ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 7 maggio 2017

La buona strada


Fatima. Il rinnegamento degli inganni della modernità...
A Fatima la Madonna propone una via di conversione radicale che si presenta come conversione dal naturalismo alla Fede soprannaturale, dal primato dell’immanenza al primato della trascendenza, dal primato dell’uomo al primato di Dio.

Se l’evangelico messaggio di Fatima è un nutrito e santificante programma di spiritualità cattolica, indica anche con estrema chiarezza che l’umanità deve preparare la strada a questo programma di santità offerto dagli appelli della Madonna e dell’Angelo della Pace (“pars construens”) applicando un rimedio previo necessario (“pars destruens”) se si vuole intraprendere la strada di un’autentica conversione di vita. Questo rimedio previo ha tutto il valore di una predisposizione imprescindibile ed è la necessità di rifiutare, di rinnegare gli inganni della modernità ritornando ad una concezione della vita sacrale, alla stregua di quella che caratterizzò la Civiltà cristiana del Medioevo.
Infatti «a Fatima la Madonna ha fatto una lettura decisamente negativa della modernità [...]. Dare ascolto alle parole della Madonna di Fatima significa [...] rigettare la mentalità che è alla base degli aspetti rivoluzionari del mondo moderno; vuol dire intraprendere un cammino di conversione, nel senso proprio della parola, cioè un tornare indietro salvo poi riprendere la buona strada laddove si era lasciata. E la buona strada non è altra che quella della Civiltà cristiana, che si tratterebbe dunque di restaurare» (1).

Chi nuoce e chi no..

Nuoce gravemente alla salute eterna

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Contro l'acidità di stomaco


THE POLITICAL POPE. UN LIBRO NEGLI USA ANALIZZA CRITICAMENTE IL PONTIFICATO DI BERGOGLIO.


Ci sembra interessante rilanciare qualche brano dell’intervista che Maike Hickson, di OnePeterFive, ha fatto a George Neumayr, autore del libro “The Political Pope”, e il cui sottotitolo è: “Come papa Francesco sta deliziando la Sinistra liberal e abbandonando i Conservatori”. Il libro di Neumayr, che è uscito il 2 maggio scorso negli Stati Uniti, è un’analisi critica dei primi quattro anni del regno di papa Bergoglio. Non sappiamo se e quando uscirà in Italia; ma certamente è un contributo al dialogo sulla situazione della Chiesa far sentire una voce come quella di Neumayr.

Zitti e quatti

La fondatrice di Moas: "Indagini sulle Ong? In aula e con segretezza"

Regina Catrambone: "Se bisogna fare un'indagine ben venga, ma non gli stillicidi mediatici, facciamoli nelle aule dei tribunali con le porte chiuse e con la segretezza..."
"Io non lo vedo il procuratore Zuccaro. Noi vorremmo collaborare con tutti.

Tutti mi chiedono di questo procuratore, ma io non lo conosco e credo che lui non conosca né me né mio marito. Se bisogna fare un'indagine ben venga, ma non gli stillicidi mediatici, facciamoli nelle aule dei tribunali con le porte chiuse e con la segretezza...". Lo ha detto Regina Catrambone, fondatrice dell'Ong Moas, oggi a Catania, dopo lo sbarco di 394 migranti e del cadavere di un ragazzino trovato morto sul gommone ucciso da un colpo di arma da fuoco.

Disorientamento Pastorale



⇛⇛ DAL CANALE "thomaquinas" link qui ⇓⇓⇓ https://www.youtube.com/channel/UCIXD...
"L’ Autore del saggio - DANILO QUINTO (Bari 1956), giornalista e saggista. Dirigente per molti anni del Partito Radicale, se ne allontanò dopo la conversione alla fede cattolica, come egli stesso racconta nel libro-verità intitolato Da servo di Pannella a figlio di Dio (2012). Sugli argomenti di questo libro ha pubblicato vari libri, tra i quali il saggio intitolato “Ancilla hominis”: la Chiesa è il Corpo Mistico dell’uomo? (2015)."
⇛⇛⇛ https://www.youtube.com/watch?v=-0GT2...

Disorientamento Pastorale - Danilo Quinto - Firenze 2017

Altro che «effetto Bergoglio»!

La messa è finita: tre italiani su quattro non vanno in chiesa

A salvare piccole e grandi parrocchie restano soltanto gli anziani: sono il 40% dei fedeli


Roma - Don Gabriele da 25 anni presta servizio tra i residenti di Corviale, alle periferie occidentale della Capitale.

Se provate a chiedergli perché la parrocchia di San Paolo della Croce è sempre mezza vuota, allarga le braccia, sorride di un sorriso amaro, e risponde: «Qui non è che manca la fede. Qui il problema è che c'è troppa modernità e troppo cemento». I pochi residenti che frequentano le messe preferiscono prendere un autobus (anche se per la maggior parte di loro, vista l'età, è un sacrificio) e andare a prendere la comunione a San Girolamo, verso la Portuense, con la sua aria rassicurante fatta di tetto spiovente e facciata a cortina.

