ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 18 maggio 2017

Un serpente con la bocca aperta

È stato proposto uno strano logo per la giornata mondiale della gioventù.


Sabato scorso è stato divulgato il logo della Giornata Mondiale della Gioventù, che sarà tenuta a Panama (22-27 gennaio 2019).
È stato progettato dalla studentessa Ambar Calvo (20 anni) e secondo l'autrice mostrerebbe il canale di Panama, la silhouette di Nostra Signora e una croce.

Molti interpretano il logo come un serpente con la bocca aperta che divora la croce, la quale sembra sciogliersi all'interno del corpo del rettile.

Foto: © World Youth Day, #newsEhahvkqhdn
https://gloria.tv/article/6mvqtL8qdqpZBdu3NUFzFLcoq

La curia di Reggio Emilia e la processione in riparazione del gay-pride: la fantasia al potere 


Il vescovo ha già fatto sapere che lui non vede, non sente e non parla. Invece parla il responsabile della “pastorale giovanile”, al quale va riconosciuta una creatività non indifferente. Interessanti novità in tema di dottrina e di morale. Buone probabilità di dichiarare lecito anche l’omicidio. E questa sarebbe “Chiesa cattolica”? Ma per favore…
di Paolo Deotto

Alcune certezze terrificanti


L’immenso viaggio e il miliardo di euro da dare


DI MIGUEL MARTINEZ
kelebeklerblog.com
Come sapete, di Repubblica parlo spesso, volentieri e male.
Ma questa volta c’è un articolo straordinario su una delle questioni fondamentali dei nostri tempi: le centinaia e centinaia di migliaia di giovani maschi africani che rischiano la vita, e spessissimo la perdono, per arrivare in Europa.
Quando un giornalista d’Occidente cerca di raccontare storie d’altri, sappiamo che di mezzo c’è una marea di storie, un’infinità di mondi orali che esulano da ogni comprensione dell’idiota medio iperletteralizzato delle parti nostre, con  i suoi Principi, le sue Certezze e tutto il resto.
Però qualcosa, in mezzo alle storie, passa:

Apericena


I forni di Assad

IL MATTATOIO
Il Dipartimento di Stato americano ha comunicato al mondo la notizia sconvolgente che Assad ha costruito forni crematori per eliminare ogni traccia delle esecuzioni di massa che sta conducendo contro gli oppositori.
In una conferenza stampa il 15 maggio scorso, Stuart Jones, vice-Segretario per gli Affari del Vicino Oriente, ha dichiarato che: “a partire dal 2013 il regime siriano ha installato un forno crematorio all’interno della prigione di Saydnaya. Lo scopo è eliminare le prove e nascondere l’entità della omicidi di massa che avvengono nel carcere stesso”.

Il carcere di Saydnaya è venuto alla ribalta della cronaca nel Febbraio scorso, quando Amnesty International ha pubblicato un report di 40 pagine intitolato: “Il mattatoio umano. Stermini di massa nella prigione siriana di Saydnaya”.
Il documento è un atto di accusa senza riserve dei crimini che il regime di Assad avrebbe commesso all’interno della prigione militare a 30 km a nord di Damasco, dove dal 2011 “migliaia di persone sono state giustiziate extragiudizialmente in massacri di massa effettuati di notte e nel massimo segreto”.

Consputuros fuerint?

E. Frezza dal quotidiano La Croce: ‘Sputateci pure addosso, il 3 giugno ci saremo e sfileremo orgogliosi’


Cattura
Con un articolo di rara potenza (ottimo contraltare alla rara pavidità di Famiglia Cristiana: ) Elisabetta Frezza lancia dalle colonne del quotidiano “La Croce” il suo invito alla Processione del 3 giugno. Ne riportiamo la felice conclusione [RS]:

Pulcinella?

Ora gli esperti di geopolitica cominciano a riflettere su cosa c’è dietro la misteriosa “rinuncia” di Benedetto XVI 

benedetto-xvi

Nell’ultimo numero – appena uscito – di Limes, l’autorevole rivista di geopolitica dello stesso gruppo editoriale di Repubblica ed Espresso, viene pubblicato un saggio del professor Germano Dottori, che si occupa di Studi strategici presso la Luiss, è consigliere scientifico di Limes, membro di altri importanti centri studi ed è stato consulente presso commissioni della Camera e del Senato in materia di affari esteri e difesa.

Dunque il saggio di Dottori – intitolato “Perché ci serve il Vaticano” – ricostruisce lo stretto e decisivo legame fra la politica estera della Stato italiano e la presenza a Roma del papato che ha un’influenza planetaria. Un rapporto anche conflittuale.


