ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 17 giugno 2017

“Il diavolo e l’acqua santa”

L’acqua benedetta e la lotta al demonio 

di Don Marcello Stanzione



“Il diavolo e l’acqua santa” è una espressione assai popolare nel nostro linguaggio quotidiano per indicare due realtà antitetiche ed infatti l’uso dell’acqua benedetta è un’efficace protezione contro l’influsso del diavolo: “Mi chiedi perché ti raccomando sempre – afferma il fondatore canonizzato dell’Opus Dei – con tanto impegno, l’uso quotidiano dell’acqua benedetta. Potrei darti molte ragioni. Ti basterà sicuramente questa della Santa di Avila: “Da nulla fuggono i demoni, e per non far ritorno, più che dell’acqua benedetta”.

Le potenze delle tenebre sono scatenate

DA UN ESORCISMO DELL’ 11 FEBBRAIO 2013 , LUCIFERO :”QUELLO LASSU’ STA PER TORNARE SULLA TERRA ,NON SO NE’ IL DOVE NE’ IL QUANDO ,MA SENTO CHE QUEL GIORNO E’ MOLTO ,MOLTO,MOLTO VICINO …” …”HO PERSO IL PARADISO PER SEMPRE …IO NON SONO ETERNO SONO UNA CREATURA PROPRIO COME VOI … ” “Pregate per Papa Benedetto, ha sofferto molto per i peccati compiuti nella Chiesa, il peso degli stessi lo ha indebolito nel fisico e nell’anima, ma non l’ho vinto. “

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Esorcismo dell’11 febbraio 2013
L’annuncio del Romano Pastore della Chiesa Universale, suscita in noi riflessione e timore per quanto sta attraversando la vacillante barca di Pietro.
A tal proposito riportiamo la confessione fatta da Lucifero, durante un esorcismo, che lascia sbigottiti e sgomenti, qualora le sue parole risultassero confermate nel prossimo futuro.
Ecco il testo integrale:
Esorcista: Nel nome dell’Immacolata Vergine Maria, ti ordino di dire la verità su quanto sta accadendo alla Chiesa di Cristo?
Lucifero: ” Noooooo, Quella là nooooo!
Il solo sentire pronunciare il Suo Nome è per me e per noi demoni, un tormento infinito.
Non voglio parlareeeeeeeeee, ma l’Alta Dama mi obbliga a risponderti Prete schifoso!

Ma della sua morte chiederò conto a te.

Della loro morte Dio chiederà conto a noi




Sta scritto nel libro di Ezechiele (33, 8): Se io dico all’empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l’empio dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà per la sua iniquità; ma della sua morte chiederò conto a te.
Queste parole ci tornano continuamente alla mente davanti a una serie di fatti che stanno accadendo sotto i nostri occhi, e che noi, forse, non siamo sufficientemente desti per capire e interpretare, e, soprattutto, per renderci conto della nostra responsabilità riguardo ad essi.


Oggi esiste un nuovo moralismo

Quando ignoranza e superbia predominano nei Vescovi e affondano la Chiesa


Socrate diceva che esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza… e ciò è comprensibile, per noi, dal momento che san Girolamo insegnava che “l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo…“, senza dimenticare che l’ignoranza ha due facce della stessa medaglia: la prima è quella scusabile quando la persona che ignora certa conoscenza non si arroga però il diritto di insegnare ciò che non conosce e resta nel suo grado di umiltà; la seconda è quella ignoranza che produce la superbia, come il famoso detto “metti un uniforme all’ignorante e diventerà dittatore…
Bene! Tutta questa premessa intanto per sottolineare e confessare la nostra ignoranza in molte materie, specialmente in politica dalla quale ci teniamo volentieri alla larga, al tempo stesso riteniamo umilmente utile spendere due parole, di cui conosciamo invece la materia, a riguardo delle amare conseguenze  di certe affermazioni – politiche e ideologiche – pronunciate dai nostri Pastori.
Non se ne può più che ogni giorno che si aprono le notizie, c’è sempre un Vescovo pronto a dare la sua dose giornaliera di ignoranza e spacciarla come verità. E’ il recente caso del Vescovo di Palermo Corrado Lorefice il quale ha affermato che: “se l’Europa è nel mirino del terrorismo (islamico) è anche colpa di noi europei, con la nostra dissennata politica di depredazione verso altre terre e continenti..”. Laddove  l’affermazione contiene una mezza verità – la depredazione di “noi europei” -, è però indice di grande ignoranza (non crediamo più alla buona fede) non chiarire chi sono stati questi “europei”, e non dire chiaramente che i colonizzatori furono tutti di stampo PROTESTANTE e nichilista, come l’Inghilterra anglicana e la Francia liberale ateista, e non chiarire che il problema reale è L’APOSTASIA DEI CATTOLICI dalla sana Dottrina sociale della Chiesa, a cominciare proprio dai Pastori.

Clandestino anche in Vaticano?


I cent'anni di Domenico Bartolucci. Come cetra in terra straniera


Il Vaticano ha emesso un francobollo e un CD, a cent'anni dalla sua nascita. Ma la sera di mercoledì 14 giugno, tra le statue grecoromane del Braccio Nuovo dei musei pontifici, durante il concerto in onore del grande musicista e uomo di Chiesa Domenico Bartolucci (1917-2013), non c'era ombra né dell'attuale coro della Cappella Sistina di cui egli fu "maestro perpetuo", né delle autorità vaticane che contano.
Era come se tutto avvenisse in terra straniera. Come in esilio era stato mandato lui stesso, Bartolucci, quando nel 1997 fu cacciato dalla direzione del coro che accompagna le liturgie papali, e con lui fu preso congedo dalla tradizione "romana" di musica liturgica che dal Gregoriano e da Palestrina arrivava al Novecento e al Concilio Vaticano II e ha avuto appunto in Bartolucci il suo ultimo geniale rappresentante.

Novum Ius Lateranum

IL PAPA IN LATERANO. CORRIDOIO PROIBITO AI SALUTI DI PRETI SUORE E LAICI. SOLO MIGRANTI E RIFUGIATI, PLEASE….

A volte ci sono dei dettagli che valgono tutta la storia. E quello che ci hanno raccontato, e che stiamo per raccontarvi, secondo noi è uno di quelli.

Teatro della scena è San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma. Il Pontefice domenica sera, alle 19, celebrerà la messa del Corpus Domini; la processione tradizionale attraverso Roma del giovedì (a cui peraltro il Pontefice regnante non ha mai partecipato, a differenza dei predecessori) è stata spostata a domenica, appunto.

Vieni avanti Bergoglio..

Il prossimo attacco teologico sarà alla Presenza Reale di Gesù Cristo nella santa Eucarestia


L’opera di distruzione sistematica della Chiesa cattolica da parte clero conquistato dalle idee protestanti e moderniste ha assunto un ritmo incalzante, quasi frenetico. L’attacco si sviluppa su due fronti: organizzativo e disciplinare, da un lato, teologico e dogmatico, dall’altro: in un certo senso, essa presenta tutte le caratteristiche di un contro-concilio di Trento, nel senso che si è prefissa di rovesciare tutte le principali decisioni che, in quei due ambiti, furono prese a Trento, là dove erano state fissate le precise coordinate della fede cattolica e della vita ecclesiastica. Su entrambi i fronti l’attacco è condotto con un misto di prudenza e spregiudicatezza, ma, nel complesso, nel primo caso appare più scoperto ed esplicito, mentre nel secondo, per ovvie ragioni, è assai più cauto e, fin dove possibile, sotterraneo, o quanto meno obliquo.
Sul fronte organizzativo e disciplinare, sono stati commissariati, ingabbiati e pubblicamente umiliati i Francescani e le Francescane del’Immacolata, poi è stata la volta dei Legionari di Cristo ad essere colpiti, nonché infangati sul piano morale, e ora sono nel mirino gli Araldi del Vangelo. La tecnica è sempre la stessa: colpire direttamente il fondatore con accuse infamanti, per paralizzare l’intera struttura e gettare la confusione e il turbamento sia all’interno, sia all’esterno, fra quanti seguivano con simpatia queste realtà. Contemporaneamente, si fanno dei piccoli, ma costanti passi avanti per intaccare il celibato ecclesiastico, per aprire la strada al sacerdozio femminile, per “perdonare” e, probabilmente, reintrodurre nel clero i preti sposati o conviventi more uxorio, ovviamente senza fare distinzioni fra convivenze eterosessuali e omosessuali, per non discriminare né offendere alcuno e per “non giudicare” il prossimo. Frattanto, gli abusi liturgici divengono la regola e ogni sacerdote è lasciato libero di sbizzarrirsi a suo talento, anzi, sovente  viene incoraggiato a farlo, in nome della “vicinanza alla gente”, della “inclusione dell’altro”, della capacitò di “dialogare” con gli uomini del nostro tempo: dalla messa con i burattini (non osiamo scrivere la parola “messa” con la maiuscola), all’aperimessa con  relativi balli da discoteca, al prete che va all’altare in monopattino, o che spruzza sui fedeli l’acqua santa con il fucile giocattolo, o che entra in un canotto, davanti all’altare, e fa finta di vogare, per simulare “il dramma dei migranti” e inculcare il dovere dell’accoglienza incondizionata, o di quell’altro sacerdote che, sempre sull’altare, chiama presso due di sé due lesbiche che si sono appena “sposate” in municipio, le presenta festosamente ai fedeli e si rammarica del fatto che la Chiesa non possa unirle nel vincolo del Sacramento religioso.

Il sano senso del reale


Noi non vogliamo il loro “spirito”


Sotto il pontificato di Giovanni Paolo II ci sembrava che le cose fossero tornate in qualche modo “a posto” per un certo tempo, per lo meno in alcuni ambiti […]. Questa situazione è continuata sotto Benedetto XVI […]. Ora, nei pochi anni del pontificato di papa Francesco, lo spirito ammuffito e stantio degli anni Settanta è risorto, portando con sé altri sette demòni […]. Il fatto che quello spirito estraneo sembri aver alla fine ingoiato il Soglio di Pietro, trascinando coorti sempre più estese di una compiacente gerarchia ecclesiastica all’interno della sua rete, è l’aspetto più inquietante e veramente scioccante per molti di noi, fedeli cattolici laici. Osservo un gran numero di alti prelati, vescovi e teologi e non riesco a riscontrare in loro – ve lo giuro – la benché minima presenza del sensus fidelium: e questi sarebbero i latori dell’ufficio di insegnamento della Chiesa? Chi rischierebbe la propria anima immortale affidandosi al loro giudizio morale nella confessione? (Anna Silvas, docente alla University of New England, Australia – Roma, 22 aprile 2017).