ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 20 maggio 2017

Maggio di spine senza rose

Maggio di veglie contro l'omofobia (che non esiste) Così certa Chiesa sposa l'omosessualità - VIDEO
Il mese di maggio è per eccellenza il mese della Madonna. E' da sempre il mese mariano dedicato alla preghiera del Santo Rosario. Purtroppo negli ultimi anni, complice l'istituzione della Giornata Mondiale contro l'Omofobia (17 maggio), siamo costretti ad assistere ad un triste spettacolo: parrocchie e diocesi che ospitano veglie, prediche ed iniziative contro l'omofobia. La verità però è che l'omofobia non esiste; è un'invenzione che ha un unico e semplice obiettivo: imporre l'omosessualità come un valore positivo. Anche nella Chiesa.

di Riccardo Cascioli
20-05-2017 

Unendo ai mattoni della tradizione, la calce della dignità

L’accoglienza è un principio etico, non un diritto. E chi marcia oggi, lo fa per l’etica dello sfruttamento 


Oggi a Milano si tiene il corteo pro-migranti, “20 maggio senza muri” l’hanno chiamato. Un serpentone da Porta Venezia al Castello Sforzesco, luogo scelto per l’arrivo: un castello, massima espressione della fortificazione e della difesa, divenuto luogo di centramento per apolidi di ogni risma. Capite da soli, di cosa stiamo parlando. Sono oltre mille le associazioni che hanno aderito e, in testa al corteo, sfilerà la crème della crème del buonismo in cachemire: da Pietro Grasso, presidente del Senato all’Unicef, da Roberto Vecchioni a Lella Costa, da Claudio Bisio ad Emergency, da Carla Fracci all’ANPI fino all’ineffabile sindaco Beppe Sale e a quella Emma Bonino che è l’agente provocatore dei vari Soros del mondo nel nostro Paese. Da almeno 40 anni.

“Ma sempre c’è stata quella gente” ?


RATZINGER A FUMONE. BURKE A CAMPO DE’ FIORI. A QUALCUNO STANNO SALTANDO I NERVI.

La lettura di tre notizie apparse ieri mi fa pensare che a qualcuno stiano saltando i nervi. E che stiamo entrando in una pericolosa fase di involuzione del genere: chi non è d’accordo col capo via la testa. Una degenerazione populista inedita nella vita della Chiesa moderna. Spero sinceramente di sbagliarmi; non è un modo di dire. Lo spero davvero. Però ci sono segnali tutt’altro che tranquillizzanti.
Il nodo, mi sembra di capire, ancora una volta consiste nella risposta non data – a un anno di distanza – dalle cinque domande rivolte al Pontefice da quattro cardinali su dei punti controversi della sua esortazione apostolica Amoris Laetitia. Domande rivolte in spirito di obbedienza, seguendo una procedura classica nella Chiesa, e cioè chiedendo al Pontefice a alla Congregazione per la Dottrina della Fede di dare un chiarimento. Due mesi dopo che le domande erano state rivolte, quando i cardinali hanno saputo che il Pontefice non aveva intenzione di rispondere hanno reso pubbliche le questioni. Che riguardano tutti, e che in buona sostanza si possono ridurre a una: è lecito, in peccato mortale e senza cambiare il proprio comportamento, fare la comunione?

L'araba fenice

Svelata la fonte di Scalfari e Bergoglio: è il quinto vangelo 


di Léon Bertoletti
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A malincuore, ecco, a malincuore. Nella controversia scritturistica tra due fondatori di chiese cartacee, tra due biblisti del giornalismo, tra due apostoli in comunità di fedeli lettori, tra due direttori magni, tra due dottori filosofi e teologi, sant’Eugenio da Civitavecchia e il beato Vittorio da Bergamo, tocca dare ragione al primo, purtroppo. Scalfari scrive di “quattro Vangeli sinottici”. Feltri lo bacchetta, spiegando che “i Vangeli canonici sono quattro, mentre i sinottici sono tre”. Ufficialmente è questo che s’insegna ai corsi dei chierici, ma a sproposito. Repubblica, si sa, è come la Bibbia: non sbaglia mai nemmeno quando sbaglia e non fa errori di distrazione. Libero, invece, è un manuale di magia nera. Forse per effetto di qualche strana pozione, per aver bevuto l’intruglio dell’amnesia al posto del caffè mattutino, il suo direttore dimentica il mito, la leggenda, la tradizione orale; cancella l’arcidiacono Pacifico, il manoscritto di Vivario, il monaco greco, fra Michele minorita, il convito di Lione, Pietro d’Artois, il cavalier Du Breil, il sacerdote Domenico De Lellis; tralascia, insomma, Mario Pomilio e il mistero del Quinto Evangelio.

Bergoglio e Lady Gaga uniti nella lotta


IL CAOS? E’ IL METODO DI GOVERNO DEL GLOBALISMO.