Servus servorum Dei?

MA IN COSA CREDE, COSTUI ?

    Una nuova "Controchiesa". Ma in che cosa crede, costui? francamente, fino ad oggi non lo si è capito molto bene. Lo si è sentito fare affermazioni bislacche, sgradevoli, sconvenienti, e anche proferire qualche bestemmia 
di Francesco Lamendola  






Dal marzo del 2013, un miliardo e 300 milioni di cattolici sono appesi al filo delle sparate incessanti di papa Francesco, il quale, col suo protagonismo, col suo autoritarismo (nessun papa lo è mai stato tanto, nei tempi moderni), col suo sfrenato narcisismo, ha attirato l’attenzione su di sé a un punto tale, che la Chiesa, e perfino il Nostro Signore Gesù Cristo, sembrano tutt’uno con lui; mentre lui, fino a prova contraria, è solamente il pastore del gregge, il servus servorum Dei, e quindi non avrebbe alcuna autorità per fare e disfare, come sta facendo, creando una situazione, come lui stesso ha detto, dalla quale non si potrà più tornar e indietro.
Sorge perciò la domanda: in che cosa crede, costui? Perché, francamente, fino ad oggi non lo si è capito molto bene. Lo si è sentito fare affermazioni bislacche, sgradevoli, sconvenienti, e anche proferire qualche bestemmia; come quando ha detto che Gesù, sulla croce, si è fatto diavolo, si è fatto brutto da fare schifo (mentre san Paolo, che alcuni citano per “scusare” quella frase, ha detto che Gesù, sulla croce, si è fatto peccato, concetto teologicamente appropriato, ma che non ha nulla a che fare con le cose dette da Bergoglio); o come quando ha dichiarato che, nella Santissima Trinità, le tre Persone sono sempre intente a litigare fra di loro (e dove lo ha sentito dire?), senza però che nulla traspaia all’esterno; non solo discordi, dunque, ma anche ipocrite. Pertanto, è lecito, anzi, è doveroso, domandarsi in che cosa creda costui.
Un nostro amico sacerdote ci esprimeva tutto il suo disagio, tutta la sua sofferenza, per l’indirizzo che la Chiesa cattolica sta prendendo, precisamente sotto l’impulso e l’incoraggiamento di papa Francesco, anche se la deriva risale a molto prima e cioè agli anni del Concilio Vaticano II.

Gosposta?

http://www.lafedequotidiana.it/la-vignetta-del-giorno-francesco-gordon-15052017/


Monsignor Sigalini: “Papa Francesco male interpretato su Medjugorje”


“Papa Francesco non ha criticato Medjugorje, sbaglia chi interpreta le sue parole in quel modo, si legga il testo  con attenzione e senza prevenzione.” Lo afferma a La Fede Quotidiana Monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina che commenta il contenuto delle dichiarazioni papali al ritorno da Fatima su Medjugorje.
Eccellenza, Papa Francesco, ancora una volta, ha detto che non gli  piace una Madonna  postino e questa volta espressamente ha accostato  le sue affermazioni a Medjugorje…
” Non mi pare una novità. Nel recente passato aveva detto le medesime cose, dove sta la notizia? Io penso, tuttavia, che non abbia parlato male o criticato Medjugorje in quanto tale. Sbaglia dunque chi interpreta le sue parole in quel modo, si legga il testo con attenzione e senza prevenzione”.

Più di una blindatura?

Ratzinger "torna in campo" con il cardinale isolato da Francesco

L'anticipazione della prefazione di Ratzinger al libro del cardinale Sarah fa ipotizzare un "clamoroso" ritorno nell'arena ecclesiale del papa emerito

Benedetto XVI si è sempre tenuto in disparte. O quasi. Da quanto Joseph Ratzinger ha abdicato al trono di Pontefice, non ha mancato in alcune occasioni di mandare alcuni messaggi, senza mai presentarsi in netta contrapposizione con papa Francesco.

Ratzinger vs Bergoglio?

L'ultima "discesa in campo" risale a pochi giorni fa, quando Benedetto XVI ha dichiarato che "con il cardinal Sarah la liturgia è in buone mani". A prima vista si direbbe nulla di strano. In realtà come spiegato da Riccardo Cascioli su La Bussola Quotidiana, "il Papa emerito – pur con il suo stile discreto - scende direttamente in campo a difesa del cardinale Robert Sarah che, come prefetto della Congregazione per il Culto divino, è stato ormai isolato ed emarginato dalle nuove nomine di papa Francesco, e pubblicamente smentito nel suo indirizzo dallo stesso Papa".