ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 23 maggio 2017

Benedetti sempre quelli che ti ricostruiranno

"Roma perderà la fede e diverrà la sede dell'Anticristo!" (La Salette, Fatima)

07:17


Gerusalemme, città santa, (Maria)

ti ha castigata per le opere dei tuoi figli,
e avrà ancora pietà per i figli dei giusti.
Dà lode degnamente al Signore
e benedici il re dei secoli;
egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia,
per allietare in te tutti i deportati,
per far contenti in te tutti gli sventurati,
per tutte le generazioni dei secoli.

“Voi avete per padre il diavolo”

"Per padre il Diavolo":
introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica
di Don Curzio Nitoglia
Invito alla lettura di Padre Pablo Natalucci
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 Per padre il diavolo – di Don Curzio Nitoglia       
Roma Invito alla lettura di Padre Pablo Natalucci – L’editore EFFEDIEFFE (Proceno di Viterbo) ha recentemente ristampato il libro di Curzio Nitoglia Per padre il diavoloIntroduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica, che ha avuto la sua prima edizione nel 2002 con la Società Editrice Barbarossa di Cusano MilaninoIl libro dopo 14 anni è ancora più attuale dato il 
                            progresso della preponderanza ebraica 
                    nella costruzione del “Nuovo Ordine Mondiale” 

Il ritorno del Rimosso

Nell’attuale clima ecclesiastico l’iniziativa del Comitato “Beata Giovanna Scopelli” di Reggio Emilia in occasione del  gay-pride non poteva che risultare urticante, soprattutto per l’insopportabile presunzione (perché di questo si tratta) di sostenere che Dio «E’». E se affermiamo l’Essere di Dio, non possiamo che confrontarci con la nostra creaturalità di uomini e con il primo dei nostri peccati: ‘the pride’, l’orgoglio.

di Giuseppe Fausto Balbo
.
Nel 1514, in un celebre affresco nella stanza di Eliodoro in Vaticano, Raffaello Sanzio dipinse l’incontro tra san Leone Magno e il re Attila.  Si può discutere sulla precisione storica dell’avvenimento, quello che è certo è che c’è stato un tempo in cui, nell’immaginario ecclesiale, si è potuto ritenere possibile che un Vescovo andasse incontro ad un nemico temibile (e letale) con la Croce e le insegne episcopali.


Predica al mondo ma non a casa sua

I MURI VI APPARTENGONO

    I pappagalli mediatici ripetono di abbattere i Muri per aprire le porte agli immigrati: c’è un solo muro che non si può varcare a Roma dove il Regnante predica al mondo ma non a casa sua di abbattere i muri e accogliere tutti 
di Marcello Veneziani  







I pappagalli mediatici e politici ripetono ogni giorno che bisogna abbattere i Muri, per aprire le porte agli immigrati, ai gay, ai trans, ai tossici, ai delinquenti da redimere e reinserire.
A volte marciano contro i muri, come è successo sabato a Milano, più spesso ci marciano, ma il muro è diventata la parola chiave per murare la destra, per discriminare i movimenti e le persone che si ispirano alla tradizione, alla sovranità nazionale, ai principi conservatori, o semplicemente alla civiltà, alla cultura e alla natura dei popoli e delle persone.

Che Dio ci scansi!


S. PIETRO, PAPA OCCULTO?

… Come i primi 40 Papi … secondo i sedevacantisti,  ed i teologi “faidate”!
Dal momento che la presenza del Papa legittimo, Gregorio XVIII, canonizzato validamente dai “veri” cardinali di Gregorio XVII [per i pagani e massonizzati: il Cardinal Siri], costituisce una situazione che di colpo cancella la falsa chiesa del novus ordo, le deliranti e sconce elucubrazioni sacrileghe di eretici sedevacantisti, sedeprivazionisti, fallibilisti e cani sciolti vari in libera uscita, si è cominciata ad insinuare l’idea balzana che il Papa “occulto” non abbia nulla di lontanamente cattolico. Questo è assolutamente vero, e a ben vedere è un’etichetta che ben si addice ed è applicabile esattamente ai papaclown dell’attuale Vaticano, ove il Papa c’è [… secondo loro!] ma non si vede, o meglio: si vede, ma non c’è! Effettivamente trattasi di “papa” occulto, una definizione che solo a sentirla fa accapponare la pelle.

La legittima resistenza dei cattolici all’autorità

Fede e Tradizione 

Risultati immagini per Sant’Agostino che insegna. Dipinto di Benozzo Gozzoli.
 Sant’Agostino che insegna. Dipinto di Benozzo Gozzoli.«Le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri».

“Tradizionalisti”: è così che spesso sono chiamati i cattolici che si oppongono a certe dottrine imposte alla Chiesa dall’ultimo Concilio. Ma cos’è dunque questa Tradizione, punto di riferimento a cui si è così attaccati fino ad opporsi alle più alte autorità della Chiesa?

