ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 4 maggio 2017

Trova la Chiesa che non va d'accordo con il mondo…

Le Profezie, OGGI ATTUALI, di Mons. Fulton Sheen


Sebirblu, 4 maggio 2017

Il dipanarsi degli eventi mette sempre più in luce, attualizzandole, molte profezie del passato che, uscendo dall'oblio, prendono vita nel fosco scenario di questi nostri tempi.

Certo, non ci saremmo immaginati mai che proprio noi e l'intera umanità d'oggi avrebbe vissuto in prima  persona i fatti narrati non solo in epoche remote come l'Apocalisse di Giovanni Apostolo, ma anche le visioni scritte in innumerevoli pagine antiche e moderne da santi, veggenti e mistici, giunte ora a compimento o in via di realizzazione.

Rientrano in questo novero le stupefacenti predizioni dell'arcivescovo Fulthon John Sheen che durante gli anni '40, con illuminata lungimiranza ha descritto quello che "vedeva" ‒ attraverso uno scorcio aperto nel futuro ‒ sul destino della Chiesa, sul Falso Profeta e sull'Anticristo, esponendoli con una precisione tale da farci sobbalzare comparandoli a ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi.

Per una panoramica maggiore consiglio vivamente tutti di confrontare gli altri articoli da me pubblicati sotto la voce "Profezie" e soprattutto quelli inerenti a "Bergoglio" il Falso Profeta ‒ che troverete nell'elenco delle Etichette qui a destra.

Complottismo? Dietrologia? Macché!

Ong, tutto molto trasparente


Perché prendersela tanto con le Ong? Perché insistere con l’avanzare populisticamente sospetti sulla loro attività? Dopotutto, non si capisce dove stia questa mancanza di trasparenza. Vi sono infatti Ong che da una parte svolgono la loro attività filantropica e, dall’altra – in almeno tre casi, quelli di Jugend Rettel, Sea Watch e Sea Eye –, si rifiutano di comparire di fronte alla Commissione difesa del Senato (fatto «motivo di preoccupazione», secondo Nicola Latorre del Pd, mica della Lega).

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Nota sui teologi di fama e appello ai Vescovi


Recentemente il nostro sito ha raggiunto una certa diffusione, grazie anche alla ripresa da parte di Timone e Corrispondenza Romana, per un articolo riguardante una conferenza subnormale tenuta da un "teologo di fama".
L'incontro è avvenuto davvero e le cose riportate sono state dette davvero e anzi sono continuamente ripetute in decine di incontri in tutta Italia.

A tal proposito dunque, qualcuno si è chiesto perché non pubblichiamo il nome del suddetto e si chiederà perché non pubblicheremo il nome dell'altro personaggio di cui parleremo questa settimana.

Ma questa è un’altra storia?


Quando i Cavalieri di Malta cacciarono i Gesuiti. Due volte


Tengono banco le vicende legate al Sovrano militare ordine di Malta, dopo le dimissioni di fra’ Matthew Festing e la successione al vertice, dal 29 aprile scorso, di fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto. Fatti che non hanno mancato di coinvolgere anche la Santa Sede e papa Francesco, confermando un rapporto non sempre facile. Anche con i Gesuiti.

Prima o poi, san Francesco sa farsi sentire…


Il francescanesimo del futuro annunciato da Radio Vaticana


(di P. Paolo M. Siano) Lo scorso 10 aprile i Ministri Generali di 3 delle 4 grandi antiche Famiglie Francescane hanno rilasciato un’intervista a Radio Vaticana rivelando che nei loro Ordini è in azione un movimento (guidato dalle rispettive gerarchie) che punta:
1°) a permettere a frati laici (professi di voti, non sacerdoti né diaconi) di accedere a uffici di “superiorato” (es.: Guardiano, Ministro provinciale, Ministro generale), il che viene ritenuto addirittura «una grazia» per i Francescani;
2°) a realizzare l’«unificazione» dei 4 Grandi Ordini (solo di quelli?), OFM, OFMConv., OFMCap, TOR. Sarebbe interessante sapere se questo progetto sia condiviso dalla maggioranza dei rispettivi Ordini (e in che misura), o se ci sia magari qualche perplessità di natura giuridica, storica, spirituale, amministrativa, economica. Nei limiti dello spazio concessomi offro qualche considerazione.

In infernum detrusum!

