ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 16 dicembre 2017

Nella confusione metafisica


Corone d’Avvento


In un’epoca in cui si relativizzano anche le norme cultuali più sacre, spuntano spontaneamente (scusate l’allitterazione) nuove osservanze che in breve tempo diventano obbligatorie. Tale è il caso delle cosiddette corone d’Avvento, che sono ormai immancabili in chiese, oratori, refettori e sale di rappresentanza; manca solo che si elabori un rito per l’accensione e lo spegnimento dei ceri. Qua e là, in qualche convento, potrebbe esserci chi ha lodevolmente provveduto a questa intollerabile carenza, ma in ogni caso la nuova usanza è seguita con uno zelo e una precisione straordinari. È proprio vero: l’uomo ha bisogno di rituali; se le “riforme liturgiche” glieli riducono al di sotto del minimo vitale, se ne inventa di nuovi.

Naturalmente non mancherà chi, sulla scorta della visione orizzontalistica che è invalsa anche nella Chiesa, sentenzierà prontamente che si tratta di un bisogno puramente psicologico di sicurezza. Moltiplicare i rituali è certamente un sintomo di nevrosi, ma la presenza di un numero contenuto di essi è caratteristica della vita di tutti. La ritualità, in effetti, è un fatto antropologico: essa è una dimensione della vita umana – e non solo nelle culture antiche o in quelle primitive. La società postmoderna non celebra più il Natale cristiano, ma lo ha trasformato in una “festa d’inverno” con tutte le sue imprescindibili osservanze. Oggi ci sono “comandamenti” sociali che non si possono assolutamente disattendere, per la gioia di mercanti e operatori turistici.

venerdì 15 dicembre 2017

E' davvero così difficile la sequela di Cristo?

E' DIFFICILE ESSERE CRISTIANI?


Ma è davvero così difficile essere dei veri cristiani? Bisogna chiederlo pregando: i cristiani lo hanno sempre saputo, vivere da cristiani non è una conquista umana ma un dono divino frutto della fede e grazia operata da Dio 
di Francesco Lamendola  

  

I veri cristiani possono esserci se la Chiesa cattolica crede che essere cristiani sia possibile; se non ci crede, se ci crede a metà, se crede anch’essa, come lo crede il mondo, che sia un impegno troppo gravoso, troppo difficile, quasi impossibile, allora possiamo star certi che nel giro di una  o due generazioni i veri cristiani spariranno, e resteranno solo quelli falsi, gli involucri vuoti, i sedicenti cristiani che, di fatto, vivono, sentono, pensano e agiscono esattamente come fanno i figli di questo mondo, tutti presi dalle loro brame, dai loro istinti, dalla loro concupiscenza e tutt’altro che disposti a limitarli, a fare un passo indietro rispetto al proprio ego. Intendiamoci: la materia prima per fare un vero cristiano è la grazia dello Spirito Santo: non sono gli uomini che scelgono, con la loro volontà, di farsi seguaci di Cristo, è Lui che li chiama, uno per uno, ed offre loro numerose occasioni di aprirgli il loro cuore e di farsi suoi discepoli. Ma Dio chiama tutte le anime, mentre solo poche rispondono, e, di quelle poche, un numero ancora più piccolo lo fa con tutto l’entusiasmo, con tutto l’ardore, con tutta la serietà che nascono dalla vera fede, la quale fa apparire come tutti gli altri beni e tutte le altre attrattive della vita mondana siano, in confronto alla ricchezza di farsi tutto in Cristo e di spogliarsi d’ogni altra cosa, ben miseri beni e ben misere mete da perseguire. Ora, la domanda che poniamo è questa: una volta che, con la grazia di Dio, un essere umano si apre al mistero di amore che il Creatore riversa su tutte le sue creature, e vi risponde con umiltà e semplicità, è davvero così difficile perseverare e progredire sulla via della sequela di Cristo, vale a dire sulla via della propria santificazione?

Hanno altro da fare..

