ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 3 giugno 2017

Fedeli con diverse sfumature?


REGGIO EMILIA, GAY PRIDE. CENTINAIA ALLA PREGHIERA DI RIPARAZIONE, NONOSTANTE LA CURIA. INTANTO SI PREPARA QUELLA DI VARESE DEL 17 GIUGNO.

Oggi a Reggio Emilia si è svolta la processione di riparazione per il Gay Pride previsto nella città. Diverse centinaia di fedeli sono sfilati da piazza Duca d’Aosta fino a via Garibaldi, per inginocchiarsi poi davanti alla Basilica della Ghiara. La processione era guidata da don Luigi Moncalero di Treviso, affiancato da altri quattro sacerdoti e sei ministranti del culto, che indossavano cotta e talare. “La nostra non è una manifestazione contro il Gay Pride, – ha detto il sacerdote – ma una preghiera che vuole riparare il peccato pubblico: dal punto di vista morale l’omosessualità è un disordine fortemente fustigato dalle sacre scritture. Esaltare l’omosessualità significa non soltanto contraddire la Bibbia che dice ‘maschio e femmina Dio li creò’, ma invertire l’ordine naturale della natura”.

Pastori 2.0

Vaticano. Il problema non è l'infanticidio ma la CO2?


«Un disastro per l’umanità e per il pianeta». 
«Il diavolo è una figura simbolica creata da noi».

Le prime sono le parole con cui monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze, ha commentato la decisione di Trump di sfilarsi dall’accordo sul clima di Parigi, mentre le seconde sono quelle che padre Arturo Sosa, Generale dei Gesuiti, ha rilasciato a El Mundo. Mi sembrano affermazioni gravissime; ma non per Trump e neppure per la teologia, bensì per la Chiesa.

Noi pecorelle sempre più smarrite abbiamo infatti numerosi pastori che non si rendono conto che, se da una parte negano l’esistenza del diavolo e la certezza delle parole di Cristo (come aveva fatto, poco tempo fa, sempre padre Sosa), e dall’altra tuonano solo su immigrazione e e ambiente, forse aumenteranno le donazioni a Save The Children e Greenpeace, ma continueranno a perdere fedeli i quali, se non possono avere la vera Chiesa, si cercheranno almeno il vero associazionismo. 


Allora si turano gli orecchi per non sentire…

«Nel rotolo vi erano scritti lamenti, pianti e guai»



Vi è una linea di continuità fra la Chiesa dei primi secoli e quella della prima metà del Novecento, anzi, addirittura fra quest’ultima e i profeti dell’Antico Testamento; linea che, invece, si assottiglia e infine si spezza, a partire dalla stagione del Concilio Vaticano II. Noi non vogliamo dire che questa interruzione sia stata causata dal Concilio: ci limitiamo a prendere atto che, dopo di esso, quella continuità si è interrotta. Sussiste, intendiamoci, a parole: quasi tutti i teologi e i pastori della Chiesa odierna lo dicono e lo ripetono; solo, essi parlano di un “aggiornamento delle conoscenze e dei modi di comunicazione”, nonché di un “approfondimento della riflessione religiosa, a partire dall’uomo”. Tuttavia, la verità è che quella continuità non esiste più, ed essi lo sanno benissimo, perché tale era il loro preciso obiettivo, tenacemente perseguito, con pazienza, con costanza, fino al trionfo che oggi stanno celebrando.

Qual è questa nuova immagine della Chiesa?

Papa Francesco, un tentativo di lettura del suo Pontificato 

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I media insistono nel presentare Papa Francesco come un nuovo inizio per la Chiesa. È una visione fondata? Su cosa precisamente? E a chi giova questo nuovo corso?
Risultati immagini per papa francesco con benedetto
La dialettica dei due Papi 

Con l’abdicazione di Benedetto XVI e l’elezione di Francesco abbiamo assistito, senza alcun dubbio, a un’imponente operazione mediatica. Non è semplice dire se i media siano stati le vittime di un rapidissimo restyling del Papato, se ne siano essi all’origine, o meglio se vi sia un concorso, o addirittura un concerto di cause. Fatto sta che l’immagine mediatica del Papa e della Chiesa è improvvisamente cambiata. La Chiesa di Benedetto XVI era presentata come elitaria, distaccata dal mondo moderno, ricca e estremamente corrotta, dominata dagli scandali morali ed economici, dalla lotta per il potere. Lo stesso Papa appariva come un intellettuale fastoso, fermo a tradizioni anacronistiche, probabilmente colluso con il nazismo, e pieno di odio per il mondo moderno. La Chiesa di Francesco non ha più alcun problema di cui si parli, e quelli che eventualmente ci fossero sono affrontati con rigore o saranno presto risolti. Il Papa Francesco è un uomo buono, mite, povero, sincero e comprensibile a tutti, deciso a rompere con il fasto e le ricchezze della Chiesa per andare incontro alle periferie esistenziali.

I due Papi sono veramente così contrapposti?

Revolución, Revolución


Intervista che Padre Arturo Sosa Abascal ha rilasciato al giornale spagnolo El Mundo  31 maggio 2017

Revolución, Revolución

È il grido battaglia del nuovo Generale dei Gesuiti, Gran Jefe de Francisco.

