ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 6 giugno 2017

Quanti colmi ha la misura?

La casa editrice francese Editions Saint-Rémi comunica la pubblicazione del secondo volume de L'impostura bergogliana.
Al primo volume già pubblicato
L’impostura bergogliana: I. Cronache di un empio segue ora il secondo volume:
L'impostura bergogliana: II. La misura è colma




UN NUMERO LIMITATO DI COPIE è DISPONIBILE
PRESSO LA NOSTRA SEGRETERIA
unavox@cometacom.it
 



L'Autore, argentino e vecchio seminarista negli anni ’80, è titolare di una licenza in scienze del linguaggio e di un master in filosofia, dedicato all’opera di San Tommaso d’Aquino. Residente in Francia da diversi anni, è professore di latino e di spagnolo nell’insegnamento secondario.
L'opera è un notevole lavoro di ricerca fra le dichiarazioni fatte e gli atti compiuti da papa Bergoglio nel corso di questi suoi tre anni e mezzo di pontificato; messi a confronto con l'insegnamento del Vangelo e del Magistero della Chiesa.

L'autore non ha avuto molta difficoltà a raccogliere il materiale necessario: tante sono ormai le dichiarazioni eterodosse prodotte da papa Bergoglio, piuttosto ha dovuto limitarsi a citare solo i pezzi salienti, non potendo comporre, come dice lui stesso, una sorta di enciclopedia.

“Che cosa stiamo facendo?”


PRO VITA: LA LEGGE SULLE DAT APRE LA STRADA A UN ERRORE IRREVERSIBILE. LA TESTIMONIANZA DI KRISTINA HODGETTS.

Pro Vita ha organizzato una conferenza stampa nella Sala della Stampa Estera a Roma per offrire una serie di elementi di riflessione e discussione sulla legge che vorrebbe regolare il cosiddetto “fine vita”, che molti in realtà considerano una legge sull’eutanasia appena mascherata.
Nel corso dell’evento è stata presentata la testimonianza di Kristina Hodgetts, una canadese, infermiera, che nelle sue parole dava l’eutanasia “in buona fede” finché, non si è trovata “dall’altra parte del letto”. Anche se già prima, guardando passare madri e figlie davanti a sé aveva già capito che “togliere la vita è una cosa sbagliata”.

La sua corte dei miracoli?


Papa Bergoglio: «Vade retro adulatori: gli ipocriti sono come il diavolo, killer che ingannano la comunità»


CITTA' DEL VATICANO Li teme, li sfugge, li sferza. Incensatori di professione, adulatori incalliti, ruffiani impenitenti.  Papa Bergoglio mostra con evidenza la sua allergia personale a tutti coloro che distribuiscono lodi sperticate per fare incetta di benefici, attenzioni, favori. Un po’ di tempo fa, traducendo un modo di dire argentino, Francesco aveva esordito il discorso con un altolà.

Che cosa potrebbe proclamare di diverso ?


La parola che il Papa non pronuncia


(Roberto de Mattei su “Il Tempo” del 5 giugno 2017) Gli attentatori del London Bridge, hanno ucciso gridando: “Questo è per Allah”. Il 14 luglio 2016, in nome di Allah, Mohamed Lahouaiej Bouhalel ha falciato 84 persone sulla Promenade des Anglais di Nizza; il killer di Monaco, il 21 luglio 2016 sparava in faccia ai bambini urlando “Allah Akbar”; lo stesso grido veniva lanciato il 26 luglio, a Rouen dal fanatico che ha sgozzato il sacerdote, Jacques Hamel e, il 1 gennaio 2017, dall’’attentatore del night club “Reina” di Istanbul. Il 2 luglio dello scorso anno, a Dacca, nove italiani sono stati uccisi e torturati perché non sapevano il Corano.  Per l’Isis tutti i recenti attentati esprimono un’integrale fedeltà agli insegnamenti dell’Islam. Il nome di Allah, il dio dell’Islam, di cui Maometto è profeta, risuona cupamente da un capo all’altro dell’Occidente accompagnato da una lunga scia di sangue e di terrore.

"Come andò a finire, lo sappiamo".

La fine di Benedetto. I mandanti alla luce del sole

Successivamente all'articolo di qualche giorno fa riguardante la questione delle dimissioni di Benedetto XVI, che non da noi, ma dall'autorevole Limes, viene ormai fatta risalire a pressioni fortissime contro la Curia romana, più di qualcuno ha tirato fuori, privatamente, lo spettro del complottismo. Purtroppo per gli accusatori però questa volta la fonte era talmente autorevole che non si poteva liquidare in modo semplicistico e quindi non abbiamo avuto ulteriori riscontri pubblici. 
La ricerca della verità è uno dei principali compiti del buon cattolico e, per rispondere indirettamente ad alcuni detrattori, non possiamo soprassedere sulla questione delle dimissioni di Benedetto, soprattutto in questi giorni. E' infatti scattato un attacco alla figura del "papa emerito", volto a demolirne gli insegnamenti e, soprattutto, è imminente un'azione prima mediatica e poi presumibilmente canonica, contro il Motu Proprio Summorum Pontificum, una delle pietre di scandalo del pontificato precedente, che ha smosso qualcosa che non doveva smuovere e fatto andare su tutte le furie il Nemico e i suoi emissari. 
Si badi, qui non si tratta di sindacare sulla validità delle dimissioni o sull'elezione di Bergoglio, perché non abbiamo prove al riguardo, ma le prove sul complotto contro Benedetto ci sono e non da poco.