L'”infernologia” di Hans Urs von Balthasar



Trascrizione della relazione sul pensiero di Hans Urs von Balthasar riguardo l’inferno tenuta da mons. Ignacio Andereggen durante la Conferenza intitolata “Inferno e dintorni: è possibile un’eterna dannazione?”, organizzata nel 2008 dai Frati Francescani dell’Immacolata.
Inferno vuoto? Un confronto con l’”infernologia” di Hans urs von Balthasar
Rev. Prof. Don Ignacio Andereggen
Dato lo sconcerto che provoca il pensiero di von Balthasar nelle sue affermazioni centrali dovrò appoggiarmi molto ai suoi testi. Il materiale su questo tema è molto vasto, l’importanza del tema stesso è grande. Perciò, il metodo di questa conferenza sarà quello di presentare le idee centrali a partire dai testi. Sappiamo che il pensiero di von Balthasar è ampliamente diffuso e che ha un’importanza fondamentale anche nella costituzione di una specie di neo-ortodossia che si è formata negli ultimi tempi come contrapposizione al dilagare di altre concezioni manifestamente opposte alla verità della Tradizione. Tuttavia, proprio per il fatto che von Balthasar è considerato un autore in qualche maniera ortodosso, cioè in conformità con la Tradizione, diventa più pericoloso, perché gli errori, che sono veramente profondi e a volte subdoli, possono entrare in una maniera più sottile e, in qualche modo, possono fare più danno. Bisogna dire subito che non studierò tutto il pensiero di von Balthasar che, come in ogni autore, bisogna considerare nella sua evoluzione. Mi soffermerò soltanto alle ultime tappe di questo pensiero dopo il Concilio e poi ad alcuni punti principali, specialmente al tema dell’inferno. Questo tema è in qualche modo onnicomprensivo in von Balthasar al punto tale che si potrebbe dire che la sua concezione teologica è una vera “infernologia”.

Il ritorno di Giuda e Pilato!

Francia, per i vescovi contano di più Ue e immigrati La CEF contro la Le Pen, ma non manca il dissenso


In vista delle importantissime elezioni presidenziali in Francia, della scelta fra l'europeista Macron e la nazionalista Le Pen, la Conferenza Episcopale emette un comunicato vago, che sottolinea l'importanza dell'Ue e dell'accoglienza. Un implicito endorsement a Macron, che pure è laicista. Ma ci sono anche dissensi. Il filosofo Collin e i giornalisti Sevillia e Maxence ne parlano con la NBQ
La Conferenza episcopale francese di fronte alla scelta tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen prende la più classica tra le posizioni di equidistanza. Al contrario, musulmani ed ebrei invitano apertamente a votare Macron. Ma gli elettori cattolici come voteranno domenica prossima? 

Nessun dubbio?

 I massoni tifano per Bergoglio. Ma lui li vede come la peste

Massoni

Due sole volte papa Francesco ha parlato in pubblico dei massoni e della massoneria. E sempre contro.
La prima volta sull'aereo di ritorno dal viaggio in Brasile, il 28 luglio 2013. Interpellato sul caso di monsignor Battista Ricca e sulla "lobby gay", ha detto:
"Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il problema non è avere questa tendenza, no. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante lobby. Questo è il problema più grave per me".
La seconda volta a Torino il 21 giugno 2015. Incontrando dei giovani e rispondendo a braccio ad alcune loro domande a un certo punto ha detto:
"In questa terra alla fine dell’Ottocento c’era la massoneria in pieno, anche la Chiesa non poteva fare nulla, c’erano i mangiapreti, c’erano anche i satanisti… Era uno dei momenti più brutti e dei posti più brutti della storia d’Italia. Ma andate a cercare quanti santi e quante sante sono nati in quel tempo! Perché? Perché si sono accorti che dovevano andare controcorrente rispetto a quella cultura, a quel modo di vivere".

Mai, neppure per sbaglio..

Padre Bergoglio, perché non parla mai di Gesù ai giovani?



Caro Padre Bergoglio
 (come a lei piace essere chiamato),
ogni giorno cerco ansiosamente – fra i suoi numerosi interventi – qualcosa di bello, chiaro, non ambiguo, non parziale, che possa essere valorizzato e rilanciato. E pressoché ogni giorno resto deluso.

Ho appena sentito il suo video mensile per la Rete mondiale di preghiera.
È dedicato ai giovaniMai, dico mai, neppure di sfuggita lei nomina Gesù. Mai, neppure per sbaglio, neppure come esempio di grande uomo.
Anzi, lei invita i giovani a “MOBILITARSI PER LE GRANDI CAUSE DEL MONDO”.
 Ma un Papa non dovrebbe chiamare i giovani a impegnarsi piuttosto per LA GRANDE CAUSA DI DIO e per la SALVEZZA DELLE ANIME, per LA SALVEZZA DELL’UMANITÀ ?