ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 21 maggio 2017

Vorremmo che accadesse qualche cosa di simile

Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria
Eseguita dai quattro vescovi della “Resistenza” cattolica
a Vienna, Virginia, USA,il giorno dopo la Consacrazione Episcopale di Mons. Gerardo Zendejas

12 maggio 2017
vigilia del centenario della prima apparizione della Santissima Vergine Maria a Fatima





Mons. Thomas Aquinas, O.S.B. - Mons. Richard Williamson
Mons. Gerardo Zendejas - Mons. Jean-Michel Faure



Santissima Madre di Dio, Cuore Immacolato di Maria, Sede della Misericordia, Sede della Bontà, Sede del Perdono, porta sicura per la quale le anime entrano nel Cielo, vedete in ginocchio davanti a voi quattro figli dell’Arcivescovo Lefebvre, quattro vescovi che si sforzano di fare quello che possono per aiutarvi ad ottenere dal Papa e dai vescovi del vostro Divino Figlio una vera Chiesa per la Consacrazione della Russia al vostro Cuore Doloroso e Immacolato, che è il solo che possa ottenere la pace per l’umanità, ora all’ombra di una spaventosa terza Guerra Mondiale.


Certo che no..c’era dentro fino al collo

UN "PAPA BUONO" O NO ?

    E' per le sue simpatie moderniste che Giovanni XXIII ha voluto convocare il Concilio ignorando le perplessità e i pareri negativi di tanti uomini che in Vaticano vedevano il grave pericolo cui la Chiesa andava incontro?
di Francesco Lamendola  





Giovanni XXIII è tuttora rimasto, nell’immaginario di milioni di cattolici, come “il papa buono”: espressione curiosa, a dire poco, visto che par sottintendere che gli altri, i papi che l’hanno preceduto, e specialmente il suo immediato predecessore, tanto buoni non devono essere stati: altrimenti, perché sottolineare la bontà di uno fra i tanti? La bontà non dovrebbe essere una caratteristica irrinunciabile del successore di san Pietro? Oppure qualcuno riesce a immaginarsi che san Pietro non fosse buono, o che non lo fossero gli altri Apostoli che formarono la Chiesa e iniziarono a diffondere il Vangelo presso tutte le genti?
Il giornalista e vaticanista Carlo Falconi (1915-1998), nella sua opera I papi del XX secolo, pubblicata da Feltrinelli nel 1967, per meglio magnificare la cortesia e l’affabilità verso tutti del “papa buono”, riferisce un episodio assai significativo riguardante Angelo Roncalli, giovane segretario del vescovo di Bergamo, monsignor Giacomo Radini-Tedeschi, e papa Pio X, risalente agli anni della crisi modernista, culminata nell’enciclica Pascendi Dominici gregis, del 1907, che comminava la scomunica per i seguaci di quel movimento, definito da papa Sarto ”collettore di tutte le eresie”. L’episodio è questo (e viene riportato anche nella monografia Giovanni XXIII della collana I dossier Mondadori, Milano, Mondadori, 1972, pp. 62-63, dalla quale lo citiamo):

… da giovane, segretario del vescovo Radini-Tedeschi, egli era stato profondamente deluso una volta, durante un’udienza di Pio X, dall’atteggiamento accigliato e distratto di quel pontefice che, ricevendo il prelato insieme ad altre personalità bergamasche, non si era neppure curato di ringraziare per il vistoso obolo consegnatogli. Lamentandosi col suo superiore, egli aveva detto di ritenere che il papa, per quanto addolorato e preoccupato potesse essere, dovesse sempre mostrarsi benevolo e sorridente verso i suoi fedeli. 
Egli dunque non faceva ora che mettere in pratica il criterio formulato tanti anni prima, e se sembrava amare la popolarità, non era già per riscuotere le soddisfazioni , ma per dare più che per ricevere.

Chi marcia e chi marcisce

Due Italie in marcia. Una sola per il futuro
di Giuliano Guzzo

In un primo momento ho pensato si trattasse di una coincidenza fortunata, ma mi sbagliavo: il fatto che ieri, nello stesso giorno, si siano tenute due manifestazioni – a Roma quella per la vita, a Milano quella per l’accoglienza dei migranti – è stato un bene, direi quasi una benedizione. Sì, perché chiunque non abbia i paraocchi è stato così messo nelle condizioni di osservare come oggi convivano, entro gli stessi confini, due Italie distinte e distanti. La prima è l’Italia di famiglie tra famiglie, la seconda quella dei politici tra persone straniere; da una parte mamme, papà e giovani tra mamme, papà e giovani col loro stesso amore per la vita; dall’altra Beppe Sala, Gad Lerner con abbronzatura da yacht club ed Emma Bonino tra gente con la loro stessa diffidenza per gli italiani.


Che anche gli autori di fantascienza abbiano il dono della profezia?


“IL DILEMMA DI BENEDETTO XVI”. LA FANTASCIENZA PUÒ AVERE IL DONO DELLA PROFEZIA?

