, ma il dialogo fra l’uomo e Dio e dell’uomo con il suo prossimo, sempre nella luce e sotto lo sguardo di Dio.