ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 17 febbraio 2018

Non occorre indagare a lungo..

VI ACCUSO DI "TRADIMENTO"



Vi accuso di spregevole tradimento nei confronti di Gesù Cristo, del gregge che vi è stato affidato e della vostra coscienza ammesso che ne abbiate ancora una.Tutte buone le false religioni? La fede per il credente è la Verità 
di Francesco Lamendola  

 

Cari neopreti, neovescovi e neocardinali della neochiesa massonica e modernista che oggi impazza e sfigura la vera Chiesa di Gesù Cristo, una, santa, cattolica e apostolica: c’è una sola parola che può definire quel che state facendo da parecchi anni in qua, diciamo a partire dal Concilio Vaticano II. Sia che abbiate piena e intera consapevolezza, se avete una certa età, quella del falso papa Bergoglio, o qualche anno in meno; sia che siate più giovani e, pur non avendo mai celebrato, di persona, la santa Messa vetus ordo, né conosciuto personalmente la Chiesa di prima del Concilio, nondimeno siete certo consapevoli, e persino fieri, di aver interpretato la “rottura” e perciò sapete a che cosa avete voltato le spalle e verso cosa state andando, e trascinando con voi il popolo dei fedeli.Questa parola è tradimento. 

La "krisis"

Come essere oggi "minoranza creativa". L'esempio dei cristiani dei primi tre secoli


Caro Magister,
il suo articolo sulla "opzione Benedetto" coglie davvero una questione centrale – "la" questione centrale, direi – del cristianesimo contemporaneo: come vivere da cristiani in un mondo non (più) cristiano.
È stato anche il problema della Chiesa dei primi secoli: come vivere da cristiani in un mondo non (ancora) cristiano.
C’è un fattore, che alla coscienza dei cristiani di allora è stato molto presente e invece oggi si tende a non riconoscere più, mentre è determinante nel modo di affrontarlo: è quello della "krisis", cioè del giudizio che è capace di "mettere in crisi" la cultura mondana, e della "chresis", cioè della capacità di "usare nel modo giusto" ciò che tale cultura possiede ma non sa più usare correttamente.
La cosiddetta "opzione Benedetto" supera il rischio di diventare una autoghettizzazione se – come credo sia nella mente dell'autore – è armata di questa forte "capacità critica", che è il contrario della chiusura, anzi è la vera forma di dialogo col mondo che i cristiani, esplicitamente chiamati da Cristo ad essere lievito, sale e luce del mondo, possono e devono condurre.
Su questo tema della "krisis/chresis" con altri studiosi dei Padri della Chiesa sto lavorando da diversi anni.

Rigidi & farisei

Niente più preti e chiese chiuse, sogno di un parroco progressista


                           Uno dei cartelli ironici appesi fuori da una chiesa a Bagni di Lucca

C’è un posto, in Italia, dove hanno dovuto chiudere tutte le chiese per mancanza di preti. Si tratta di Bagni di Lucca, in provincia, ovviamente, di Lucca. Ma è l’intera diocesi a soffrire, anche perché i sacerdoti rimanenti cominciano ad essere anziani e certi devono coprire da soli più parrocchie. Non poche tra queste sono distanti tra loro, alcune sono in montagna, così che il prete deve fare la spola. Il che significa che deve avere un’auto sempre in efficienza e una buona salute.

venerdì 16 febbraio 2018

La volontà ostinata

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Padre nostro



Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli… non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male (Mt 6, 9.13).

È il Signore stesso che ci ha insegnato a pregare, sia con la dottrina che con l’esempio. La prima parola della preghiera cristiana per eccellenza, che in prossimità del Battesimo è consegnata ai catecumeni, manifesta la condizione propria del battezzato, l’inaudita figliolanza divina. Il diletto Unigenito, Figlio eterno per natura, ci ha resi figli per partecipazione mediante l’incorporazione a Sé. Nel Vangelo il comportamento stesso del Messia è rivelatore: Egli non prega mai insieme con i discepoli, ma sempre da solo; la Sua relazione con il Padre è assolutamente unica e irripetibile, pur potendo essere comunicata per grazia, motivo per cui insegna loro come rivolgersi a Lui. Tale istruzione proviene proprio da Colui che, facendosi uomo, ci ha dischiuso le insondabili profondità della vita trinitaria al fine di aprircene l’accesso con la fede e i Sacramenti.

La nuova traduzione del Pater noster, che in Francia è già entrata nell’uso liturgico con la prima Domenica di Avvento, è stata presentata come un tentativo di rendere il testo originale in modo più adeguato alla mentalità contemporanea. La vecchia traduzione della penultima domanda – si ripete – non era errata, ma poteva provocare degli equivoci, facendo pensare che Dio stesso sia origine della tentazione. Personalmente posso testimoniare che, da quando la recito, un’idea del genere non mi hai nemmeno sfiorato, come moltissimi cattolici praticanti. Il problema potrebbe sorgere per quanti hanno scarsa familiarità con la fede, ma credo proprio che non si arrovellino per questo genere di questioni. La difficoltà nasce piuttosto per chi prega abitualmente ed è quindi intimamente legato alla lettera di determinate formule, specialmente se provengono direttamente dal Vangelo: continui cambiamenti non aiutano certo a crescere nell’unione con Dio.

