martedì 21 febbraio 2017

Quo vadimus?

Dove ci sta portando questa chiesa modernista?



Sono quattro anni da quando, nella Chiesa, si è scatenato il putiferio a riguardo del Sacramento del Matrimonio. Abbiamo evitato di apportare dei nostri commenti onde evitare il rischio del soggettivismo, di conseguenza abbiamo cercato di portare il nostro piccolo contributo con una raccolta fondamentale in questo Dossier sul Matrimonio ed anche attraverso un Ebook molto particolare: Teologia del corpo, l’insegnamento della Chiesa sul Matrimonio e Famiglia. Una raccolta di tutto il Magistero pontificio da Leone XIII a Benedetto XVI sull’argomento.
Restando sulla scia della famosa Lettera dei quattro (ma anche sei) cardinali con i Dubia, vedi qui tutta la raccolta sapientemente fatta dal sito La Nuova Bussola Quotidiana, noi desideriamo contribuire all’argomento con molta semplicità, con “fede e ragione”, come “cooperatori della Verità” e non certo battezzati per trovare scappatoie alla via del Calvario che tutti, ma proprio tutti, in qualche modo siamo chiamati a percorrere se… “vogliamo risorgere con Cristo”.

Un tempo nemmeno troppo lontano..

“SPUNTO DI RIFLESSIONE: più nessuna condanna alla dottrina di Lutero” di Fra Cristoforo
Sull’Osservatore Romano, nella data di ieri, è stato pubblicato uno stralcio di intervista  al Cardinale presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani
(http://www.osservatoreromano.va/it/news/quello-che-realta-unisce).
Tra le altre corbellerie colossali leggo alla fine questa frase:
“le condanne dottrinali del XVI secolo, sia da parte cattolica che da parte protestante, non hanno oggi più valenza tra i partner ecumenici”.

La nuova frontiera della Carità?




IL PAGATORE DI FONDI PUBBLICI ALLE ORGE OMO E’ GIUSTAMENTE INDIGNATO

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Spano col cardinal vicario

Una falsa sensazione di salvezza

Müller: nessun Papa può disporre dei sacramenti
È uscito ieri in Germania il nuovo libro del Prefetto della Congregazione della Fede, il card. Gerhrard Ludwig Müller, intitolato Il Papa – Missione e Mandato. Non è solo un libro di storia, ma è anche autobiografico ed è un importante intervento nel dibattito sul matrimonio e l'eucarestia, generato da Amoris Laetitia.




Malting pot

ORDINE DI MALTA. BURKE NON CI STA A FARE IL CAPRO ESPIATORIO. ACCUSA DI “CALUNNIA” IL REGGENTE.

Il cardinale Burke non ci sta, ad essere usato come capro espiatorio per le lotte di potere interne all’Ordine di Malta, con le loro metastasi vaticane. Finché ad attaccarlo erano i giornalisti contigui al cerchio magico pontificio, magari con qualche piccolo aiuto proveniente dalla Segreteria di Stato, molto interessata a ciò che succede fra i Cavalieri, ha più o meno lasciato correre. Ha fatto conoscere in maniera indiretta il contenuto della lettera che gli ha inviato il Pontefice in relazione al caso dei preservativi distribuiti in alcune zone dell’Africa e dell’Asia, in modo da chiarire che agiva su mandato preciso, e basta. Ma poi ha parlato il Reggente, accusandolo; e a quel punto, deve essersi detto il porporato americano, il troppo è troppo.

Pochi, anche pochissimi..

