ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 23 giugno 2017

"E subito ne uscì sangue ed acqua"

Ad Vesperas Inno 
Ecco come l'insolente e
orribile schiera delle nostre colpe 
ha ferito il Cuore innocente 
di un Dio che punto non lo meritava!

Il colpo della lancia del soldato 
l'han diretto i nostri peccati, 
e la punta del ferro crudele 
l' aguzzò la colpa mortale.

Dal Cuore aperto è nata la Chiesa, 
la sposa di Cristo; 
questa è la porta a lato dell'arca 
fatta per la salvezza delle Genti.

Da esso perenne sgorga la grazia, 
come fiume a sette correnti, 
affinché le anime sordide 
vi laviamo nel sangue dell'Agnello.

È turpe ritornare alle colpe, 
che lacerano questo Cuore beato: 
emuliamo invece co' nostri cuori 
le fiamme rivelatrici d'amore.

O Gesù, gloria sia a te, 
che dal Cuore effondi la grazia, 
insieme col Padre e lo Spirito Santo 
per i secoli eterni. 
Amen.


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Fino al sacrificio supremo della Croce. "Sino al consummatum est: tutto è compiuto per amore".


Queste parole ci spiegano tutta la vita di Cristo e ci fanno comprendere perché si è presentato a noi con un cuore di carne, con un cuore come il nostro, sicura prova di amore e testimonianza costante del mistero inenarrabile della carità divina.

                                            Risultati immagini per sacro cuore di gesù sant'agata di militello

Il cuore di Dio freme di compassione! Nell'odierna solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, la Chiesa offre alla nostra contemplazione questo mistero, il mistero del cuore di un Dio che si commuove e riversa tutto il suo amore sull'umanità.

No, no, yo no estoy en casa!


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NOTERELLE SU FRANCESCO: CAFFARRA? NO, NO, YO NO ESTOY EN CASA

Un dialogo surreale (ma forse non del tutto) a proposito della richiesta di udienza da parte dei ‘quattro cardinali’ dei ‘dubia’, indirizzata al Papa a nome di tutti dal cardinale Caffarra il 25 aprile 2017 e giunta nelle mani del destinatario ai primi di maggio. Fin qui… nessuna risposta da SAnta Marta (come già era accaduto per la richiesta di chiarificazione di alcuni punti ambigui dell’ Amoris laetitia’).

DALLA FORMULA DI CREAZIONE DEI NUOVI CARDINALI
"Fratelli carissimi, ci disponiamo a compiere un atto gradito e grave del nostro sacro ministero. Esso riguarda anzitutto la Chiesa di Roma, ma interessa pure l’intera comunità ecclesiale: chiameremo a far parte del Collegio dei Cardinali alcuni nostri Fratelli, perché siano uniti alla Sede di Pietro con più stretto vincolo, divengano membri del Clero di Roma, cooperino più intensamente al nostro servizio apostolico (…)”.

Mestolate di nouvelle cuisine/nouvelle theologie


Topo di gomma in piatto di lenticchie


(OVVERO IL CRISTIANESIMO SECONDARIO NELLE RICETTE DEL GRANDE INQUISITORE)
« La voce è la voce di Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù ».
(Gen 27,22)


Non solo non sarei abbastanza santo da riuscire a pregare se attorno a me piovessero pietre, ma non sono proprio in grado di pregare nemmeno quando intorno a me si fa una non esattamente involontaria parodia della liturgia. Un qualsiasi rito celebrato senza osservarne le regole infatti non è un rito. E non è neppure una novità. Perciò, per continuare a scrivere (e leggere) certe cose abbiamo bisogno di una discreta dose di ingenuità. Quindi ce ne stiamo qui al caldo seduti, con un’espressione fissa come la facciata di un penitenziario texano. Se non per altro, almeno perché la nostra esistenza spirituale, regnante Francesco, ha preso ormai la magra silhouette di una condanna a vita.

Poi c’è ancora chi si scandalizza perché, durante una confessione (probabilmente troppo pia), il nostro don Ariano ha fatto schizzar fuori un topolino di gomma, mettendo così in fuga la povera fedele terrorizzata. E non assolta. Ormai, dall’anarchismo ermeneutico in materia di teologia e dalla spettacolarizzazione della liturgia, siamo mestamente giunti alla ridicolizzazione dei sacramenti.

Il dentista di Sosa


TUTTI A BOCCA APERTA IN VATICANO. IL PRESIDENTE DEGLI ESORCISTI AMMONISCE: “BISOGNA STUDIARE IL DIAVOLO NELLE FACOLTA’ TEOLOGICHE”. MA CHI ERA QUEL GESUITA CHE SUGGERIVA CHE IL DIAVOLO NON ESISTE?


Mi raccontano che sono rimasti a bocca aperta. Vedere il presidente dell’Aie (Associazione internazionale degli esorcisti) Padre Francesco Bamonte (noi lo abbiamo intervistato qui: 

https://youtu.be/HphAO_Fbcm8) mentre parla all’Assemblea plenaria della Congregazione per il Clero in Vaticano (si è svolta nei giorni scorsi) di esorcismo e diavolo non è una cosa da poco conto. L’Assemblea plenaria è un momento molto importante e chi ha assistito è rimasto incredulo.

Un progetto di opposizione contro Dio

E costoro hanno dettato legge per sessant’anni


Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932-Milano, 19 febbraio 2016) pubblica il suo primo libro, Il problema estetico in San Tommaso, a ventitré anni, nel 1956, mentre gli ultimi due, Pape Satàn Aleppe Come viaggiare con un salmone, vedono la luce subito dopo la sua morte, avvenuta a 83 anni, nel 2016. Nel mezzo, la bellezza di centoventi libri fra saggi, romanzi e raccolte di articoli di giornale, e sessant’anni giusti della nostra storia. Nemmeno Emilio Salgari, che scriveva per la fame e non per la fama, riesce a star dietro a un simile record; eppure Umberto Eco non scriveva per la fame, ma per diffonde le idee dell’Aspen Institute, vale a dire per favorire l’affermazione mondiale di un potere “illuminato”, laico, laicista, razionale, ragionevole, e quanto mai politically correct.  Non si pensi che abbiamo l’abitudine di litigare con i morti; in molte occasioni abbiamo espresso le nostre convinzioni riguardo a parecchi intellettuali progressisti, vivi e in ottima salute, da Umberto Galimberti a Massimo Cacciari; ma il fatto è che Umberto Eco li riassume tutti, li compendia tutti, e non solo li sintetizza, ma li esalta, come un bicchier di vino di una certa qualità esalta l’aroma di un certo piatto. Eco non è un caso letterario, è la summa della letteratura e della filosofia italiane negli ultimi sessanta anni. O, per essere più esatti, dell’estrema decadenza della letteratura e della filosofia italiane negli ultimi sessanta anni.

Cambio di marcia, retro?

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Emanuela Orlandi: dopo trentaquattro anni uno spiraglio verso le verità?

Trentaquattro anni fa spariva nel nulla Emanuela Orlandi, quindicenne cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia. Da allora di lei non si è saputo più niente, così come per un’altra giovane scomparsa in quel periodo, Mirella Gregori. Le indagini penali sul caso Orlandi si sono chiuse definitivamente nel maggio dello scorso anno, quando la Cassazione, recependo le conclusioni della Procura di Roma, ha archiviato il procedimento.
Ma ora Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, torna alla carica. Attraverso due avvocati, Annamaria Bernardini De Pace e Laura Sgrò, ha infatti presentato istanza di accesso agli atti conservati in Vaticano. Inoltre chiede un’audizione con il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, per ricostruire in che modo il Vaticano ha seguito l’intera vicenda. Per la prima volta, dunque, una richiesta formale è stata inoltrata alle autorità vaticane, e nella richiesta si parla esplicitamente di un dossier sul caso di Emanuela custodito nei sacri palazzi.

La Gaystapo

Un attacco alla libertà religiosa E la Chiesa tace


La motivazione della condanna di padre Livio è gravissima, e riguarda tutti coloro che esprimono giudizi e valutazioni in contrasto con l'ideologia omosessualista dominante. È un attacco alla libertà religiosa, ma a Roma tutto tace, Conferenza episcopale e Santa Sede. Un messaggio chiaro a chi intenda insistere nella difesa della vita e della famiglia.
A leggere i dialoghi ci sarebbe da ridere se non fosse tragico. Il processo imbastito dall’Ordine dei Giornalisti nei confronti di padre Livio Fanzaga su denuncia della senatrice Monica Cirinnà (di cui diamo conto nell’articolo di Ermes Dovico) ci riporta ai fasti dell’Unione Sovietica e della Cina maoista. Novelli inquisitori che giudicano errata l’esegesi cattolica di un brano dell’Apocalisse e pronunciano la sentenza di condanna. Da non credere. E da non sottovalutare. Anzi, è un segnale più che inquietante, che si unisce a tanti altri che stanno accadendo in questo periodo e che preparano tempi molto difficili. 

Il canto del cigno?

Il papa tace, ma parla il cardinale Müller. " La verità non si negozia"

muller

Il potente Prefetto della Dottrina della Fede il Cardinale Gerhard Müller
Quelli che sono in “peccato grave” non possono ricevere la Comunione fino a quando “la contrizione, la confessione, e la riparazione” non siano messe in pratica!

La Santa Comunione non può essere data ai Cattolici che hanno lasciato un matrimonio “valido”, che sono diventati divorziati risposati con qualcun’ altro civilmente; fino a quando non sono pentiti ed avranno confessato “tutto il peccato grave,”questo è quello che ha detto il Capo Dottrinale del Vaticano, il Cardinale Gerhard Müller, in una nuova intervista pubblicata oggi.