INSEGNARE LA SANTITA'


 Perché la Chiesa non esorta più a essere santi? è troppo impegnata nell’inclusione dei diversi? Una chiesa che non parla più della santità è una chiesa che non crede più in se stessa, perché la vera Chiesa è la Chiesa dei Santi 
di Francesco Lamendola   



Nella vita dei Santi, sfogliando i loro diari, raccogliendo le testimonianze delle persone che li hanno conosciuti fin da bambini, ci s’imbatte frequentemente in un fermo proponimento, in un impegno di vita, semplice, chiaro, commovente: Voglio farmi santo!Con la loro calligrafia infantile, questi piccoli eroi, maschi e femmine, hanno scritto su un quaderno a righe, o a quadretti: Voglio farmi santo!, e poi hanno preso sul serio la loro promessa e hanno seguito, con semplicità e con fermezza, la strada che si erano tracciati da se stessi. Ispirazione dello Spirito Santo, senza dubbio; ma chi ha gettato il primo seme di quella grande, nobile idea, nella mente e nel cuore di un fanciullo o di una fanciulla di sei anni, di otto anni, di dieci anni? Qualche adulto, senza dubbio; qualche esempio, qualche parola, qualche gesto da parte della figura di un educatore. Il più delle volte era un membro del clero: era il prete del paese, o una suora del catechismo, o un predicatore venuto per il ciclo pasquale, o un missionario di ritorno dall’Africa, o magari era un libro di devozione regalato dal parroco, o dai genitori stessi: perché, fino a qualche anno fa, i genitori regalavano anche qualche libro ai loro bambini, qualche buon libro sulla fede e sulle vite dei Santi, e non solamente telefonini, videogames o computer.

Incerti sulla verità dell’Aldilà cristiano?

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La versione di Messori

    «Ormai, anche per tanti credenti divenuti incerti sulla verità dell’Aldilà cristiano, potrà sembrare strano quanto sto per dire: ma il progetto che domina su tutti è di chiudere “bene” la mia avventura terrena. Insomma, per dirla chiara: vorrei innanzitutto morire “bene”, nel senso evangelico».
Sapete di chi sono queste parole così inusuali? Non di un cardinale, non di un vescovo, di un parroco, di un religioso o di un teologo. Sono in realtà di un laico cattolico, ma non di uno qualunque: Vittorio Messori.
La riflessione si trova nella bella intervista fatta a Messori da Aurelio Porfiri alla fine del libro «Et-Et. Ipotesi su Vittorio Messori» (edizioni Chora Books), nel quale l’esperienza umana, spirituale, religiosa e professionale dello scrittore, autore del celeberrimo «Ipotesi su Gesù» e di numerosi altri successi editoriali, è ripercorsa con senso di partecipazione e aperta simpatia.

All’ospedale da campo cosa capiranno?


ROMANA VULNERATUS CURIA, PAPA, FONDAMENTALISMO. CHE COSA SCRIVEVA LUCIANI AI GESUITI. NUNC PRO TUNC?



Romana Vulneratus Curia (RVC per amici e nemici) è rimasto molto colpito dallo scoop su Civiltà Cattolica di padre Armando Spadaro, il direttore della stessa, nonché uno dei vari spin doctor mediatici del Pontefice regnante. E cioè il colloquio con i Gesuiti che il Pontefice gesuita ha avuto nel recente viaggio in Myanmar e Bangladesh. Si è parlato di fondamentalismo….E su questo è sui Gesuiti di oggi dopo la lettera di RVC abbiamo qualche cosina da dire. Piuttosto: da ricordare…Ma ecco RVC:
“Scusi dr. Tosatti, ma RVC, da vero rompicoglioni, vorrebbe chiederle un minuscolo intervento per commentare l’intervista al Corriere di oggi. Non riesce a farne a meno, sta diventando un po’ esibizionista mediaticamente, invidia Antonio Spadaro e poi mi sembra geloso di PezzoGrosso. La prego sia misericordioso….

Si rideranno addosso

PIANGONO DI GIOIA PERCHE’ HANNO LEGALIZZATO LA MORTE 

E’ passata la legge sull’eutanasia. Emma Bonino e gli altri radicali nelle tribune al Senato  piangono di gioia: hanno adempiuto alla loro missione, dare la morte all’inizio, dare la morte alla fine della vita.

