ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 10 giugno 2017

Primum, non nocēre

Non ci rassegneremo mai a questo stato di cose



Il giornalista Paolo Curtaz, un ex prete che ha lasciato la veste per sposarsi, ma che continua a scrivere e parlare con estrema sicumera di Cristo e della Chiesa, come uomo di fiducia della C.E.I., quasi che l’esser venuto meno a una promessa sacramentale fosse un motivo di speciale merito, ha affermato  testualmente, nel sito Papale papale, a proposito di papa Francesco e delle perplessità che il suo modo di fare provoca in una parte dei fedeli cattolici (alla data del 21 gennaio 2017), che il Papa, ogni Papa, ha il diritto di essere se stesso, di avere una propria sensibilità, un proprio carattere, una propria storia. E questa diversità di stile, non di essenza, è segno della vitalità della Chiesa, eccetera. Per concludere, alla fine del suoi ragionamento, e sempre con intento polemico nei confronti dei critici del papa Francesco, con un sorprendente: Lasciamo al mondo di vederla in altro modo!
Eh, sì: perché è proprio il mondo, e specialmente il mondo moderno, impregnato dell’ideologia del liberalismo, che mette il soggetto al centro di tutto e i diritti dell’individuo al di sopra di ogni altra cosa, a pensarla così: che bisogna lasciare in pace il singolo individuo, che bisogna lasciarlo libero di essere se stesso, di avere un proprio carattere, e così via. Ma stiamo scherzando? Questa non è affatto la dottrina cattolica; questa è un’altra cosa! (E sappiano bene che il papa Francesco ci ha già battuti in breccia, dichiarando, nella omelia del 19 maggio scorso, che quanti si tengono fermi alla dottrina sono dei “fanatici”, dei fautori della divisione e quindi, implicitamente, dei nemici della.. sua chiesa, o neochiesa, o contro-chiesa che dir si voglia).

Che per "viltade fece il gran rifiuto"?


SONO LEGATO DAL SEGRETO. E QUESTO SEGRETO E’ ORRIBILE. COSI’ DISSE IL CARDINALE SIRI NELLA SUA ULTIMA INTERVISTA NEL 1985…..DOCUMENTI DA OLTREOCEANO E L’FBI RIVELANO….. “Quando Siri nel 1958 divenne Papa Gregorio XVII. E nel 1963 ci fu un altro tentativo…”

Il cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, nel conclave del 26 Ottobre 1958 venne eletto papa con il nome di Gregorio XVII ma due giorni dopo, su pressione dei cardinali francesi, fu costretto a dare le dimissioni in quanto, secondo i servizi di sicurezza del Vaticano, la sua elezione avrebbe determinato l’assassinio di diversi vescovi dietro la Cortina di Ferro comunista. La notizia, ampiamente documentata, fa parte del dossier segreto “Cardinal Siri” compilato dal Federal Bureau of Investigation (FBI) in data 10 aprile 1961 per il Dipartimento di Stato americano.

Auspici* per la Gran Loggia Zombie

Il Papa: "Urgente cooperazione internazionale sui migranti"

Incontro al Quirinale tra Bergoglio e Mattarella. Il Papa: "Lavoro stabile e politica per le famiglie"


Papa Francesco si è recato al Quirinale per un incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.



Bergoglio ha affrontato diversi temi, nel suo discorso dopo il faccia a faccia: "Viviamo tuttavia un tempo nel quale l'Italia e l'insieme dell'Europa sono chiamate a confrontarsi con problemi e rischi di varia natura, quali il terrorismo internazionale, che trova alimento nel fondamentalismo; il fenomeno migratorio, accresciuto dalle guerre e dai gravi e persistenti squilibri sociali ed economici di molte aree del mondo; e la difficoltà delle giovani generazioni di accedere a un lavoro stabile e dignitoso, ciò che contribuisce ad aumentare la sfiducia nel futuro e non favorisce la nascita di nuove famiglie e di figli".

“Quis ut Deus?”

Processione di riparazione a Reggio Emilia

Ut inimicos Sanctae Ecclesiae humiliare digneris






Senza precedenti, nella “rossa” Reggio Emilia, l’iniziativa del Comitato “Beata Giovanna Scopelli” di sabato 3 giugno. Le piazze e le strade italiane sono ormai abituate a veder sfilare l’omaggio alla perversione e alla sovversione dell’ordine creato con i gay pride che sono l’appuntamento scontato della retorica relativista cara alla democrazia; ma le stesse piazze e strade non sono invece più abituate a vedere quel che hanno visto sabato: una processione di riparazione dei peccati, specialmente quelli pubblici garantiti dalla libertà d’espressione.

Snaturare e capovolgere una religione

Come mutare la dottrina e distruggere la Chiesa coi fedeli che vedono e odono senza vedere né udire



Ci sono molti modi per stravolgere una cosa, per trasformarla in qualcosa di diverso, e perfino di opposto, a ciò che essa era in origine. è possibile farlo con una istituzione, con una ideologia, con un partito politico, con un sindacato, con una associazione di qualsiasi tipo, e perfino con uno stato o un organismo internazionale. è possibile farlo, allo stesso modo, con una religione. La religione è composta di due elementi, la dottrina e la fede: la dottrina stabilisce ciò in cui si deve credere; la fede contempla la cosa creduta. Di fatto, i due aspetti non sono separabili: non è possibile credere senza la fede, e non è possibile avere la fede al di fuori della dottrina. Sarebbe pertanto un errore vedere la dottrina come la parte “noiosa”, la parte arcigna e, quasi, la parte coercitiva della religione, la parte legalistica e formale: essa definisce ciò che la religione è, e la separa da ciò che non è. Svolge quindi una funzione essenziale: stabilisce, per esempio, che l’offerta di sacrifici di esseri viventi, e, a maggior ragione, di esseri umani, non fa parte, né ha mai fatto parte, della religione cristiana. Viceversa, stabilisce che la fede nella presenza reale di Gesù Cristo, corpo e sangue, nel pane e nel vino del Sacrificio Eucaristico, è una cosa che ne fa parte, e parte essenziale: chi non ha fede in ciò, non è cristiano e non è cattolico.

Il nuovo gioco non ci piace


Vuoi giocare con noi alla nuova religione?


Noi ti disobbediamo su tutta la linea, ti neghiamo l’onore che ti è dovuto, facciamo quel che ci pare con il pretesto di aver capito che cosa veramente vuoi da noi… e ti doniamo il gioco che abbiamo inventato, il quale ti deve per forza far piacere; ad ogni buon conto, piace tanto a noi – e tanto basta a giustificarci. Più il gioco è curato nei dettagli o creativamente adattato, animato e partecipato, a seconda della “sensibilità” di ognuno di noi o del movimento cui apparteniamo, più tu devi essere contento, perché così abbiamo decretato noi stessi; quello che per due millenni è stato il culto da te richiesto (come i nostri avi hanno sempre creduto, poveretti!) l’abbiamo gettato nella spazzatura, sostituendolo con un prodotto fabbricato da noi, aggiornato e al passo con i tempi, ma insieme più fedele – dicono gli esperti – alla prassi antica, al vero senso della liturgia, ai testi originali ecc. ecc. Il principio di non-contraddizione è un relitto di un passato bigotto e oscurantista del quale ci siamo sbarazzati per poter abbracciare senza complessi la nuova gnosi, che riconcilia i contrari e lascia ciascuno libero di sragionare come più gli aggrada…