ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 18 ottobre 2017

Alla deriva sui mari del relativismo


BASTA SOLO UN PO' DI CORAGGIO       


Perché tanto odio contro i Cattolici, sono forse temuti? quasi nessuno si espone e ci vorrebbe solo un po’ di coraggio: il vero cristiano sa che il mondo lo odia e farà di tutto per strappargli la cosa più preziosa: "la fede" 
di Francesco Lamendola  
  
 

La considerazione più realistica, ma anche più amara, quando si considera l’attuale degrado in cui versa la Chiesa cattolica, inquinata da uomini e idee che nulla hanno di genuinamente cattolico, anzi, da molti uomini e da molte idee che sono una vera e propria antitesi del Vangelo, sia in ambito dottrinale, sia in ambito morale, è che ci vorrebbe un po’ più di coraggio da parte dei cattolici stessi; e che se il cattolico medio, sia laico, sia consacrato, ne avesse mostrato almeno un poco, forse non saremmo arrivati fino al punto in cui, purtroppo, siamo arrivati adesso, e dal quale sarà difficilissimo tornare indietro.
Il punto è questo: vi è stato, ed è tuttora in atto, un movimento – a nostro parere: una precisa strategia, frutto di un disegno da parte di determinati centri di potere, e non già un movimento “spontaneo” – il quale, letteralmente sotto i nostri occhi, per non dire sotto il nostro sedere, che sia quest’ultimo piazzato su una cattedra episcopale, o universitaria, o alla direzione di un giornale, o che sia il sedere dell’uomo qualunque, che non ha potere sul prossimo, e tanto meno sulle masse – ha spostato tutto l’insieme della vita della Chiesa, la sua liturgia, il suo insegnamento, dal piano del divino a quello dell’umano; dal piano del soprannaturale, a quello naturale; dalla fedeltà al Regno di Dio, ai discutibili, contorti ed egocentrici piaceri della democrazia, o piuttosto della demagogia, in base ai quali sono gli uomini stessi a decidere dove deve andare la navicella di san Pietro, e non la guida perenne e infallibile di Dio stesso.

Ha faccia tosta

Fate domande (ma non dubia) guardandomi negli occhi


interviste francesco

Il seguente testo è apparso, a firma “Francesco”, sulla Repubblica odierna. E’ stato poi ripreso in più luoghi.  Secondo la stucchevole propaganda di certi pasdaran bergogliani, il poverino sarebbe vittima di un complotto giornalistico, che modifica e distorce sistematicamente ciò che egli dice. Ma le parole del diretto interessato, e la ricorrente pubblicazione di libri in cui si riportano le interviste da lui rilasciate (è appena del 2014 il precedente, targato LEV, per non contare il volume intitolato “Dialogo”, a quattro mani con Scalfari), raccontano una storia ben diversa. A chi vuole, auguriamo di aprire gli occhi. [RS]

Dubiatus?


I dubia di Padre Cavalcoli a Scalfari e al Papa


Cari Amici lettori, chi vive nella Chiesa e cerca di mettere in pratica gli insegnamenti, sa che nonostante i momenti di serio contrasto tra fratelli e sorelle, alla fine in molte cose ci si intende molto più di quanto non si possa pensare.
E’ il caso dell’ultimo articolo del teologo domenicano Padre Giovanni Cavalcoli a riguardo della situazione Scalfari nei suoi rapporti con il santo Padre Francesco e ciò che poi scrive sul suo giornale a riguardo degli incontri privati. Quanto emerge dalle riflessioni di Padre Cavalcoli sono considerazioni molto forti, con tutta una serie di domande, molto sofferte, che condividiamo.
Ci piace questo reale e doveroso modo usato dal Padre Cavalcoli che ci richiama, giustamente, a quell’amare il “Vicario di Cristo in terra”, senza per questo dover rinunciare a farci delle domande serie. Spesse volte abbiamo specificato che pur riconoscendo una forte dose di provocazione nei nostri editoriali, questo non inficia il nostro affetto filiale verso il Papa. Forse risultiamo essere poco rispettosi, per chi legge soggettivamente, del resto siamo laici e non religiosi-consacrati, ma oggettivamente pensando, parlando e scrivendo, ciò che ci spinge è l’affetto filiale e non certo una dichiarazione di guerra.

Si può credere ciò che si vuole..?


Miracolo del Sole in Nigeria. Alcune riflessioni


Il 13 ottobre 2017 la Nigeria è stata consacrata al Cuore Immacolato di Maria, alla presenza di tutta la conferenza episcopale. L'evento è avvenuto a Benin City, capitale dello stato di Edo, che fa parte della Repubblica Federale Nigeriana. A quanto pare però l'avvenimento, già importantissimo in sé per una nazione che sta vivendo momenti estremamente difficili, non si è fermato alla sola consacrazione.
Testimoni e fonti fotografiche e alcuni video testimoniano che, come accaduto esattamente 100 anni prima a Cova di Iria, presso Fatima, il sole si è mosso. Si tratta insomma di un miracolo del sole? I testimoni ci sono e i vescovi nigeriani hanno confermato l'evento. Ovviamente si può credere ciò che si vuole, ma chiediamo al lettore di soffermarsi per un attimo sulla questione. Proprio il 13 ottobre scrivevamo su questo sito che il miracolo del sole del 1917 accadde davvero, tanto più che le previsioni sulle sorti dell'umanità che la Madonna consegnò ai pastorelli si sono pressoché avverate tutte.