Naturalmente gli italiani sono a grande maggioranza a favore, e non s’accorgono di quanto sia aberrante questa scena di  lacrime fanatiche e  anti-umane. Gli Italiani, al 70 per cento, “vogliono”   l’eutanasia.  Si sono ormai perfettamente adeguati alla  condizione di esseri puramente zoologici, da eliminare quando il loro mantenimento costa più di quanto rende.
Naturalmente,  le bestie non riescono nemmeno a immaginarsi le conseguenze  di questa “conquista” sulle loro proprie vite.
Ancor meno riescono a capire di quali poteri satanici  loro,  e i radicali, stanno facendo il gioco.
 Un’occhiata sul loro futuro possono averla da  questa notizia che viene da San Francisco.
Una organizzazione  che si batte contro la crudeltà verso gli animali”, la SPCA (Society for the Prevention of Cruelty to Animals )  nel Mission District ha cominciato ad utilizzare robot-poliziotti per ripulire le strade attorno al suo edificio di esseri umani: senzatetto di una grossa tendopoli che “lasciano aghi,  spaccano automobili,  delinquono” e  minacciano la sicurezza del loro personale, per non parlare della sporcizia.

Piangono&ridono le chierichette dèmoni di Pagliorgoglio

14-12-2017: l'Italia sancisce il diritto di farsi uccidere

Da oggi il catalogo delle leggi intrinsecamente ingiuste varate dal nostro Parlamento si è arricchita di una nuova norma, quella sull’eutanasia, impudicamente definita “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.
Ricordiamo in sintesi quali sono gli aspetti più letali di questa legge (per un’analisi più dettagliata ci permettiamo di rinviare al libro “Appuntamento con la morte”. Quali sono i trattamenti che si possono rifiutare? Tutti, sia le terapie, anche salvavita, che idratazione e nutrizione, le quali non sono terapie e ad oggi, di per se stesse, non potrebbero essere fatte oggetto di rifiuto. La ventilazione non viene nominata, ma implicitamente farà parte del novero di trattamenti che si potranno rifiutare. Il paziente potrà rifiutare non solo l’attivazione di terapie anche salvavita (oggi già consentito) e presidi vitali quali idratazione e alimentazione, ma anche l’interruzione di terapie e presidi vitali già in essere (ad oggi vietati).

giovedì 14 dicembre 2017

Rimettere al centro la regalità di Cristo


GESU' RE:" VERITA' O CROCE?"         
        

Teologia. Gesù è Re mediante la verità o mediante la croce? per i cattolici, Gesù è il Re dell’universo: ma la sua regalità gli deriva dal fatto che Egli è la Verità, o dal fatto che ha scelto la Croce per amore degli uomini? 
di Francesco Lamendola   



Con l’enciclica Quas Primas, dell’11 dicembre 1925, Pio XI stabiliva la solennità di Cristo Re dell’universo, da celebrarsi nell’ultima domenica dell’anno liturgico.
Gesù Cristo, infatti, per i cattolici, è il Re dell’universo: ma la sua regalità gli deriva dal fatto che Egli è la Verità, o dal fatto che ha scelto la Croce per amore degli uomini?
Quando Pilato, pressato dagli anziani e dai capi del popolo, chiede a Gesù se Egli sia re, Gesù dapprima gli risponde con un’altra domanda: vuol sapere se le parole di Pilato gli siano state suggerite dai Giudei; ma il procuratore evita di rispondere, dice di non conoscere le usanze e il linguaggio dei Giudei, i quali l’hanno consegnato a lui (sono forse giudeo?), e poi, in maniera più diretta, da romano che non vuole impicciarsi in questioni religiose giudaiche, gli chiede: Che cosa hai fatto? E questa volta Gesù, rispondendo alla domanda precedente di Pilato, ma in maniera indiretta, spiega in che senso si debba intendere la sua regalità: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù (Gv., 18, 36). Allora Pilato, che, da uomo pratico, non ha ben compreso la distinzione in tutte le sue sfumature, e vuole stringere in mano una vera confessione, ripete la sua prima domanda: Dunque tu sei re? E Gesù gli risponde: Tu lo dici; io sono re. Per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce (id., 37).