mercoledì 24 agosto 2016

"Posso solo affidarmi a Dio"



Amatrice. Il coraggio di non mollare scritto nei suoi santi


Ci sono città il cui destino sembra scritto nella loro storia. Amatrice, che era e continuerà ad essere fra i borghi più belli d’Italia e del mondo, è oggi fra le località più colpite dal tragico terremoto che questa notte ha scosso il centro della Penisola. Isolata, colpita nei suoi abitanti e nei suoi edifici, la cittadina del reatino non è distrutta, non è scomparsa. Lo dice la sua storia. Una storia che per Amatrice passa anche attraverso la devozione popolare.

La familiarità con il male e il disordine

Concrete avvisaglie del Nuovo Ordine Mondiale




Riportiamo due notizie che ci sembrano degne di un’attenta riflessione, poiché possono aiutare a comprendere meglio che cosa riserva il prossimo avvenire a noi e soprattutto ai nostri figli, nel quadro dell’affermazione sempre più generalizzata e sempre meno avvertita del nuovo assetto del mondo “globalizzato” all’insegna della gloriosa democrazia e della sublime libertà, sotto l’egida di quello che ormai tanti hanno imparato a conoscere come “Nuovo Ordine Mondiale” (NOM).

Sappiamo che ci sono ancora dei cattolici che nutrono ingiustificate illusioni circa il futuro che ci attende, soprattutto dopo che a concorrere all’affermazione di tale NOM si sono industriati i nuovi preti della nuova Chiesa conciliare, non a torto etichettata da tanti come contro-Chiesa.

E’ ovvio che non si tratta di diffidare ad ogni costo di tutto ciò che produce il mondo moderno, quasi per partito preso, come di continuo si predica oggi in Vaticano, ma occorre porre mente al fatto, vecchio come il mondo, che la familiarità con il male e il disordine induce gli uomini a considerarli come bene e ordine.
Solo gli irresponsabili negano che questo sia un processo già in atto da decenni e che negli ultimi anni ha assunto dimensioni macroscopiche.

Fiant tenebrae..

Caso CERN- Nuovo Ordine Mondiale e nuovi sacrifici umani per la realizzazione

1°) Popoli lobotomizzati- 2°) La fede che gli illuminati non nascondono- 3°) Cos’è il CERN?- 4°) Shiva protettore del CERN- 5°) La lotta per la rimozione dei simboli religiosi (degli altri..)- 6°) Importanti ammissioni e ridimensionamento del rituale occulto al CERN da parte della psico-polizia mediatica

CERN RITUALE

Fiat lux?

SOROS E “FRANCESCO” UNITI NELLA LOTTA…




Ma non basta. Se una cosa risalta in queste mail,  è la megalomania di questo     gran burattinaio. Non c’è  area del mondo dove non finanzi attività (sovversive, o ‘filantropiche’); non una politica pubblica che non si proponga di ‘riformare’ in ogni parte del pianeta, sganciando soldi ai locali ‘riformatori’, che hanno sempre un carattere sinistroide e libertario. Megalomane e insieme,  micro-gestore  di tutta la realtà. 

Dove sono finiti gli eretici, oggi?

TEOLOGI DI DIO O DEL DIAVOLO?

Teologi che cercano Dio o che servono il Diavolo? Si fa presto a dire teologi ma lo sono davvero? Il “prete bianco” cioè il Papa è ancora il presidio certo e il garante della verità cristiana, contro ogni eresia e apostasia? 
di Francesco Lamendola  



 Si fa presto a dire: teologo. Tizio o Caio scrivono un paio di libri, in cui si parla di Dio, non importa come, non importa su quali basi, in quale prospettiva; pubblicano qualche articolo su riviste specializzate, con quattro lettori in tutto; infine fanno le conoscenze giuste, entrano nel grande circuito mediatico, ottengono degli inviti in televisione, parlano, pontificano e  sproloquiano dal piccolo schermo, a beneficio di un pubblico cui vengono presentati, appunto, come “teologi”. Ma teologi lo sono davvero? A nome di chi o di che cosa scrivono i loro libri, rilasciano le loro interviste? Quale causa stanno servendo, a parte – ovviamente – quella della loro personale ambizione, che ha permesso loro di fare il salto di qualità (si fa per dire) da signori nessuno a volti noti e apprezzati (si fa sempre per dire) di Mamma Tivù?

La “sindrome della rana”:

Una rivoluzione pastorale di Guido Vignelli

(di Gianandrea de Antonellis) Esiste la cosiddetta “sindrome della rana”: se si mette l’animaletto nell’acqua bollente, farà di tutto per scappare; ma se la si mette in una pentola di acqua fredda che si porta all’ebollizione, la rana si adatterà via via alla nuova temperatura e morirà senza tentare di fuggire. È un tema trattato a livello narrativo nel racconto Maestro Domenicodi Narciso Feliciano Pelosini (Solfanelli, Chieti 2009), che si svolge nei primi anni dell’Unità italiana; e a livello filosofico dall’imprescindibile saggio Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo di Plinio Corrêa de Oliveira, che proprio Guido Vignelli ha da poco curato in una nuova traduzione, la prima effettuata sul testo portoghese originale (Il Giglio, Napoli 2012).

Asinus asinum fricat

LA SAPIENZA DEI SAPIENTI  

Distruggerò la sapienza dei sapienti e squalificherò l’intelligenza degli intelligenti. Così dice Isaia e san Paolo nella Prima lettera ai Corinzi: un testo che andrebbe letto e riletto, specialmente da certi teologi modernisti 

di Francesco Lamendola  






Distruggerò la sapienza dei sapienti e squalificherò l’intelligenza degli intelligenti: così dice il profeta Isaia, e così ripete san Paolo, nella Prima lettera ai Corinzi: un testo che andrebbe letto e riletto, specialmente da certi teologi modernisti e da certi preti progressisti, i quali, a partire dal Concilio Vaticano II, si sono presi la libertà di predicare ciascuno un vangelo tutto suo: il vangelo di questo e di quello, un po’ meno, forse, di un certo Gesù Cristo; un vangelo pieno di ottime intenzioni per instaurare il Regno di Dio in terra, traboccante di slanci democratici e libertari, di aneliti alla giustizia sociale e all’equità economica, e, soprattutto, gonfio dal principio alla fine dell’ego di colui che lo bandisce, che fa le penne come un pavone, che tuona dal pulpito come da una tribuna sindacale, che scaglia le folgori contro il clericalismo e i vizi ignobili della Chiesa; in una parola: che sputa senza ritegno nel piatto ove mangia, e che va mendicando applausi ed una troppo facile, miserevole popolarità, proprio fra gli eterni, implacabili nemici di Dio e di Gesù.

Il cielo è carico di nuvole minacciose

Ratzinger, la confessione: "Troppo stanco, così ho lasciato il ministero petrino"


                                   Joseph Ratzinger, papa emerito (foto: Imagoec) 












"Dopo l’esperienza in Messico e a Cuba, non mi sentivo più in grado di compiere un viaggio impegnativo come quello per la Giornata Mondiale della Gioventù del 2013 a Rio de Janeiro. Dove, per l’impostazione data da Giovanni Paolo II, la presenza fisica del Papa era indispensabile". "L’obbedienza al mio successore mai in discussione. La sua benevolenza è per me una grazia in quest’ultima fase della mia vita"