Ma Gesù avrà mai riso?

L’umorismo di Dio 


di Carla D’Agostino Ungaretti

“Signore, / dammi una buona digestione / e naturalmente anche qualcosa da digerire . / Donami la salute del corpo / e il buonumore necessario per mantenerla … /  Dammi, Signore, il senso dell’umorismo. / Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo, / per scoprire nella vita un po’ di gioia e farne parte anche agli altri. / Amen”. (S. Tommaso Moro).
Quando molti anni fa lessi l’anticristiano, ancorché pregevole, romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”, mi sentii stimolata ad andare alla ricerca del mio antico testo di religione del Liceo per rinfrescarmi un po’ la memoria in merito ad un problema  catechistico di cui avevo sentito parlare durante la mia formazione cristiana ma che, col passare degli anni, avevo finito per dimenticare.  Il problema riguardava l’umorismo nella Sacra Scrittura e suscitava un interrogativo davvero intrigante: “Gesù avrà mai riso?”. Ma anche allora le pressioni esercitate su di me dal lavoro e dalla famiglia mi costrinsero ad occuparmi di altre priorità, il tempo passò inesorabilmente e la mia curiosità si affievolì nel dimenticatoio.

Forse che si scotterebbero la lingua

GESU'E'IL SOLO CAPO DELLA CHIESA

    «Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa». A lui e solamente a lui è giusto e doveroso guardare, quando la fede vacilla; a lui e solamente a lui spetta di condurre la barca di Pietro, servendosi dell’opera umana 
di Francesco Lamendola  



In questo momento storico così delicato per la vita della Chiesa e per tutti i seguaci di Gesù Cristo, quando le folle appaiono sedotte da un pastore del gregge che non agisce da pastore, ma da lupo travestito da pastore, e che non si cura della salute delle sue pecorelle, ma che incessantemente ricerca l’applauso e la lode per se stesso, e intanto semina errori teologici e pessimi esempi pastorali, il tutto nella cornice di una liturgia che non ha più nulla di sacro ma che pare ideata apposta per allontanare la anime da Dio, si può trovare un grande conforto nella rilettura di quel poema in prosa che è anche un altissimo documento dogmatico, contenuto quasi al principio della Lettera ai Colossesi (1, 13-20), in cui san Paolo tocca uno dei vertici della scienza delle cose divine, ma anche della sua ricca, profonda e generosa umanità

Noi non sappiamo quando avverrà ciò

Perché il terzo segreto di Fatima non è stato rivelato nel 1960?

Intervista ad Antonio Borelli

a cura di Benoît Bemelmans
Siamo nel centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, un tema scottante sul quale gravano ancora tante domande. Per esempio: perché il “terzo segreto” non è stato rivelato nel 1960 come, invece, sollecitato dalla stessa Madonna? Lo abbiamo chiesto al celebre specialista Antonio Borelli, autore del best seller internazionale (più di tre milioni di copie) «Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?».

Tradizione Famiglia Proprietà - Nel consegnare il terzo segreto di Fatima, suor Lucia chiese di non renderlo pubblico prima del 1960. L’attesa per la sua rivelazione raggiunse quindi l’apice quell’anno. Ciò non avvenne, provocando grande frustrazione nei fedeli. Tuttavia, lungi dal diminuire, l’attesa andò aumentando, incoraggiando perfino speculazioni non sempre prudenti. Sembrerebbe che la Santa Sede non si aspettasse una tale reazione.
Antonio Borelli - Quando finalmente la Santa Sede rivelò la terza parte del Segreto, il 26 giugno 2000, volle compensare il suo precedente riserbo dandole un’ampia divulgazione. I giornalisti accreditati presso la Sala stampa del Vaticano furono tutti convocati e ricevettero una copia del libretto «Il Messaggio di Fatima», in una sessione presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, con la partecipazione di mons. Tarcisio Bertone, segretario della stessa congregazione e del direttore della Sala stampa Joaquín Navarro Vals. La sala era strapiena. Canali televisivi di tutto il mondo trasmisero la sessione in diretta.
Dopo gli interventi del cardinale Ratzinger e di mons. Bertone, il direttore della Sala stampa diede la parola ai giornalisti per eventuali domande. Vari reporter chiesero i motivi per cui i Papi avessero posticipato la pubblicazione del Segreto per ben quarant’anni. La domanda più articolata, a mio parere, fu quella dello scrittore e vaticanista Gian Franco Svidercoschi, già vice-direttore de L’Osservatore Romano.
Ecco la sua domanda, tratta dal video fornito dalla Sala stampa: