ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 13 giugno 2017

Meglio soli, che mal accompagnati..?



IL PAPA VUOL SAPERE, PER ISCRITTO, DOVE VANNO I CARDINALI ROMANI D’ESTATE. CHISSÀ PERCHÉ. TRE IPOTESI.

Erano molti anni, se non addirittura decenni, che questo non accadeva.
I cardinali che abbiamo consultato, così come altre vecchie lame di Curia, sono umanamente certi che questa consuetudine non era in corso durante il regno di Benedetto XVI; e molto probabilmente non accadeva neanche in quello, molto più lungo, di San Giovanni Paolo II.
Quindi, eventualmente, bisogna tornare a Paolo VI; che come sappiamo, è venuto a mancare nel 1978.
Ci riferiamo alla lettera che su impulso della Segreteria di Stato, e probabilmente su impulso del Papa, e probabilmente su impulso di – chi? Uno esperto di Curia, certamente – uno dei suoi consiglieri, forse quello dedito a giocare a Laurenti Beria, ha inviato ai cardinali residenti a Roma.

Non siamo soli..!

DIO BLOCCA MANO Jihadista pronta a Sgozzare FRATE!


"Caino e Abele" di Sebastiano Ricci  (1659-1734)

Ciò che riporto è solo un esempio di come la Fede Vera possa essere determinante e miracolosa per affrontare qualsiasi pericolo si presenti all'uomo, sia di ordine naturale (cfr. QUI statue), che derivante dai nostri simili, a volte demòni incarnati. (Cfr. anche QUI, prete fucilato).

Questi casi passano inosservati ai più, ma non a coloro che conservano nel proprio intimo la CERTEZZA ASSOLUTA di Non Essere Soli.

Essi alimentano costantemente in sé quella Fiamma Viva che li mette al riparo da qualsiasi minaccia e con lo sguardo fisso al Cielo veleggiano su altri livelli, rendendosi irraggiungibili al Male, che al massimo può toglier loro il soffio della vita, ma NON OLTRE!

E mentre i cristiani di tutto il mondo vengono barbaramente perseguitati, oppressi ed uccisi nell'indifferenza pressoché generale, ci ritroviamo con un Pontefice indegno di rappresentare il Cristo in Terra e la Sua Chiesa bimillenaria... ma di questo ne accennerò brevemente poi, perché il Falso Profeta continua imperterrito la sua opera di demolizione, nell'incredibile acquiescenza planetaria.

Strano, no?

Il dr. Gagliardi: "Non abbiamo potuto accertare la sincerità dei veggenti, ma sulle estasi sincronizzate mentivano"


GagliardiIl dottor Giorgio Gagliardi è stato collaboratore del secondo gruppo di studio su Medjugorje (1985) e coordinatore scientifico del terzo (1998).
Dal 1985 al 2002 ha ricoperto l'incarico di vicedirettore del Centro Studi e Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza di Milano e, per l'esperienza maturata in questo campo, rappresenta un'eccezione quasi assoluta nell'ambito delle équipe che sono state impegnate a Medjugorje.


Tali équipe, infatti, sono state formate, in stragrande maggioranza, da medici che non si erano mai avvicinati a fenomeni simili. 
Ciò è dipeso essenzialmente da due motivi: gli studi scientifici delle manifestazioni di tipo mistico sono tuttora in una fase embrionale e i ricercatori con una certa esperienza sono, di conseguenza, molto pochi; inoltre, i team che hanno eseguito, con strumentazione medica, test sui veggenti di Medjugorje non sono stati accuratamente selezionati da un'autorità esterna e al di sopra delle parti, ma sono stati spontanei ed autocostituiti.

Massoteologia e "teologi" all'ammasso


Chi c’era e cosa si è detto al convegno sull’eutanasia promosso dal Grande Oriente d’Italia


I massoni del Grande Oriente hanno deciso di trattare l’argomento scottante dell’eutanasia, nel convegno pubblico “Morire con dignità. Prospettive sull’eutanasia” che si è svolto sabato 10 giugno nel salone della Società Umanitaria di Milano, sullo sfondo di un grande affresco della Crocifissione.

Quo ibĭmus?

Lo hanno detronizzato

Dove andiamo? Quale sarà il termine di tutti gli sconvolgimenti attuali? Non si tratta tanto di guerre, di catastrofi atomiche o ecologiche, ma soprattutto della rivoluzione all'esterno e all'interno della Chiesa, insomma dell'apostasia che conquista popoli interi un tempo cattolici e anche la gerarchia della Chiesa fino al suo vertice.
Roma sembra piombata in un totale ottenebramento, la Roma di sempre è ridotta al silenzio, paralizzata dall'altra Roma, la Roma liberale che la occupa.
Le fonti della grazia e della fede divine si inaridiscono e le vene della Chiesa assimilano ovunque in lei il veleno mortale del naturalismo.
È impossibile comprendere questa crisi profonda senza tener conto dell'avvenimento fondamentale di questo secolo: il secondo concilio del Vaticano.
I mie sentimenti a suo riguardo sono sufficientemente noti, credo, perché io possa esprimere di primo acchito il nocciolo del mio pensiero: senza rigettare in blocco questo concilio, penso che sia il più grande disastro di questo secolo e di tutti i secoli passati, sin dalla fondazione della Chiesa. In questo, io non faccio che giudicarlo dai suoi frutti, utilizzando il criterio che ci ha dato Nostro Signore (Mt 7,16).

Il punto cruciale

Il cristiano non ripone la sua speranza nel mondo



Non dobbiamo riporre la nostra speranza nel mondo: lo ha detto e ripetuto, anche recentemente, monsignor João Scognamiglio Clá Dias, il fondatore degli Araldi del Vangelo, il quale, raggiunta l’età di 77 anni, si è dimesso dalla carica di superiore generale di questa Associazione, specialmente impegnata nel campo della cultura, dello studio e dell’evangelizzazione, che conta migliaia di aderenti, nei due rami maschile e femminile, sparsi su tutti e cinque i continenti.
Veramente tira una brutta aria verso di loro, da quando il famigerato cardinale brasiliano João Braz de Aviz, colui che ha svolto un ruolo di primo piano nell’incomprensibile, e, per taluni aspetti – come la soppressione della Messa in latino, espressamente concessa da Benedetto XVI – illegittimo commissariamento dei Francescani dell’Immacolata,  che perdura ormai da quattro anni e che non è mai stato spiegato ad alcuno, ha lasciato trapelare l’intenzione del Vaticano di procedere ad altre “indagini” su realtà religiose come quella, appunto, degli Araldi.  Noi abbiano una nostra idea sulle ragioni che possono aver determinato questa nuova strategia di attacco, che poi sono le stesse che stanno alla base dell’azione contro i Francescani dell’Immacolata: gli Araldi del Vangelo rappresentano una concezione del Vangelo e della Chiesa che è letteralmente agli antipodi di quella di papa Francesco. La loro impostazione è antimoderna e tradizionale, beninteso nel senso migliore, cioè nel senso autenticamente cattolico, del termine: non ammettono cedimenti, sono molto determinati e molto coerenti nel sostenere che l’evangelizzazione deve dispiegarsi al massimo, senza compromessi e senza cedimenti con il mondo, e con una visione integrale della realtà religiosa: insomma, l’opposto di un certo ecumenismo, di un certo dialogo inter-religioso, di un certo sottile, strisciante secolarismo della neochiesa post-conciliare, impregnata di concezioni laiche e più che disposta a chiude un occhio, se non entrambi, sulla deriva laicista del mondo cattolico, compresa la gerarchia e, per certi aspetti, lo stesso magistero ecclesiastico.

Preghiamo Sant’Antonio che ci faccia questa grazia»


TREDICI GIUGNO

La notizia dell’apparizione della bianca Signora ai tre bambini di Fatima si era diffusa. Essi cominciarono ad avere le prime difficoltà, ad essere trattati da alcuni come degli ingannatori, ma anche ad essere creduti da altri. Non potevano essere falsi quei tre “angeli” come Lucia, Francesco e Giacinta.
         Arrivò così il 12 giugno 1917, vigilia della festa del Patrono della loro Parrocchia, Sant’Antonio da Padova, che però è nato in Portogallo. Tutti i bambini sognavano la musica, i mortaretti, i dolci. «Va bene così, domani c’è gran festa – disse Rosa, madre di Lucia, alle figlie più grandi – la gente non parla d’altro che di Lucia e della Cova da Iria. Noi non le parliamo che della festa e forse Lucia non si ricorderà. Preghiamo Sant’Antonio che ci faccia questa grazia».
       

Anche Fatima ebbe la sua acqua «curativa»

L'acqua di Fatima che dissetava i pellegrini
Quando appare, la Madonna non di rado lascia dietro di sé una fonte miracolosa. Non fa eccezione Fatima, dove però non si tratta di una fonte taumaturgica, ma comunque prodigiosa. Il vescovo di Leira fece scavare dei pozzi per i pellegrini e nonostante l'aridità del terreno si riuscì a trovare l'acqua. Che ristorò i primi pellegrini sulla Cova da Iria.