ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 19 giugno 2017

“Un evento insolito e meraviglioso”

Un “segno” della Vergine Theotokos in Crimea?

MB .  Ho ricevuto quel che segue da un blog greco. Non sono in grado di controllare l’informazione, né so altro oltre a quello che dice il testo – tradotto dal greco col traduttore automatico. Lo posto senza commento).

Russia: dodici  delfini hanno portato su dal mare l’immagine della Vergine!

Christos Michaelides 

Erano e sono dei rivoluzionari

Obiettivo dei modernisti è la rimozione del passato


I modernisti non sono dei miti cattolici desiderosi “soltanto” di aggiornare le forme e il linguaggio della religione e della Chiesa cattolica, per renderli più facilmente accessibili alla mentalità degli uomini d’oggi. Tanto per cominciare, i modernisti non sono cattolici, sono anticattolici e nemici di Cristo e della Chiesa: non è acqua fresca l’enciclica Pascendi Dominci gregis, del 1907, con la quale, centodieci anni fa san Pio X denunciava la loro eresia, la malvagità dei loro intenti e comminava per essi la pena della scomunica. La Chiesa non è solita scherzare su simili cose; il magistero non è un modo di passar e il tempo: se il modernismo è stato definito “la sintesi di tutte le eresie” e se Pio X ha adottato severissime misure per bloccarlo e per sconfiggerlo, compresa l’introduzione di un apposito giuramento antimodernista per i giovani sacerdoti, qualche motivo ci sarà stato. Qui bisogna avere il coraggio di ammettere che i casi sino due: o san Pio X esagerava, vedeva nemici dappertutto, farneticava, dava i numeri; oppure aveva visto giusto. Se aveva visto giusto, il pericolo era estremo, e lo era già allora; oggi è ulteriormente ingigantito, dato che il modernismo, pur senza adottare questo nome, non soltanto si è infiltrato pressoché ovunque nella Chiesa, ma, addirittura, sta dando alla cittadella l’assalto finale, e pare – umanamente parlando, e perciò, per fortuna, impropriamente parlando – assai vicino al raggiungere la meta agognata dio tutti i suoi sforzi: conquistare il vertice della gerarchia per poter procedere alla demolizione sistematica della Chiesa e della stessa religione cattolica.

Questi «cattivi maestri» e «falsi profeti»

Chiesa cattolica e chiesa conciliare


Se voi non leggete sarete prima o poi dei traditori, perché non avrete compreso la radice del male”.
Queste le parole di don Paul Aulagnier citate da Mons.Lefevbre in una delle sue conferenze.
Il saggio e accorato ammonimento di approfondire la propria religione e la sua storia, di porsi domande, di indagare, di non dare nulla per scontato, è rimasto completamento inascoltato dalla maggior parte dei fedeli che, caduti preda di un clero corrotto, non solo si son visti depredati da ciò che è la cosa più importante della vita - la fede in Gesù Cristo (“Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; chi invece non crederà sarà condannato” - Mc 16, 16) -, ma, non avendo compreso la radice del male, si sono fatti essi stessi propagatori dell'eresia più perniciosa che è il modernismo, somma di tutte le eresie (così definita nella Lettera Enciclica Pascendi dominici gregis di Papa San Pio X).
Così questi sciagurati nemmeno comprendono che la loro vita è tutto fuorché cattolica perché è stato completamente anestetizzato l'aspetto spirituale dell'esistenza soppiantato da un sentimentalismo che trova compimento nell'esaltazione della propria soggettività. Tutto ciò che è oggettivo non viene nemmeno più capito o recepito o, nel caso inverso, perfino rigettato. Conta solo la propria soggettività, come nella società pagana e pervertita di oggi dove, se mai si fosse in presenza di una certa religiosità, questa deve essere vissuta individualmente e privatamente, senza presa sulla vita pubblica (di fatto contraddicendo il dovere cattolico di restaurare ogni cosa in Cristo - Ef 1,3-23).

Una concezione della santità un po’ superata..

http://www.rivelazioni.com/youtube/scegli-e-vota-le-immagini-animate-piu-belle/

Don Milani, card. Bassetti: “E’ santo, anche senza canonizzazione”
Tv2000
Il presidente della Cei al Tg2000: “Vaccinato di Spirito Santo nonostante suo caratteraccio. Non c’è bisogno che faccia miracoli, la sua vita è un miracolo”.  “Per come l’ho conosciuto io, don Lorenzo Milani è santo. E il santo non è colui che ha meno difetti di tutti o che moralmente ha il profilo più alto di tutti. Questa è una concezione della santità un po’ superata. Il santo è uno che è vaccinato di Spirito Santo. E che rimane anche con il suo caratteraccio”. Lo ha detto il presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, per lo speciale in onda domani, 20 giugno 2017, in occasione del pellegrinaggio di Papa Francesco a Bozzolo e Barbiana per don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani.

A domanda (non solo ai dubia) non risponde..

http://www.rivelazioni.com/immagini_animate/3d/3d_008.shtml

Giulia Bongiorno: “Il Papa scomunica mafiosi e corrotti? Perché non pedofili e omicidi?”


Sta facendo discutere la notizia che il Vaticano sta studiando la possibilità di scomunicare per corruzione e associazione mafiosa. Una sfida lanciata dal dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale qualche giorno fa e sulla quale si è gettato a capofitto monsignor Galantino. “I mafiosi e i corrotti quando travolgono tutto e tutti per raggiungere il loro obiettivo non appartengono alla Chiesa, ha detto il segretario generale della Conferenza Episcopale italiana, intervenendo a Bologna a “La Repubblica delle idee”.

La fantasia liturgica

Lettera dal fronte: Dacci oggi la nostra eresia quotidiana/03: Liturgia vo cercando, che si cara…
Carissimi amici e lettori, ben trovati! Ho avuto bisogno di un lungo periodo di pausa forzata dal computer ma nel frattempo non ho smesso di raccogliere e di valutare tutte le eresie che quotidianamente si trovano sotto gli occhi dei fedeli cattolici. Riprendiamo oggi la nostra rubrica che, come sicuramente ricorderete, si era attestata al II appuntamento. Oggi parleremo delle eresie legate alla Pasqua ma partendo da un punto di vista particolare, vale a dire quello liturgico. Perché dobbiamo parlare di liturgia e non di teologia? Perché parlando di liturgia si parla – eccome! – di teologia e quindi sbagliare liturgia significa avere idee sbagliate in teologia. E questo per almeno due motivi: il primo è che la liturgia «è fonte e culmine della vita cristiana» (da essa tutto parte, e ad essa tutto torna); il secondo è cristallizzato in una legge antichissima della Chiesa, ribadita anche nell’ultima edizione del Catechismo, «Lex Orandi, Lex Credendi», per cui i fedeli sono tenuti a credere e professare tutto ciò che la Chiesa celebra in tutte le sue pratiche liturgiche. Con uno slogan, potremmo correttamente dire che chi sbaglia teologia, sbaglierà liturgia ma anche il contrario visto che, soprattutto dal punto di vista dei fedeli laici, la liturgia ha un carattere profondamente pedagogico nonché mistagogico (che ci introduce/conduce al mistero).


Contenti tutti?

La fede deve imporsi al mondo, non adeguarsi



Abbiamo detto che lo storicismo è il fondamento dell’inganno modernista: perché, dietro le apparenze di un “ragionevole” adattamento nel modo di annunciare il Vangelo nei diversi contesti culturali, viene portata avanti una progressiva banalizzazione e relativizzazione del Vangelo stesso, in una rincorsa verso il “mondo” che non ha mai fine, che non condurrà mai al sospirato “dialogo”, ma, inesorabilmente, un poco alla volta, all’auto-dissoluzione del cattolicesimo. L’annuncio del Vangelo, infatti, è l’irruzione della dimensione dell’Assoluto e dell’Eterno nella dimensione finita dello spazio e del tempo: voler adeguare la prima alla seconda, e sia pure – così si dice, ma è solo l’inizio della “svendita” del Vangelo stesso – nei modi e nelle forme, non nella sostanza, equivale a tradire anche la sostanza, perché, nel Vangelo, la forma è sostanza e la sostanza è forma. Ecco perché l’autodistruzione della sacra Liturgia, operata dal Concilio Vaticano II, ha colpito al cuore il cattolicesimo: perché la Liturgia deriva dalla Tradizione, e la Tradizione, con la lettera minuscola, non viene dagli uomini, ma da Dio. Pertanto, voler “aggiornare” ciò che viene da Dio, equivale a tradirlo: Dio non parla per aggiornamenti, e l’uomo non deve nemmeno presumere di poter adattare a sé quel che viene da Dio: è lui, l’uomo, che deve adattarsi, è lui che deve entrare nella dimensione assoluta ed eterna, non Dio che deve entrare in quella relativa. O meglio, Dio lo ha già fatto, nel mistero della Incarnazione di Cristo; e continua a farlo, nel meraviglioso mistero della santa Messa (un miracolo, dice san Tommaso d’Aquino, superiore perfino alla creazione, perché rinnova la presenza e il sacrificio di Cristo ogni volta che il sacerdote officia la Messa e ogni volta che un fedele si comunica). Cosa dovrebbe fare di più? Ora è l’uomo che deve andargli incontro.

Incredibile, no!


SINODO DEI GIOVANI. NEL QUESTIONARIO LA DIFESA DELLA VITA È “SIN DALLA NASCITA”. E PRIMA NIENTE?



Dobbiamo ringraziare un lettore di Stilum Curiae che ci ha segnalato un interessante dettaglio del Questionario rivolto ai giovani per il Sinodo dei vescovi che si svolgerà nel 2018, e che si intitola appunto “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Cortocircuito?

Il riassunto del lunedì. Cortocircuito finale

di Francesco Filipazzi

Scomunica a corrotti e mafiosi. In Vaticano è allo studio un documento per disporre la scomunica di corrotti e mafiosi. A parte l'impraticabilità teologica della soluzione  ci chiediamo se i responsabili di profugopoli saranno inclusi fra gli scomunicati. Il business dell'immigrazione si basa infatti su corruzione e mafia. Francesco lo sa? Non si rischia il cortocircuito? La scomunica sarà allegata alle sentenze della Cassazione? 
Comunque state tranquilli. Per evitare la scomunica basterà divorziare o mandare sul lastrico una qualunque diocesi italiana. Entrambe le azioni sembrano meritorie, nel nuovo corso ecclesiastico.

La toppa è peggio del buco!?

Lo scandalo della Pontificia Accademia per la Vita Paglia "copre" i nuovi membri. Ecco le prove


Dopo le dure reazioni internazionali alla nomina del professor Biggar, il presidente dell'Accademia per la Vita rilascia una intervista per affermare che Biggar non ha mai scritto di aborto. Bugia: è a favore e ne ha scritto in almeno 3 occasioni. Ma i problemi riguardano anche Katarina Le Blanc, che fa ricerca sugli embrioni sovranumerari da fecondazione in vitro, e don Maurizio Chiodi, favorevole alla fecondazione artificiale.

Lo scandalo internazionale suscitato dalla nomina a membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita (PAV) del professor Nigel Biggar (clicca qui e qui), ha costretto il presidente della PAV, monsignor Vincenzo Paglia, a rilasciare un’intervista chiarificatrice a Vatican Insider, a un mitissimo Andrea Tornielli. C’era una remota speranza di potere cogliere almeno un barlume di ravvedimento e autocritica, ma purtroppo bisogna concludere che la toppa è peggio del buco.