E' entrato in scena un dinosauro?

La processione del 3 giugno a Reggio Emilia. Lo scandalo della devozione 

Improvvisamente, a Reggio Emilia, è entrato in scena un dinosauro.

E, per quanto fosse stato annunciato per tempo (e avesse anche già provocato reazioni più o meno isteriche), alla sua vista l’uomo nuovo italico è rimasto spiazzato, quasi scioccato.
di Elisabetta Frezza
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In città per il 3 giugno era in cartellone la solita grottesca parata dell’esibizionismo contronaturale, uno dei mille e mille raduni che invadono e lordano gli spazi pubblici per abituare il mondo intero all’idea che il sesso pervertito sia cosa gaia e giusta e quindi meritevole di promozione sociale come modello virtuoso: un modo come un altro per esorcizzare un evidente disagio esistenziale e psichico di una esigua minoranza tramite lo stordimento e l’ostentazione compulsiva del vizio, e per tentare di placarlo, quel disagio, nell’alveo rassicurante del gruppo conforme; sempre più conforme e sempre più nutrito grazie ai lavaggi di cervelli garantiti a ciclo continuo dal sistema mediatico, politico, “educativo”. Uno spettacolo desolante cui l’uomo della strada si è assuefatto suo malgrado perché gli è stato fatto intendere che il mondo è cambiato e che tutti dobbiamo adeguarci alle sue nuove fattezze sintetiche, per quanto raccapriccianti.

Seguirà, naturalmente, la terza fase

Che relazione c’è fra peccato e castigo?



Qualche tempo fa il mondo della cultura cattolica, o quella che si spaccia per tale, è stato messo a rumore – ma non quanto sarebbe stato giusto – dalla presa di posizione del teologo domenicano padre Giovanni Cavalcoli, che, dai microfoni di Radio Maria, aveva istituito una correlazione fra le calamità naturali che talvolta colpiscono gli uomini, in quel caso, il terremoto, e i peccati da loro commessi, in quel caso, la sodomia e l’approvazione, in parlamento,  dei cosiddetti matrimoni omosessuali. Non lo avesse mai fatto: si è subito prodotta una levata di scudi contro di lui, e la sua “testa” è stata perentoriamente richiesta, e subito concessa, al direttore di Radio Maria. Fra tutti quelli che hanno voluto dire la loro su quanto aveva affermato padre Cavalcoli, sia al di fuori, sia, soprattutto, all’interno della Chiesa, non si è sentita quasi nessuna voce in sua difesa, tanto che egli ha dovuto difendersi da solo, ribadendo la perfetta legittimità della sua affermazione. Viceversa, vi è stata una specie di gara nel ricoprirlo di critiche, d’ironie, di apprezzamenti pesantissimi, evidenziando la sua (supposta) mancanza di sintonia con gli indirizzi attuali della Chiesa e, soprattutto, la mancanza di “misericordia” – parola oggi decisamente inflazionata – nella sua prospettiva teologica. Scaricato da tutti, dal vescovo al papa, dopo essere stato messo alla berlina sui mass media e portato ad esempio, ovviamente in negativo, di una Chiesa che non vuol rinnovarsi e che guarda soltanto al passato, è stato praticamente ridotto al silenzio.

Nella Chiesa di papa Francesco, nella quale è lecito a monsignor Paglia tessere i più alti elogi di Marco Pannella, a monsignor Galantino affermare che Dio ha risparmiato Sodoma, a padre Martin auspicare i matrimonio omosessuali, a padre Sosa Abascal affermare che i Vangeli non riferiscono fedelmente quel che Gesù ha detto, e negare che il diavolo esista, e al vescovo Julian Barrio ordinare sacerdoti due omosessuali dichiarati e conviventi; e in cui il papa stesso dichiara che le Persone della Santissima Trinità litigano continuamente fra di loro, e che Gesù, sulla croce, si è fatto diavolo, “brutto da fare schifo”, ebbene, in questa chiesa non è lecito a un teologo ricordare che i peccati degli uomini hanno come conseguenza degli effetti disastrosi, non solo sul piano morale, ma anche su quello fisico. Il guaio è che non si tratta di una stravaganza di padre Cavalcoli, ma della posizione che il Magistero ha sempre avuto su questo argomento, corroborata dalla Scrittura e dalla Tradizione. Perciò, il teologo domenicano ha perfettamente ragione quando ribatte ai suoi accusatori che dovrebbero vergognarsi loro, semmai, per aver celebrato Lutero, che era un eretico, non lui, che non ha detto niente di eretico e niente di strano, ma ha semplicemente ripetuto un concetto che è essenziale nella teologia morale cattolica.