A Teheran, fra i partecipanti alla conferenza  internazionale New Horizon, ho potuto conosce finalmente il Comitato Invisibile di Tarnac, autore  collettivo, nel 2008,  del breve, ma epocale saggio “Gouverner Par le Chaos”.  Governare attraverso il caos.
Rievoco in breve la storia, ovviamente ignota ai lettori. Nel novembre 2008,  la polizia francese arrestò in modo estremamente vistoso, brutale e  mediatico una decina di giovani abitanti a Tarnac, un  paesino del Corrèze, con l’accusa di progettare atti terroristici e di averne già messi in atto altri,  come danneggiamenti  alle linee ad alta velocità (TGV). In inchieste durate anni, s’è scoperto che: terroristi anarchici di Tarnac erano controllati giorno e notte (è il caso di dirlo)   da un poliziotto britannico che si era infiltrato,  e aveva messo incinte alcune signorine del gruppo terroristico; che i servizi francesi  ne sapevano ogni mossa; che i danneggiamenti al  TGV erano stati perpetrati da ecologisti tedeschi. Alla  fin fine, si intuisce cha la sola cosa per cui il potere ha considerato pericoloso e da smantellare il gruppo di Tarnac, la vera bomba da esso confezionata, era proprio il libretto – una novantina di pagine – concepito nel loro ambiente:

Una babelica confusione

IL MALE MODERNISTA

    Il male partiva da lontano e non l’abbiamo visto. I tanti preti infedeli e narcisisti che non hanno il fegato di dire che il cristianesimo è solo una creazione umana e che essi non credono in alcun Dio trascendente 
di Francesco Lamendola  





La ventata di modernismo che si è abbattuta sulla Chiesa cattolica in questi ultimi anni, specialmente sotto il pontificato di Francesco, e che ha di fatto sostituito una neochiesa gnostica e massonica, anzi, una vera e propria contro-chiesa, alla Sposa di Cristo, veniva da lontano e non abbiamo saputo vederlo per tempo, né comprendere quanto fosse grande e imminente il pericolo che esso rappresentava, per la fede cattolica e per le anime.
Di fatto, sin dagli anni Novanta del secolo scorso, sotto il pontificato di Giovanni Paoli II, e poi, al principio di questo secolo, durante il pontificato di Benedetto XVI, la ventata modernista ha bussato con la forza di un vento d’uragano alle porte della Chiesa e delle nostre coscienze, mostrandosi con il suo vero volto: non c’era bisogno di riconoscerlo, esso non si nascondeva, né si travestiva, ma sfidava ormai apertamente la vera dottrina per adulterarla e per sostituirla con la sapienza del mondo, sempre rincorrendo le mode, la popolarità, l’applauso facile, gli umori del secolo, e carezzando le debolezze umane. Puntando le artiglierie contro un “nemico” sin troppo facile, cioè una Chiesa e una gerarchia arroccate a difesa, chiuse nel loro orticello e insensibili al “grido” degli ultimi, e specialmente dei “poveri” (una parola passe-partout coniata in omaggio alla demagogia pura e semplice, quasi che il povero abbia sempre ragione, anche in questioni di dottrina e di fede), i modernisti, agendo dall’interno del clero cattolico, hanno mirato a trovare un compromesso e una conciliazione fra il Vangelo e i due aspetti salienti della civiltà moderna: lo scientismo e l’edonismo. 

Senza darlo a vedere




Fatima liquidata


Ci sono due vie per diventare refrattari alla realtà – alla realtà pura e semplice, quella che si mostra nella sua evidenza a chiunque abbia una mente sana. Una è quella del sentimentalismo narcisistico: ripiegato su ciò che “sento” o “non sento”, sono tutto teso a gustare le mie sensazioni, pensando di trovarvi Dio o di percepire la sua grazia quasi fosse un fenomeno fisico, piuttosto che un dono soprannaturale. L’altra è quella dell’intellettualismo contorto, che “piega” la realtà ai miei schemi mentali fino a farvi rientrare qualsiasi cosa, anche la più abnorme. Il denominatore comune è la centralità dell’io, che ha bisogno di garantire il proprio benessere. La seconda opzione è da sempre la specialità dei clericalismi di opposte sponde, ma anche la prima, grazie ai movimenti ecclesiali, si è conquistata un posto di tutto rispetto. Sono poi possibili anche varie combinazioni: per giustificare scelte dettate dall’emotività, posso sempre tentare ardite arrampicate sugli specchi con gli attrezzi della teologia, antica o moderna.


Locústa, et bruchus

Il Grillo "sparlante" ammette il complotto anti-Sarah
La lettera di Benedetto XVI a sostegno del cardinale Sarah e della sua azione a difesa della liturgia autentica, ha fatto saltare i nervi a chi sta procedendo a una rivoluzione "protestantizzante". E così il liturgista Andrea Grillo si lancia in un violento attacco contro Sarah e Benedetto XVI e rivela il piano per far fuori Sarah. E anche il cardinale Maradiaga ci mette del suo...
Se qualcuno poteva avere dei dubbi riguardo al significato della post-fazione di Benedetto XVI al libro sul silenzio del cardinale Robert Sarah (vedi qui), ci ha pensato uno dei “golpisti” a fugarli. Il liturgista Andrea Grillo, docente al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e considerato molto apprezzato a Santa Marta, si è infatti scagliato con inaudita violenza contro il cardinale Sarah («incompetente» e «inadeguato») e Benedetto XVI, sempre definito Ratzinger o vescovo emerito, nonché causa del “fallimento” (clicca qui).