La via polacca?

Ecco la via polacca all'Amoris Laetitia


Ieri avevamo annunciato l'esistenza del documento e le linee guida, ora siamo in grado di proporvi i passaggi fondamentali delle linee guida della Conferenza episcopale polacca per l'attuazione dell'esortazione post-sinodale Amoris Laetitia.
La Conferenza Episcopale polacca infatti, riunita a Lublino in Assemblea, ha preparato un documento che riguarda il matrimonio, e, in pratica indica ai presuli e ai sacerdoti quelle che sono linee guida di comportamento alla luce della Amoris Laetitia. Si intitola: “Indicazioni pastorali dei vescovi polacchi nel campo della famiglia alla luce dell’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia”. È un documento ampio e approfondito, in cui si esamina il problema a partire da prima del matrimonio. Fra l’altro si considera necessario, quando ci si trova davanti a dei fidanzati, l’aiuto a far crescere la fede e i legami con la comunità ecclesiastica; l’approfondimento del concetto della vita familiare; l’aiuto a conoscersi reciprocamente e a maturare il legame dell’amore; l’aiuto a riconoscere le discrepanze e a scoprire le sfide nei rapporti. Per fare questo si devono mettere in conto incontri prolungati e parecchi incontri di carattere di seminario-esercizi spirituali.

martedì 17 ottobre 2017

Affinché la Giustizia Divina venga mitigata


Addentriamoci nel cuore dei messaggi di Akita per scoprirne i tesori e le ricchezze. Un primo tema che si evidenzia all’interno del breve ma denso messaggio di Nostra Signora di Akita e la necessità e l’urgenza della riparazione e la nobilità della sofferenza vicaria.
Con sofferenza vicaria la Dottrina cattolica intende l’atto compiuto da anime generose (che si modellano sull’esempio di Cristo immolato per la salvezza del mondo) per il quale esse si “sostituiscono” in modo vicario ai peccatori nel soddisfare alla divina giustizia.
Di questa riparazione e di questa “vicaria spirituale c’è estremamente bisogno oggi perché, come Nostra Signora spiegò alla veggente, « il Padre Celeste è fortemente adirato e si prepara ad infliggere su tutta l’umanità un terribile castigo ».
Per placare la collera del Padre e per la salvezza dell’umanità, Maria e Gesù cercano anime che si offrano a Dio per riparare, con la loro sofferenza e povertà, i peccati degli uomini ingrati.
A queste “anime vittime” la Madonna chiede preghiera, penitenza e sacrifici coraggiosi affinché la Giustizia Divina venga mitigata.

C'è ancora una dottrina cattolica?


UNA MORALE "ANTI-CRISTIANA"                      
Una mattina ci siam svegliati.... I cattolici possono offrire le chiese come cassa di risonanza agli esponenti della "morale anticristiana", ma non per ascoltare la testimonianza di chi parla in nome dei "veri" valori cattolici 
di Francesco Lamendola  


 

Sono storie di ordinaria follia, ormai. La divorzista, abortista, omosessualista, pro-eutanasia, Emma Bonino, dopo una vita di "battaglie" per i supposti diritti civili, viene invitata da un prete piemontese a parlare, in chiesa, sul tema dell'immigrazione: è lei che spiega ai cattolici, e lo fa in un luogo sacro, quel che essi devono pensare e quel che devono fare in materia; d'altronde perfettamente in linea con il papa Francesco, con monsignor Galanttino per la C.E.I. e con il quotidiano L'Avvenire. Nello stesso tempo, nel profondo Veneto ex cattolico, un parroco che aveva organizzato un incontro con Luca Di Tolve e con la scrittrice Silvana De Mari sul tema dell'omosessualità, per spiegare come si possa uscire dalle dark room della società edonista e trasgressiva e come sia possibile correggere le deviazioni sessuali, restituendo la persona alla naturale relazione con l'altro sesso, è costretto a fare marcia indietro e a disdire l'incontro in chiesa, spostandolo in un'altra sede (notizia subito censurata dai media e "sparita", benché fosse uscita sul quotidiano Il Gazzettino di qualche giorno fa). Morale: i cattolici possono offrire le chiese come cassa di risonanza agli esponenti della morale anticristiana, ma non le possono usare per ascoltare la testimonianza di chi parla in nome dei valori cristiani e cattolici. 

Il miracolo di quei "cristiani nascosti"


I "cristiani nascosti" del Giappone. Troppo scomodi per questo pontificato


Papa Francesco ha espresso più volte la sua ammirazione per i "cristiani nascosti" del Giappone, miracolosamente riapparsi con fede intatta, nella seconda metà dell'Ottocento, dopo due secoli e mezzo di annientamento feroce del cristianesimo in quel paese.
Ma pochi conoscono la vera storia di questo miracolo ai limiti dell'incredibile. L'ha ricostruita giovedì 12 ottobre, in un'affascinante conferenza nell'aula magna della Pontificia Università Gregoriana, il gesuita giapponese Shinzo Kawamura, professore di storia della Chiesa alla Sophia University di Tokyo e autore degli studi più aggiornati sul tema.