Questa mattina presto, girovagando a Porta Portese per bancarelle di libri usati, mi sono imbattuto in questo esemplare che mi ha fatto pensare: che anche gli autori di fantascienza abbiano il dono della profezia? Il racconto breve che da’ il titolo alla piccola antologia è stato scritto nel 1977 (sì, avete capito bene, nel 1977), mentre era ancora felicemente regnante Paolo VI, e dovevano venire Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e l’attuale Pontefice in carica.
Ho investito un euro, e ho soddisfatto la curiosità. L’autore, Herbie Brennan è un irlandese , autore di libri per adulti e ragazzi, librogame, giochi di ruolo e saggi di occultismo; ha una passione per psicologia, occultismo, spiritismo, religioni comparate, fisica, paranormale.
Ora se volete comprarvi il libro – credo si trovi ancora online – non leggete oltre.

Il peggio si vede..


Oliviero Toscani e don Milani: “Anch'io mi sento suo allievo”

Un libro con gli scatti del fotografo che lo immortalò a soli 21 anni


                                     Don Lorenzo Milani in uno scatto di Oliviero Toscani

«La scuola di oggi avrebbe urgente bisogno di imparare l'“I care”, il “mi sta a cuore”, di don Milani». Dovrebbe «fare sua la capacità del Priore di Barbiana di voler bene, veramente e profondamente e con tenerezza, ai bambini e ragazzi». Parola di Aldo Bozzolini, uno dei primi sei ragazzi di Barbiana. 

Oggi al Salone internazionale del Libro di Torino (alle 14.30, Spazio Autori, pad. 3) lo ribadirà all'incontro “Don Lorenzo Milani fotografato da Oliviero Toscani - il famoso fotografo racconta i suoi incontri con il priore di Barbiana nel 50° anniversario della sua morte” (promosso da Editrice missionaria italiana, moderato da Francesco Antonioli). 

Aiutati che il Ciel ti aiuta


 Presunto messaggio di Maria SS. ad un mistico friulano

Ricevo e pubblico un presunto messaggio di Maria SS. ad un mistico friulano (pubblicato sulla rivista «Il Segno del soprannaturale»), datato 10 dicembre 2011. Si tratta di rivelazioni private che non appartengono al deposito della Fede. Tuttavia ne riporto il contenuto perché può aiutare la riflessione sui tempi che stiamo vivendo.
p.Elia
Maria: “Sono qui, figlio mio, accanto a te.
Carissimi, forse oggi il mondo chiede purificazione? Io, Maria Madre vostra, Madre addolorata, vi dico che sono molto pochi gli uomini che riconoscono le loro colpe e ne chiedono perdono. Allora Dio, per Amore, purificherà il mondo.
Chi accoglierà la purificazione soffrirà in spirito e corpo, ma salverà l’anima; chi non la accoglierà soffrirà molto di più e non salverà l’anima.

Una pretesa contrapposizione tra i due?

 Perché Papa Francesco e Benedetto XVI non si fanno la guerra


La pubblicazione di una prefazione del Papa emerito al libro del cardinal Robert Sarah La forza del silenzio ha infiammato le passioni. In Italia e in mezzo mondo. Tra chi fischia a una invasione di Ratzinger nel campo di Bergoglio e chi asserisce che Benedetto XVI stia lanciando segnali alla popolo cristiano e al Papa regnante. Ma la vicenda autorizza anche un’altra narrazione, oltre a quella di una pretesa contrapposizione tra i due.

L'ultimo "giapponese"?

DIO PARLA ANCHE COL SILENZIO

    Sarah e il silenzio di Benedetto XVI. La Weltanschauung gnostico-massonica mirante a sostituire alla visione cristiana del mondo una visione razionalista frutto della fusione di tutte le tradizioni religiose e filosofiche 
di Francesco Lamendola  




Dio o niente è il titolo di un libro pubblicato nel 2015, dalla prestigiosa casa editrice parigina Fayard, scritto dal cardinale Robert Sarah, già arcivescovo di Conakry, in Guinea, che l'anno prima papa Francesco aveva nominato - a giudizio di tutti gli osservatori imparziali, non per promuoverlo, ma per isolarlo - Prefetto per la Congregazione del Culto divino e la disciplina dei sacramenti, circondandolo di uomini a lui fedeli che, finora, non hanno fatto altro che ostacolarlo in ogni modo. Sarah, infatti, ha la "colpa" di essere molto legato alla figura e all'opera di Benedetto XVI, del quale condivide le idee fondamentali in fatto di Magistero e azione pastorale, a cominciare da quella della "riforma della riforma", per porre rimedio agli abusi e agli eccessi introdotti nella prassi  e, in certi casi, anche nella dottrina, a partire dagli anni del Concilio Vaticano II. Ma un simile atteggiamento, per i novatori, è intollerabile; lo stesso Bergoglio ha più volte dichiarato apertamente di considerare come sua missione quella di "attuare integralmente" il Vaticano II e di fare in modo che la Chiesa non possa mai più tornare alla situazione antecedente il suo pontificato.