ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 11 maggio 2017

Sequentia doloris


Lettera di Don Chistian Bouchacourt

Superiore del Distretto di Francia della Fraternità San Pio X
sulla rimozione dei sette decani della Fraternità che hanno pubblicato la Lettera aperta ai fedeli
 

10 maggio 2017


FRATERNITA’ SACERDOTALE SAN PIO X

Il Superiore del distretto

Suresnes, 10 maggio 2017

Oggetto: Matrimoni FSSPX

A tutti i sacerdoti
del distretto di Francia

Per conoscenza
Alle comunità amiche


Cari confratelli,

In seguito agli avvenimenti dolorosi che hanno motivato la mia lettera di domenica scorsa, vi informo sulle novità della presente situazione e vi comunico le decisioni che esse mi hanno portato ad assumere.

Innanzi tutto voglio ritornare su una espressione impiegata nella mia lettera. I termini «disprezzo e rigetto», sicuramente di una durezza eccessiva, riguardavano le circostanze intorno alla pubblicazione del documento. E’ evidente che da parte mia non c’era alcuna volontà di disprezzare i suoi autori. Il testo diffuso presenta certo degli errori, delle insufficienze, ma se fosse stato proposto con lealtà prima della pubblicazione sia al distretto sia alla Casa Generalizia, avrebbe meritato di essere studiato ed emendato, come peraltro lo studio che vi ho già inviato. E’ il modum impiegato che, essendo inaccettabile perché sovversivo, ha comportato il mio rifiuto di considerare il contenuto del documento. Il fine non giustifica i mezzi.

Sin da allora, bollati quali “tradizionalisti”

PROFETI DI SVENTURA ?

    Ma se sono la voce di Dio ! le parole e il luogo in cui vennero pronunciate: l’assemblea riunita in apertura del Concilio Vaticano II; il tempo, giovedì 11 ottobre 1962; e colui che le disse, il sommo pontefice Giovanni XXIII 
di Francesco Lamendola  





Mai, forse, un male più grande è stato fatto allo spirito religioso con così poche parole, e pronunciate, forse, con le migliori intenzioni: ma, per la solennità del luogo e del momento, nonché per l’autorità di chi le proferiva, quelle parole si sono depositate nelle coscienze e hanno plasmato addirittura l’immaginario collettivo dei credenti e dei non credenti, al punto da entrare nel linguaggio comune, anche del tutto staccate dal contesto originario.
Le parole sono queste: A noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo; il luogo in cui vennero pronunciate, l’assemblea riunita in apertura del Concilio Vaticano II; il tempo, giovedì 11 ottobre 1962; e colui che le disse, il sommo pontefice Giovanni XXIII. Facevano parte del suo discorso inaugurale ed erano rivolte non solo ai padri conciliari, convenuti a Roma, in San Pietro, da tutti e cinque i continenti, in un’atmosfera febbrile, carica di elettricità e d’impazienti, grandiose aspettative, ma anche al mondo intero, e particolarmente ai media, che seguivano l’evento con eccezionale interesse e lo diffondevano, attraverso la televisione, la radio e la stampa, presso un pubblico di miliardi di persone.

L’ignoranza insegnata come dottrina.




La Rivoluzione ignorante


(OVVERO SULLA NUOVA DOTTRINA DISORIENTANTE)

«Né mai ho letto una sillaba de' libri; ma bene mi fatico a leggere il passionato Christo».
(Beato Tommaso da Olera)

Una capra


Quando ho letto su queste pagine il pezzo che citava una pubblicazione dell’Osservatorio Giovani e dell’Istituto di Studi Superiori “Giuseppe Toniolo”,  dal titolo “Dio a modo loro – Giovani italiani e religioni”, non ho potuto fare a meno di notarne le modalità grafiche:

«La religione che vorrei: LIBERA da un opprimente senso del proprio peccato, con un RAPPORTO Più DIRETTO CON DIO, con una minore presenza di mediatori, una religione SERENA E “COLORATA”, come l’induismo.”; ancora: “La religione che i giovani desiderano è INCLUSIVA, PACIFICA, TOLLERANTE DELLE DIFFERENZE, e anche SEMPLICE, senza troppe rigidità e orpelli».

Infatti, la tecnica dell’abuso delle capitali come nemmeno il generale Sherman è identica a quella utilizzata dal nostro “don Ariano” – curioso, deve essere una pratica di costrizione psicologica comune ai neomodernisti e, dato il sintomo da disturbo mentale, sarebbe interessante rintracciare il “paziente 0”.

Ma, a proposito di religioni colorate, “Dio a modo loro” e liturgofobi, in parrocchia, a quanto sento, procede quello che è ormai noto come “Metodo KKK”, che io chiamo “Fascicolo Openshaw”, ovvero la moltiplicazione e distribuzione di semi avvelenati che miete sempre nuove vittime. E si riassume così:

Paglia in pillole


HUMANAE VITAE. VOCI SU UNA COMMISSIONE DI STUDIO VATICANA PER ESAMINARE L’ENCICICLICA DI PAOLO VI.

