ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 26 giugno 2017

“I Difensori della Città”.



L’enclave ortodossa che odia Israele

Nel cuore di Gerusalemme esistono ebrei che non riconoscono lo stato di Israele, che si rifiutano di servire nell’esercito e che considerano il sionismo una ideologia perversa, supportano attivamente la causa palestinese e si rifiutano di pregare al Muro del Pianto. Sono i Neturei Karta, letteralmente “I Difensori della Città”.
Raramente capita di vederli al di fuori della loro roccaforte: il quartiere ebraico ultra-ortodosso di Mea Shearim. Ufficialmente a nessuno è impedito l’ingresso, ma più mi addentro nel quartiere più i volti si fanno sospettosi, gli sguardi sempre più ostili, qualcuno mi urla qualcosa in Yiddish (gli ebrei anti-sionisti si rifiutano di parlare in Ebraico, lingua che utlizzano soltanto per pregare).
I Neturei Karta rappresentano soltanto una piccola percentuale all’interno della galassia ultra-ortodossa presente in Israele, ma senz’altro sono tra quelli che negli ultimi anni hanno ottenuto maggiore visibilità. Molti di loro collaborano e hanno contatti diretti con esponenti di Hamas e Hezbollah oltre che aver supportato alcune delle teorie negazioniste dell’ex-presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

Non orate fratres

«Per lo Ius soli, preghiamo»


Che l’approvazione dello ius soli stia a cuore a settori importanti della Chiesa italiana è cosa, ormai, abbastanza nota. Lo prova un numero notevole di dichiarazioni, tra cui quella del presidente della Cei, cardinal Gualtiero Bassetti, che ha apertamente parlato di «provvedimento da sostenere e favorire». Certo, forse prima di schierarsi così apertamente alla Cei avrebbero dovuto pensarci bene, dal momento che non manca chi – sulla base di argomentazioni tutt’altro che polemiche – mette in luce come il disegno di legge (DDL S. 17) in discussione in queste settimane in Senato, volto a modificare la vigente Legge 91/1992, introducendo in Italia una forma temperata dello ius soli, sia iniziativa, in realtà, non rispettosa della Dottrina sociale della Chiesa.

Fuori uno, dentro tutti!

http://www.rivelazioni.com/immagini_animate/3d/3d_005.shtml

Contesta il progressismo di Bergoglio, parroco rimosso a Palermo

Don Alessandro Minutella, il parroco rimosso
Palermo - Che la strada tracciata da papa Francesco non piaccia a tutti, anche all’interno stesso della Chiesa, è cosa nota. Che fra diversi sacerdoti il dissenso sia forte e palese, anche. Ora però inizia anche la reazione a questa opposizione. Con mano ferma e decisione: l’arcidiocesi di Palermo ha rimosso il parroco della chiesa San Giovanni Bosco a Romagnolo, don Alessandro Minutella, che voleva difendere fino alle estreme conseguenze il «magistero autentico» contro quella che lui ritiene una pericolosa deriva progressista impressa da Papa Francesco, che don Minutella chiama sempre Bergoglio, senza riconoscerne il ruolo.

I «cardinali frondisti»?


Il Papa, Amoris Laetitia e i cardinali: secondo l’Abbé Barthe, un silenzio assordante


Pubblichiamo un’intervista di Philippe Maxence all’abbé Claude Barthe apparsa su L’Homme Nouveau il 21 giugno (qui l’originale in lingua francese).
Traduzione di Claudio Meli.
(Philippe Maxence) Martedì 20 giugno è stata resa pubblica la lettera che i quattro cardinali, autori dei dubia rivolti a Papa Francesco riguardo all’interpretazione di Amoris lætitia, hanno inviato al Sovrano Pontefice lo scorso mese di aprile per chiedergli un’udienza. In entrambi i casi, i cardinali non hanno ricevuto alcuna risposta.
Ricordiamo che i dubia rispondono a una procedura abituale nella Chiesa, prendendo la forma di domande formulate in modo molto preciso al fine di condurre a una risposta non equivoca. Esse sono indirizzate all’autorità legittima da inferiori e costituiscono, in sé, un riconoscimento, non solo di quest’autorità e della sua legittimità, ma anche del fatto che essa sola può fornire i chiarimenti richiesti. Non avendo ottenuto risposta a questi dubia, i cardinali hanno dunque domandato un’udienza.
L’assenza di risposta li ha indotti a rendere pubblica questa richiesta d’udienza. Ciò permette al quotidiano La Croix di parlare stranamente di «cardinali frondisti». Dopo l’interpretazione che di questo passo ha dato il filosofo moralista Thibaud Collin, abbiamo chiesto all’abbé Claude Barthe, specialista di questioni che toccano la Chiesa in generale e il Vaticano in particolare, di decifrare per noi questo avvenimento.

