ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 13 maggio 2017

Fatimafobia

Le parrocchie italiane si impegnano per la Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia

        


La scristianizzazione della società non provoca impegni del genere: dozzine di parrocchie italiane hanno deciso di essere in prima linea contro ciò che i benpensanti chiamano «l’omofobia». Così hanno architettato diverse iniziative per la Giornata mondiale di lotta contro l’omofobia e la transfobia, che avrà luogo il prossimo 17 maggio: veglie e incontri sono al centro dei preparativi per combattere «le discriminazioni»… e cambiare le mentalità nei confronti dell’omosessualità e di tutte le deviazioni che ne derivano.

Un’offensiva pro-Lgbt diretta da ecclesiastici molto gay-friendly e certamente ispirati dalle diverse prese di posizioni di Papa Francesco sull’argomento: più di una volta il pontefice argentino ha espresso dichiarazioni o compiuto delle azioni equivoche a favore del mondo arcobaleno. Dal suo «Chi sono io per giudicare?» alla sua richiesta di «accompagnare le persone che intraprendono un cambiamento di sesso», egli ha dato il via al grande cantiere per la trasformazione della dottrina della Chiesa su queste questioni morali.

Inimica vis


Vaticano okkupato

Il terrore è palpabile negli uffici della Curia Romana. Cellulari e caselle di posta elettronica dei suoi funzionari sono tenuti sotto controllo. I membri di interi dicasteri sono stati rinnovati in senso progressista, i loro titolari – se rimasti al loro posto – completamente esautorati. I vescovi del mondo vivono con l’incubo di una rimozione infamante per “negligenza” nel trattamento dei casi di abusi. I professori delle facoltà teologiche vengono sorvegliati e le loro lezioni passate al vaglio per verificare che siano in linea con il “nuovo corso”. Chierici e religiosi sono segnalati ai superiori, se parlano anche solo un po’ troppo del Papa; chi lo attacca pubblicamente (cosa che sotto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI era all’ordine del giorno) è prontamente fatto a pezzi. Dal colle vaticano, dove regna un clima di sospetto e paura, alle estreme “periferie” della Chiesa Cattolica, dove può sparire chi non è omologato, ci si sente prigionieri di un vero e proprio regime totalitario. Non c’è che dire: è proprio la “chiesa della misericordia”…

La mia madonna non é la vostra!

 Il Papa a Fatima "rilegge" la Madonna
«Grande ingiustizia si commette contro Dio e la sua grazia, quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre – come manifesta il Vangelo - che sono perdonati dalla sua misericordia!». Forte il richiamo di Papa Francesco sulla spianata del Santuario di Fatima alla Cova da Iria, con una parola sul primato della misericordia che è risuonata davanti alla folla convenuta per la recita del Rosario in occasione del centenario delle apparizioni mariane che più hanno segnato la storia recente della Chiesa. 
Un viaggio breve quello di Papa Francesco a Fatima, è arrivato ieri pomeriggio alle 16,30 ora portoghese, e tornerà a Roma oggi, atterrando a Ciampino verso le 19 ora italiana. Un viaggio importante, a ricordo di quel 13 maggio 1917 in cui tre pastorelli, Lucia dos Santos e i suoi due cugini Francesco e Giacinta Marto, mentre pascolavano le pecore presso il terreno della Cova da Iria videro la Santa Vergine Maria. Fino al 13 ottobre di quello stesso anno, per sei volte, la Madonna apparve ai tre bambini, consegnando loro un messaggio per tutta l’umanità: l’urgenza di un ritorno a Dio degli uomini e delle nazioni, la preghiera e la penitenza.
QUALE MARIA?

Parole doppiamente strane

CHI O COSA E' MAESTRO DI VITA?

    Lo strano "storicismo" e i misteriosi piani della Divina Provvidenza di Giovanni XXIII: non è più l’uomo che s’innalza verso Dio è Dio che viene abbassato a forza al livello degli uomini perché la Sua altezza dà fastidio 
di Francesco Lamendola  




Nel suo discorso d’apertura del Concilio Vaticano II, il’11 ottobre 1962, Giovanni XXIII, fra le altre cose, polemizzava con i “profeti di sventura” che, nel tempo presente, “non sanno vedere altro che rovine e guai”, mentre non vedono “ i misteriosi piani della Divina Provvidenza”, e si fissano su ciò che va male, “quasi incombesse la fine del mondo”.
Parole strane, incongrue, dissonanti dalla retta dottrina e dallo stesso Magistero, e per vari motivi; primo fra tutti, perché il cristiano sa che la fine del  mondo verrà certamente, anche se non è possibile dire con certezza quando verrà; ma sa, comunque, perché lo ha insegnato Gesù Cristo, che occorre vegliare sempre e stare pronti a scorgere i segni, perché il regno di Dio verrà all’improvviso, portando con sé il Giudizio, e bisogna farsi trovare pronti e svegli, con la lucerna accesa, e non al buio, come gli sciocchi e gl’imprevidenti.