In Vaticano indiscrezioni di buona fonte fanno filtrare che il Pontefice sarebbe sul punto di nominare – o avrebbe addirittura già formato – una commissione segreta per esaminare ed eventualmente studiare modifiche alla posizione della Chiesa in tema di contraccezione, così come è stata fissata nel 1968 da Paolo VI nell’enciclica Humanae Vitae. Fu quello l’ultimo documento del genere firmato da papa Montini, e era la formalizzazione di quanto il Concilio Vaticano II aveva elaborato su questo tema.

I cristiani lo sanno, ma tendono a dimenticarsene

SONO GIUNTI GLI ULTIMI TEMPI

    Apocalisse? I cristiani lo sanno ma tendono a dimenticarsene: sanno che la fine dei tempi verrà che ci sarà una battaglia finale tra Bene e Male che verrà l’anticristo e infine Gesù Cristo tornerà sulla terra per l’ultima volta 
di Francesco Lamendola  




I cristiani lo sanno, ma tendono a dimenticarsene: sanno che la fine dei tempi verrà; che ci sarà una battaglia finale tra il Bene e il Male; sanno che il diavolo li passerà al vaglio come il grano, e che dovranno affrontare la prova suprema, fin dentro la Chiesa; che verrà l’anticristo, e che sedurrà molte anime; e infine che Gesù Cristo tornerà sulla terra, per l’ultima volta, per porre il sigillo alle vicende umane e all’intero universo materiale, aprendo la porta dell’eternità: i malvagi destinati alla dannazione, i santi alla beatitudine.
È da molto, troppo tempo che la Chiesa ha smesso di parlare di queste come, degli ultimi tempi. È da tanto, troppo tempo che i cristiani non si rileggono il libro dell’Apocalisse. Sono caduti in una evidente contraddizione: pur dicendosi seguaci di Cristo, non hanno voluto accogliere tutto intero il Vangelo, ma solo la parte che pareva loro più comoda e meno impegnativa, e, soprattutto, che incuteva loro meno timore. Hanno voluto vedere solo la parte lieta e gioiosa: che c’è, senza dubbio: perché il Vangelo è l’annuncio di un mondo di luce, del Regno di Dio. Tuttavia, questa luce deve ancora essere raggiunta; gli uomini vi sono chiamati, ma devono fare la loro parte di strada: come gl’invitati al banchetto della parabola di Gesù, può darsi che molti di essi non si rivelino degni dell’onore che era stato fatto loro, invitandoli. I cristiani moderni hanno voluto sottoporre il Vangelo al vaglio della ragione e della scienza: hanno smesso di leggerlo con fede, hanno preteso di sostituire alla fede le scienze storiche, l’antropologia, la filologia, l’archeologia; sono giunti al punto di dubitare di quel che è scritto nei quattro Vangeli, di pensare che si tratti di racconti puramente umani, imprecisi, forse addirittura fuorvianti. Un alto esponente della Chiesa cattolica ha testé dichiarato che, in realtà, noi non sappiamo cosa abbia detto e fatto Gesù Cristo, perché, ai suoi tempi, non erano stati inventati i registratori.

Il diavolo è “loico”


ATTI DI FORZA. GLI OLIGARCHI “SANNO DI AVERE POCO TEMPO”.


Macron farà “le  riforme”  che Berlino chiede,  spiega Le Monde.  Le farà nei primi cento giorni.  E, applaudendo alla bravura: Le farà “per decreto”, senza passare per   le camere. In cui non ha maggioranza. I sindacati scenderanno in piazza? I sindacati protestano sempre per qualunque ragione,hanno già protestato il giorno dopo la  trionfale elezione del candidato europeista. L’importante, è capire la strategia. Ad ogni richiesta di  Parigi alla Germania  di fare “più Europa”, ossia di emettere titoli di debito europei (mettere in comune i debiti pubblici) e soprattutto   ridurre l’enorme attivo commerciale tedesco, Berlino ha  risposto: prima fate le “riforme”, tagliate i vostri costi del lavoro, del sistema pubblico.

“Penser Printemps”, era il suo slogan. “Pensate Primavera”.

"Oggettivamente disordinata"

Le veglie anti-omofobia in chiesa

“La Repubblica” ha dato la notizia con toni euforici: finalmente la Chiesa si è schierata apertamente contro l'omofobia. Così titola questa novità il giornale di Scalfari: “Porte aperte ai gay, la svolta della Chiesa. In parrocchia le veglie antiomofobia”. Il “non giudicare” di Papa Francesco, secondo gli articolisti, ha dato i suoi frutti. Basta discriminare, adesso tocca accogliere e, perché no, dare spazio al matrimonio omosessuale. Per i giornali più avveduti è un atto di sottomissione, di conformismo al mondo, un chiaro gesto di resa agli assalti del mondo. Forse, per piacere di più, il cattolicesimo vuole darsi una veste “giovanile” e “fresca”, spazzando fuori ciò che risulta sgradito ai più. Il 17 maggio ricorrerà la “Giornata mondiale contro l'omofobia” e diverse parrocchie italiane hanno annunciato di partecipare all'evento. I protestanti già da tempo hanno aperto le loro porte al mondo LGBT e adesso i cattolici si sono schierati al loro fianco.