Il riassunto del lunedì

Il Rosario ha sconfitto Boko Haram


Dubia. I quattro cardinali sono tornati, o non se n'erano mai andati. In settimana è stata diffusa una lettera che il cardinal Caffarra ha mandato a Francesco per chiedere udienza. Nella lettera si denuncia lo stato confusionale della Chiesa in materia matrimoniale. Le risposte per ora non sono ancora arrivate e i cardinali non sono mai stati ricevuti.

Don Nicola Bux ha invocato una professione di fede papale contro l'apostasia. Ci associamo alla richiesta.


Sine ira et studio

                           CALUNNIE IN UN FILM       

La risposta di mons. Perić: se il tenente generale Maksimov è una persona reale, non ci dovrebbe essere alcun problema ad organizzare un confronto pubblico. Siano mostrati in pubblico tutti i documenti compromettenti e il loro contenuto! Fate in modo che la loro autenticità sia provata e che tutti, incluso il Vescovo, rispondano moralmente e legalmente per le loro azioni e accettino la responsabilità morale e legale.
Introduzione
A metà maggio 2017 è apparso un film-collage denominato "Da Fatima a Medjugorje", realizzato da Nazareth Production, scritto da un certo Slom Bezael e diretto da Ami Drozd. Quando la pubblicità, composta da quattrotrailers, è apparsa per la prima volta sul sito Dnevno.hr, questa Cancelleria ha pubblicato una dichiarazione in cui abbiamo confutato tutte le diffamazioni riguardanti i pastori della Chiesa di Mostar, i vescovi Pavao Žanić (1918-2000) e Ratko Perić: "Tutto ciò che è detto nel film riguardo alla presunta "collaborazione" dei nostri pastori Pavao e Ratko con i servizi segreti nemici di Dio e della Chiesa, sono blasfeme calunnie che non hanno alcun fondamento e nessuna attinenza con le persone calunniate: sono unicamente diffamazioni non solo degli individui, ma della Chiesa stessa!"
In questi giorni abbiamo avuto l'opportunità di vedere interamente il film. Sentiamo la necessità di intervenire ancora una volta: non per entrare in polemica con gli autori - quale verità può confutare una calunnia malvagia e mirata? - ma per amore della verità e per le anime dei fedeli che potrebbero, guardando questo film diffamatorio, essere scossi e turbati, il che è ovviamente l'intento del realizzatore e del produttore.

Fare tranquillamente a meno?

La «Donna» che chiude la storia



Si ha l’impressione, studiando la vicenda delle apparizioni mariane – e ci riferiamo alle più famose e riconosciute dalla Chiesa: Rue du Bac, Lourdes, La Salette, Fatima, Cracovia (quest’ultima a santa Faustina Kowalska), ma anche a molte altre – non a tutte -, meno note e non riconosciute, o non ancora riconosciute ufficialmente, che la Vergine Maria, a partire dal XIX secolo, stia moltiplicando i sui appelli all’umanità. Si ha l’impressione, cioè, che la Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e il capo coronato da dodici stelle, abbia qualcosa di urgente da dire, una parola decisiva da rivolgere all’umanità, in relazione a gravi avvenimenti che si stanno preparando, o che, forse, l’umanità sta preparando a se stessa. Qualunque cattolico sa bene che la Rivelazione si è compiuta con il fatto dell’Ascensione di Gesù e con la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, e che non vi è più nulla da aggiungere al Vangelo, perché la Parola di Dio, che in esso si manifesta agli uomini, è completa e definitiva. E infatti, non vi sono cose nuove nei messaggi mariani. Nondimeno, pur trattandosi di cose già note – dal punto di vista teologico – si ha l’impressione che la pedagogia della Madonna sia quella di insistere, insistere, insistere, nel ricordare ai suoi figli le verità del Vangelo che, pur essendo già note, restano tuttavia largamente disattese. E, in questo senso, le apparizioni mariane del XIX e del XX secolo non sono affatto un di più, di cui il credente possa fare tranquillamente a meno, perché, pur non rivestendo il valore di dogmi, esse alludono a qualcosa che non può e non deve rimane inascoltato. Che cosa?