IN ATTESA DELL'ALBA

    Qualcuno deve vegliare in questa lunga notte per dare la mano ai figli del mattino. Cavalcare la tigre con Julius Evola? Sono i valori umani del Cristianesimo che salveranno il mondo e che danno speranza per il futuro 
di Francesco Lamendola  





Nella lunga notte che stiamo vivendo, in cui valori, certezze, identità, tutto sembra che si stia dissolvendo sotto i nostri occhi, è necessario che alcuni, anche pochi, anche pochissimi, rimangano ben desti e tengano accesa la fiaccola, fino allo spuntare del nuovo giorno, quando, con la luce, verranno i figli di un nuovo ciclo storico, di una nuova civiltà, e possano avvalersi dei semi incorrotti della Tradizione, senza i quali non potranno che costruire un mondo nuovo, sì, ma senz’anima, destinato a una vita ancor più breve e disordinata dell’attuale.
D’altra parte, la tentazione più forte in cui si può cadere è quella di sopravvalutare l’irresistibilità e la durevolezza di quelle forze che, ora, paiono trionfanti; di quelle tendenze, di quella psicologia, di quella cultura, di quei modi di vita che dettano le regole e la fanno da padroni, relegando ai margini coloro i quali non si adeguano, e perseguitandoli anche negli angoli ove si sono rifugiati, paghi di starsene in disparte. Non bisogna pensare, infatti, che tali forze siano così forti come appaiono, né che imporranno a lungo i loro valori, o piuttosto contro-valori: perché si tratta di forze effimere, che della vera forza hanno solo l’apparenza.
La vera forza è sempre di natura spirituale: se lo spirito è forte, anche la carne lo sarà;

«Non hanno capito niente»

Paolo Brosio: «Macché indagini, lo 007 del Papa aiuterà Medjugorje»

Il giornalista: "Il Vaticano vuole aiutare i pellegrini e non entrare nel merito dei miracoli e delle visioni"

VIAREGGIO. «Non hanno capito niente. Questo è un evento epocale. Quel luogo diventerà un santuario. È una notizia bomba». Proprio così: una notizia bomba. Paolo Brosio è una tacca sopra l’euforia. Sembra un bimbo davanti al regalo di compleanno. Il Papa ha deciso di mandare un inviato speciale, monsignor Henryk Hoser, arcivescovo di Varsavia, a Medjugorje, la cittadina nel sud est della Bosnia-Erzegovina, a circa 25 chilometri da Mostar, dove il 24 giugno del 1981 sei ragazzi, i “veggenti” li chiamarono dopo, giurarono di aver visto la Madonna e dove lui stesso ha “ritrovato la fede” («non so cosa sia successo – racconta – è proprio questo il mistero della fede»).
Per molti il vescovo andrà a indagare sulle visioni. Secondo lui no. «Sarà una guida spirituale», dice dalla sala di un appartamento a Vittoria Apuana diventata la sede della sua associazione, Le olimpiadi del cuore. Un gatto, Sushi, calpesta le riviste di Medjugorje sul tavolo. Davanti, un comò stracolmo di statuette della Madonna e di bottigliette bianche e blu dell’acquasanta.

L' ispirazione del momento

Dato per letto


Venerdí scorso Papa Francesco si è recato all’Università Roma Tre, dove si è incontrato con gli studenti. A proposito della visita, il bollettino della Sala stampa della Santa Sede riportava la seguente informazione:
«Nel corso dell’incontro sul Piazzale antistante l’Università, introdotto dall’indirizzo di omaggio del Magnifico Rettore, Papa Francesco ha risposto a braccio alle domande poste da quattro studenti, dando per lettoil testo preparato in  precedenza e consegnato ai presenti».
Le domande degli studenti, ovviamente, erano state preparate in anticipo e il discorso che il Santo Padre avrebbe dovuto pronunciare conteneva appunto le risposte a quelle domande. Ciò nonostante, Papa Bergoglio ha preferito rispondere a braccio. Non è la prima volta che questo accade, né nell’attuale né in precedenti pontificati. Giovanni Paolo II, per esempio, specialmente negli ultimi anni, quando non era piú in grado di parlare fluentemente, era solito consegnare in una busta il discorso che era stato preparato. L’attuale Pontefice poi pare che avesse già adottato questo sistema nelle visite ad limina. Ha suscitato un certo clamore il discorso — non letto, ma solo consegnato — rivolto ai Vescovi tedeschi, del quale Papa Francesco si sarebbe successivamente scusato dicendo: «Non l’ho scritto io, non l’avevo letto, non tenetene conto» (vedi qui).