Ministero alle donne, matrimoni omosessuali, lotta alla pedofilia e…
il Diavolo è una creazione dell’uomo.

Pubblichiamo integralmente l’intervista che Padre Arturo Sosa Abascal ha rilasciato al giornale spagnolo El Mundo.
Non la commentiamo. Siamo certi che i cattolici, veri, si accorgeranno subito come alcune risposte dirompenti preludano all’ulteriore devastazione della neochiesa conciliare, mentre altri cattolici, quelli moderni, falsi, troveranno nelle stesse risposte motivo di compiacimento.Da un punto di vista pratico: nessuna sorpresa. Da un punto di vista morale: difficile contenere l’indignazione. Da un punto di vista dottrinale: il combinato disposto dell’elezione di Bergoglio e di quella di Sosa, sembrano segnare il punto d’arrivo, per adesso, del disastro provocato dal Vaticano II.Vero è che al peggio non c’è mai fine, ma: fin dove dovremo arrivare?

Che Dio ci aiuti!

Sentinelle leali e vigilanti…

«Ti mando da figli testardi, dal cuore indurito»


Una notizia, ormai, simile a tante altre, in fondo niente di nuovo: un vescovo spagnolo, Xavier Novall, è stato violentemente contestato e ha rischiato di essere linciato dalla folla, che lo accusava di omofobia. L’aggressione era stata orchestrata dalle solite organizzazioni LGBT, compresa una di sedicenti cattolici, la quale ha sostanzialmente giustificato l’accaduto. Di fatto, è dovuta intervenire la polizia per consentire al vescovo, assediato in una chiesa della sua diocesi, dove si era recato per amministrare il sacramento della Cresima ai ragazzini, di allontanarsi incolume. Che cosa aveva fatto o detto di così terribilmente grave, quel vescovo? Semplicemente, parlando dell’omosessualità, aveva affermato che essa nasce sovente da problemi di relazione familiare, madre autoritaria e padre assente, seguendo la teoria dello psicologo americano Joseph Nicolosi. Perché quel discorso era inaccettabile per tutti i militanti gay e per l’universo del politicamente corretto? Perché Nicolosi, morto recentemente, sosteneva che, a patto di volerlo, “guarire” dall’omosessualità si può, mediante dei percorsi che egli chiamava di “terapia ripartiva”: vale a dire, per ripristinare il normale orientamento sessuale di una persona. Chiaro, quindi, in cosa consista la gravità del discorso di quel vescovo: aver messo l’omosessualità sullo stesso piano delle devianze (come, peraltro, facevano tutti gli autori dei manuali di psicologia, psichiatria e sessuologia, fino a pochi anni fa); e, soprattutto, aver detto, o fatto capire, che essere omosessuali non è un destino, come non lo è la depressione, o la nevrosi, o la schizofrenia, ma una situazione di disagio psicologico da cui si può uscire, a condizione di volerlo.

Con molta cautela



Messaggi e locuzioni?


Qualcuno ha affermato sulla Rete che don Elia riceve delle locuzioni interiori. La prova sarebbe un articolo del 16 aprile 2016 in cui immaginavo che cosa direbbe la Madonna della situazione attuale. Forse avrei fatto meglio a specificare che lo scritto è interamente di mia mano, ma mi è parso superfluo: le locuzioni interiori sono di solito brevissime – poche e incisive parole – e chi le riceve, oltre a guardarsi bene dal renderle subito di pubblico dominio, le riconosce per il fatto che sente distintamente un’altra persona parlare nella sua mente. Posso ammettere tutt’al più di aver ricevuto un’ispirazione (dato che quanto scritto, riletto a distanza di tempo, mi sembra superare le mie capacità), ma il testo è opera mia, come può dedurre chiunque dallo stile riflettuto e limato, che non si addice a un discorso scaturito di getto. Se qualcuno è stato tratto in inganno, me ne scuso con tutto il cuore e ne chiedo perdono a Dio.


La Chiesa sta attraversando il suo Venerdì Santo

Omaggio alla Madonna di Fatima e ai primi sabati del mese

Vigilate et orate, invito a non sprecare un’opportunità…  


31 maggio 2017, Maria Regina


La Chiesa sta attraversando il suo Venerdì Santo, essa si misura ad una situazione che non ha quasi nulla d’ordinario e, come si dice: a situazioni straordinarie, rimedi straordinari. Nella sera del Getsemani Gesù invitò a vigilanza e preghiera (“vigilate et orate”, Mt 26, 41); col lavoro di questa rivista cerchiamo di stimolare la vigilanza, specie nei riguardi di errori sulla fede e sulla morale, ma anche su discutibili scelte ecclesiali, vorremmo però che queste pagine aiutassero anche a diffondere gli inviti del Cielo ad intensificare la preghiera riparatrice e soprattutto la devozione ai primi cinque sabati del mese. Chiediamo anche al Signore che liberi i cuori dalla superbia del razionalismo (pseudo)intellettualista che disdegna gli atti di devozione.