ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 27 maggio 2017

No davvero; tutt’altro…

Per chi o cosa perirono i 317 martiri d’Inghilterra?



Il 4 maggio la Chiesa ricorda i Santi martiri di Gran Bretagna e Irlanda, che affrontarono il patibolo per restare fedeli al papa e alla fede cattolica, ad opera dei riformati della Chiesa scismatica anglicana, che li fecero perire in odio al Vangelo e alla Santa Messa.
Oggi si parla tanto – anche troppo – di ecumenismo, parola divenuta improvvisamente di gran moda a partire dal Concilio Vaticano II, e ormai assolutamente indispensabile nel corredo del vocabolario del cattolicesimo politically correct, cioè debitamente progressista e semi-modernista. Parola che vuole esprimere un legittimo ed encomiabile desiderio, il ritorno all’unità dei cristiani; ma che non può e non deve diventare, come invece sta diventando, specie ad opera di papa Francesco, e di una schiera di pseudo teologi e di falsi pastori, il travestimento per una sporca, blasfema operazione: inquinare e infettare la Chiesa cattolica con gli errori del protestantesimo, trasformandola in una specie di contro-chiesa sincretista, per metà cattolica e per metà protestante. 

Gli Agenti del Male

L’Isis fa strage in Egitto



Hanno assaltato un gruppo di pellegrini. Un’azione vigliacca, al solito, preparata e perseguita come un’azione militare. Il bus, con alcune macchine al seguito, era diretto al monastero di San Samuele il Confessore. E portava un gruppo di gente, tanti i bambini, che andava a pregare. L’Isis ha colpito e ne ha ammazzati 28.

L’assalto è avvenuto nella regione egiziana di Minya: gli assassini, una decina, hanno bloccato la strada con dei Suv, poi hanno iniziato l’assalto, rubando i pochi averi dei pellegrini e intimando loro di convertirsi all’islam, come riferito da padre Antonio Gabriel, parroco di  San Mina a Roma. Non hanno abiurato, sono stati uccisi. Martiri, appunto.

Gli assassini hanno pure filmato l’azione, come vuole la società dell’immagine di cui sanno usare, in maniera più che sofisticata, tutti gli strumenti e di cui si servono in maniera altrettanto sofisticata. Altro che islam tradizionale, ci troviamo di fronte a una perversione post-moderna. Ma questa è un’altra storia…

Quanta ipocrisia

Non c’è vero amore per il peccatore senza odio per il suo peccato



Uno dei più gravi malintesi della teologia morale contemporanea, specialmente a partire dalla cosiddetta “svolta antropologica” inaugurata dal Concilio Vaticano II, consiste nel pensare e nel dire che Gesù è venuto per i peccatori, senza precisa che Egli è venuto per convertire i peccatori, e non per assolverli e lasciarli tranquillamente nei loro peccati. Un po’ tutto il clima della Chiesa cattolica, negli ultimi anni, ha reso possibile il diffondersi di questa dottrina sbagliata. Può darsi che in passato si sia commesso l’errore, come sostiene padre Ermes Ronchi, di puntare troppo su una “pedagogia della paura”, insistendo esageratamente sull’aspetto punitivo della giustizia divina; ma è certo,  a nostro avviso, che, da qualche tempo in qua, si è imboccata, sempre più decisamente, la via dell’errore opposto e speculare: quella di minimizzare, sottovalutare, ignorare il peccato, e presentare il Vangelo come una dottrina morale che esorta le anima, genericamente, alla vita buona, ma non dice chiaramente quel che accade alle anime allorché scelgono di allontanarsi da Dio, sia in questa vita, sia nell’altra; anzi, a dirla tutta, dell’altra vita, e quindi anche del Giudizio finale, non si sente parlare ormai quasi per nulla.

Ora, da bombardare c’è altro

“Simulazione di matrimonio gay alle elementari”. E’ vero, l’Isis ammazza i nostri figli. E noi, invece?

Ho sacro rispetto dei morti, soprattutto quando si tratta di nemici. Ma ci sono alcune eccezioni, una delle quali stamattina ha deciso di rimettere l’anima al Signore e andare a rendergli conto di quanto combinato in terra: a 89 anni, è morto Zbigniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale sotto l’amministrazione Carter, falco della Guerra Fredda e, soprattutto, padre nobile (si fa per dire) della delirante dottrina neo-con sorta dalle macerie delle Due Torri.

Le Idi di Luglio ?

 Muller "stoppa" il Papa sui divorziati risposati

La televisione americana EWTN ha mandato in onda il 25 maggio una lunga intervista di Gerhard Muller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Qui trovate il link al video, che è in inglese (anche Muller risponde in inglese alle domande poste da Raymond Arroyo).
Arroyo ha posto diverse questioni al porporato. In particolare sull’esortazione post-sinodale Amoris Laetitia, e sulla confusione che è nata dalle diverse interpretazioni date, a causa dell’ambiguità del testo, il cardinale ha dichiarato: «È assolutamente impossibile che il Papa, come successore di San Pietro, il Vicario di Cristo per la Chiesa universale presenti una dottrina che sia apertamente contro le parole di Gesù Cristo». Il Papa e il magistero sono «semplicemente gli interpreti» delle parole di Cristo, e «la dottrina dell’indissolubilità matrimoniale è assolutamente chiara».

Inedito, oggi?

Papa Anatema I

cattura

C’è qualcosa di inedito, oggi, per milioni di cattolici: all’assedio di una cultura avversa, nichilista ed atea, cui gli europei sono ormai abituati, più o meno, da due secoli, si aggiunge il quotidiano fuoco amico. Sino a quattro anni orsono, infatti, la Chiesa aveva una sua unità: non mancavano, come non sono mai mancati, accanto gli approfittaotori e agli ipocriti, gli eretici, cioè coloro che miravano a distruggere il patrimonio profondo della fede. Ma dovevano in quale modo mimetizzarsi. Oggi non serve più: i media laicisti e la sede apostolica cantano e suonano sempre la stessa canzone. Aprite radio radicale: l’idolo è Bergoglio. Leggete Repubblica: l’idolo è Bergoglio. Ascoltate i discorsi dei campioni del mondialismo: non mancherà un ossequioso tributo all’attuale inquilino di santa Marta. Coloro che detestavano Benedetto e la Chiesa,oggi venerano Bergoglio.

Peregrinatio Sancti Nicolae

S.Nicola in Russia: "E' il frutto di Fatima"
Don Ubaldo in Siberia

Nel 1995 un giovane missionario della Fraternità San Carlo, don Ubaldo Orlandelli, da pochi anni arrivato ad evangelizzare la Siberia reduce dalla terribile esperienza sovietica passava per le strade di Novosibirsk portando in processione eucaristica il Santissimo Sacramento con appena cinque o sei fedeli dietro di lui. Una piccolissima processione del Corpus Domini che si snodava inosservata in una terra che aveva vissuto l’ateismo per mezzo secolo.
22 anni dopo a Mosca arriva da Bari la reliquia di San Nicola, viene accolta solennemente dal patriarca Kirill e per l’occasione si mobilita il governo: cinque km di fila per poter baciare la reliquia. Protagonista è la Chiesa ortodossa che è andata fino a Bari per farsi consegnare la sacra reliquia del santo venerato in Russia e che rimarrà in Russia fino a luglio. I giornali hanno raccontato fotograficamente la straordinaria testimonianza di fede di un popolo che 70 anni di comunismo non ha fiaccato nella devozione ai santi e alla Madonna.
Due foto che a modo loro parlano, ma che si possono accostare l’una all’altra sebbene si tratti di contesti ed epoche diverse.
Come inquadrare questo fenomeno senza ricorrere ai soliti clichè del devozionalismo? E soprattutto, che cosa è successo in questi 22 anni nei quali si è passati da una situazione di deserto a una rinascita spirituale? La distinzione tra Chiesa ortodossa o cattolica è importante da fare, ma non è decisiva in questo discorso.

La più ostacolata delle richieste della Madonna a Fatima


Mosca, Benedetto XVI e la consacrazione della Russia


La consacrazione richiesta è al contempo un riconoscimento dell’importanza che la Russia continua ad avere nel piano di Dio per la pace e un segno di profondo amore per i nostri fratelli e sorelle in Russia. Certo, il 25 marzo 1984 papa san Giovanni Paolo II ha consacrato il mondo, inclusa la Russia, al Cuore Immacolato di Maria. Ma oggi, ancora una volta, udiamo l’appello di Nostra Signora di Fatima a consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato in accordo con le sue esplicite istruzioni (cardinale Raymond Leo Burke – Roma, 19 maggio 2017).

Incredibile. Una delle voci più autorevoli della Chiesa Cattolica del nostro tempo, alla presenza di un qualificato pubblico internazionale, lo ha affermato senza mezzi termini: la più ostacolata delle richieste della Madonna a Fatima è più che mai attuale. Fra le righe, si insinua che la consacrazione del mondo effettuata da Giovanni Paolo II nel 1984 non abbia corrisposto pienamente alle esplicite istruzioni della Vergine: che la Russia fosse nominata e che l’atto coinvolgesse tutti i vescovi. Il motivo che gli aveva impedito di ottemperare al requisito principale fu rivelato dal Papa stesso, in una conversazione privata, al cardinale Paul Josef Cordes, come quest’ultimo ha rivelato il 13 maggio scorso in una conferenza a Karaganda, in Kazachistan: «Per lungo tempo, ovviamente, il Papa si era occupato della significativa missione che la Madre di Dio aveva affidato ai tre piccoli veggenti. Tuttavia si trattenne dal menzionare esplicitamente la Russia perché i diplomatici vaticani gli avevano chiesto con insistenza di non menzionare quel Paese, perché altrimenti sarebbero forse scoppiati conflitti politici».