Che Cos’è la tradizione?

Essa si può definire come l’insegnamento di Gesù Cristo e degli apostoli fatto a viva voce e trasmesso dalla Chiesa fino a noi senza nessuna alterazione. Gesù ha predicato senza scrivere nulla di sua mano e gli apostoli hanno trasmesso di viva voce il suo insegnamento. Unicamente qualche anno dopo l’Ascensione di Gesù hanno scritti i Vangeli, come un riassunto della loro predicazione. Ne risulta che la Tradizione è una fonte della Rivelazione. Essa precede la Sacra Scrittura e ne è all’origine. Gli scrittori sacri, strumenti umani ispirati da Dio, attingono le loro conoscenze da ciò che hanno essi stessi ascoltato da Gesù o dagli apostoli. San Luca comincia così il suo Vangelo:«Poiché molti hanno intrapreso ad esporre ordinatamente la narrazione delle cose che si sono verificate in mezzo a noi, come ce le hanno trasmesse coloro che da principio ne furono testimoni oculari e ministri della parola, è parso bene anche a me, dopo aver indagato ogni cosa accuratamente fin dall’inizio, di scrivertene per ordine, eccellentissimo Teofilo, affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate». Gli eventi che si sono verificati e di cui san Luca si accinge a scrivere, sono stati prima trasmessi a viva voce da «testimoni oculari e ministri della parola». La Tradizione è quindi anteriore alla Sacra Scrittura e il suo campo è più vasto. Gesù rimase quaranta giorni con i suoi apostoli, dopo la resurrezione, per parlare con loro «delle cose riguardanti il regno di Dio». San Giovanni termina il suo Vangelo con delle parole molto chiare che indicano che i Vangeli non sono che un riassunto della Rivelazione cristiana: «Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù fece, che se fossero scritte ad una ad una, io penso che non basterebbe il mondo intero a contenere i libri che si potrebbero scrivere».

A volte ritornano?

Antonio Socci: ritorna Ratzinger e vuol decidere chi conta in Vaticano

Il ritorno di Benedetto XVI (che forse non ha mai lasciato il papato): questa è la sensazione di molti cattolici. Sono bastati due suoi sorprendenti interventi per provocare la rabbia dell' attuale establishment bergogliano e - dall'altra parte - l'entusiasmo dei tanti credenti (smarriti e confusi) che ora riconoscono finalmente la voce del vero pastore.
Tre settimane orsono, in un messaggio al convegno sul suo pensiero politico voluto dal Presidente della Repubblica della Polonia e dai vescovi di quel Paese, Benedetto XVI aveva centrato «una questione essenziale per il futuro del nostro Continente», cioè «il confronto fra concezioni radicalmente atee dello Stato e il sorgere di uno Stato radicalmente religioso nei movimenti islamistici». Papa Ratzinger aveva affermato che questa tenaglia fra laicismo (o ateismo marxista) e islamismo, due concezioni sbagliate, «conduce il nostro tempo in una situazione esplosiva, le cui conseguenze sperimentiamo ogni giorno. Questi radicalismi esigono urgentemente che noi sviluppiamo una concezione convincente dello Stato, che sostenga il confronto con queste sfide e possa superarle». Era un evidente richiamo al suo storico discorso di Ratisbona che - non a caso - aveva fatto infuriare un certo laicismo di casa nostra e un certo mondo islamista.

Una manifesta persecuzione.


Quando il silenzio non è quello di Dio


UnknownEsprimiamo il nostro rammarico per il silenzio delle autorità religiose rispetto alle accuse deplorevoli verso le nostre figlie, suore Francescane dell’Immacolata, ad opera del Signor Mario Castellano e pubblichiamo il testo della doverosa petizione, indirizzata a sua Eccellenza Reverendissima Mons J. R. Carballo, Segretario della Congregazione dei Religiosi e a Madre Noris Adriana Calzavara, Commissaria Apostolica del predetto Istituto religioso.
Non resteremo ad assistere passivamente a tutte quelle azioni che ormai, sempre più, sotto gli occhi di tutti, si configurano come una manifesta persecuzione.
Eccellenza Reverendissima,
siamo genitori delle Suore Francescane dell’Immacolata che, con profondo dolore, si accingono a redigere questa lettera.
Già da tempo assistiamo al linciaggio mediatico avverso alla buona reputazione delle nostre figlie, con lo scopo di oscurare primariamente la bontà dell’Istituto religioso cui fanno parte e delle numerose opere di evangelizzazione compiute da quando è sorto. L’opera di denigrazione in corso, tocca l’apice della scelleratezza quando verte sulla presunta corruzione morale delle suore.