Il ribaltamento della Dottrina Cattolica su “La Chiesa”

No santo Padre Francesco! La Chiesa non è “il” popolo


«Dite al Papa che per me, dopo Gesù, non c’è che lui. E che la testa che Dio ci ha dato noi la useremo non solo per metterci un cappello…» (sant’Ambrogio)
Ma insomma: la Chiesa è “popolo di Dio in cammino” si o no? Che cosa di sbagliato sta dicendo il Papa gesuita? La confusione è tanta ed è stata generata proprio dalle false interpretazioni (e da certa ambiguità nel testo) a quel testo conciliare che Papa Francesco suggerisce, ai suoi compagni gesuiti in due dialoghi distinti a loro riservati, tenuti in Cile ed in Perù lo scorso gennaio, qui per il testointegrale.
Precisando bene che noi non siamo “maestri” di nulla, ma solo coloro che cercano di vivere e di trasmettere “quanto abbiamo ricevuto” della sana Dottrina, vogliamo sottolineare questa confusione e delineare i veri contorni. La risposta è “Sì” se parliamo di “un popolo in cammino NELLAChiesa”; ma la risposta è anche “No” se si vuole intendere che “La Chiesa E’ IL popolo in cammino”. La Chiesa è Madre ed è per il popolo che vuole lasciarsi redimere, ma non è il popolo “che salva”.
Purtroppo, questa falsa dottrina sul “popolo in qualità di Chiesa” è eresia Modernista sposata in blocco dall’ala progressista del nuovo gesuitismo fondato negli anni ’70 proprio da Pedro Arrupe e dalla teologia moderna fatta propria dal gesuita Karl Rahner, vedere qui. Tempi in cui il giovane studente Jorge Mario Bergoglio muoveva i suoi primi passi denunciando la Teologia della Liberazione, ma sposando quella del popolo.

Razzismo alla rovescia

LA CHIESA "INTERNAZIONALISTA"


La Chiesa è universale non internazionalista. La favola creata da Soros & Bergoglio sui profughi. "Non è bene dare il pane destinato ai propri figli al primo sconosciuto" sono parole di Gesù non di un razzista o di un fascista 
di Francesco Lamendola  

  

Ci siamo interrogati a lungo su che cosa possa aver prodotto l'imponente fenomeno culturale che è sotto gli occhi di tutti: un vasto settore del clero cattolico che non si sente più italiano, che se ne frega di quel che pensa la maggioranza degli italiani, del loro disagio, della loro legittima e sacrosanta preoccupazione, e che ha occhi, orecchi e soprattutto cuore solo per i cosiddetti migranti, per i falsi profughi, dei quali è pronto a scusare e giustificare ogni atto di delinquenza, ogni comportamento prepotente e incivile, perché, poverini, sono dei disperati che fuggono da guerra e fame, anche se non è vero niente, è una favola creata da Soros & Bergoglio, basta guardarli, tutti maschi giovani e sani come pesci, niente affatto denutriti, niente affatto feriti dalle granate, che hanno lasciato indietro, vigliaccamente, le madri, le le fidanzate, i bambini e i vecchi. Altro che il pius Aeneas, che fuggì da Troia in fiamme portando sulle spalle il vecchio padre, Anchise, e tenendo stretto per mano il figlioletto Ascanio; e che, quando si accorse che la diletta sposa Creusa non era più con loro, tornò indietro, ripercorse le strade già invase dal nemico, rischiò cento vole la vita nel vano tentativo di ritrovarla. 

In^cul^care: dalla teologia alla politica

LE NUOVE DIRETTIVE UNESCO PER CORROMPERE I BAMBINI

L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale”” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.
Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttive della “nuova educazione sessuale” , l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).

Teobucology

Benedizioni gay, alta tensione tra cardinali


È battaglia nell’area germanofona della Chiesa sulla benedizione alle coppie omosessuali, discussione lanciata dal vicepresidente della Conferenza Episcopale tedesca, mons. Bode, e in qualche misura avallata e condivisa dal presidente della Conferenza il card. Marx. Dopo la pesante condanna del card. Josef Cordes, già prefetto di Cor Unum, c’è stata la condanna di mons. Laun, l’emerito di Salisburgo, le cui dimissioni di prammatica sono state accettate a velocità straordinaria dal Pontefice.
Ma contro di lui si è levata la voce del card. Christoph Schoenborn, di Vienna e degli altri vescovi della conferenza episcopale austriaca, notoriamente progressisti. Laun aveva parlato di azioni contro i comandamenti di Dio, e aveva citato fra gli altri lo sterminio programmato nei campi di concentramento e le organizzazioni di criminalità organizzata. Schoenborn ha dichiarato che “Non è certamente accettabile menzionare il valore delle unioni fra persone dello stesso sesso e la mafia o i campi di concentramento, come sfortunatamente è accaduto.